
TRAVAGLIO: Parliamo di Commissioni d’inchiesta, perché è chiaro che negli Stati Uniti e in una democrazia normale la catena di comando che non ha funzionato sarebbe oggetto di una Commissione d’inchiesta e lì, senza destra e senza sinistra, andrebbero a vedere che è successo…
Il problema è che qua le commissioni d’inchiesta …
SANTORO: Quelle che vediamo in televisione o al cinema, no?
TRAVAGLIO: esatto
SANTORO: ...il senato americano…che si riunisce, interroga…bah….
TRAVAGLIO: Qua purtroppo le commissioni di solito servono a incasinare anche le poche cose che sono già chiare …e a farla dovrebbero essere gli stessi parlamenti…gli stessi parlamentari che hanno partecipato nella scorsa legislatura ad alcune leggendarie commissioni…l’antimafia ce l’abbiamo dal ’63, e non è che insomma abbia prodotto chissà che cosa…
SANTORO: Beh, qualcosa…
TRAVAGLIO: nell’ultima legislatura la relazione di maggioranza sosteneva che (legge un appunto – ndr) “le sentenze hanno sbugiardato malamente le accuse di mafiosità ad Andreotti”. In realtà la sentenza dice esattamente il contrario, e cioè che aveva ragione la procura: il reato è stato commesso ma era prescritto fino al 1980.
Notevoli soprattutto le fonti di queste due commissioni d’inchiesta: una, eehhh… il supertestimone Igor Marini, detto “Aigor”, e l’altro….
SANTORO: ma che fine ha fatto quello? Non si sa! Dove sta?
TRAVAGLIO: E’ stato a lungo in carcere, e adesso aspetta il suo processo.
…l’altro il superconsulente della Mitrokhin: Mario Scaramella, che ormai sono una leggenda: sembrano Gianni e Pinotto, visti insieme.
Destra e sinistra li hanno presi molto sul serio, tant’è che poi hanno dovuto intervenire magistrati e giornalisti a smascherare, perché se era soltanto per il parlamento questi continuavano a fare i supertestimoni a vita.
Marini compare quando, nella Telekom Serbia? Compare nel maggio del 2003, una settimana dopo che è stato condannato per la prima volta Previti per il caso Mondadori. “Armi di distrazione di massa”, le chiamerebbe Sabina Guzzanti. Si presenta come un conte polacco. Dice di avere gestito lui praticamente la transazione fra l’Italia e
Quando i giudici di Torino sanno che hanno preso un certo Marini in Svizzera dicono: eccolo lì, lo stiamo cercando da anni anche a Torino, perché ha fatto delle truffe su titoli indonesiani, e quindi se lo fanno recapitare dagli svizzeri e lo portano al carcere di Torino.
I magistrati cosa fanno? Prima cosa vanno a vedere chi è questo Marini: scoprono che vive in un tugurio fuori Brescia… scoprono il lavoro che fa: fa il facchino al mercato ortofrutticolo di Brescia, che è proprio tipico di quelli che gestiscono le transazioni fra stato e stato per compagnie telefoniche. Che mestiere fa? Di solito fa il facchino al mercato ortofrutticolo.
Interrogano la seconda moglie, che è in lacrime. Dice: eehhh…ha truffato il parlamento, ma prima ha truffato me, questo.
M’ha raccontato che era: conte, e non era conte.
M’ha detto che era polacco, non era polacco.
Diceva di essere la controfigura di Schwarzenegger, di essere proprietario di una isola deserta, talmente deserta che poi nessuno l’ha mai vista, e soprattutto di essere il vicepresidente dello IOR, la banca del Vaticano, tant’è che diceva: “io sono così con papa Woytila, ceniamo insieme, eccetera eccetera, io andavo a prenderlo in ufficio pensando che uscisse dal Vaticano, ma quello usciva sempre da un’altra parte”, tant’è che in Vaticano non ci aveva mai messo piede. Alla fine mi ha pure costretta a vendere la macchina per investire in certi titoli indonesiani, non ho mai più visto una lira, e non c’ho più la macchina.
Interrogano la prima moglie, che è una famosa soubrette, Isabel Roussinova, e anche questa dice: “non ho mai voluto raccontare la mia storia, perché mi sentivo veramente male, a essermi fatta prendere in giro da uno così, adesso che vedo che ha preso in giro tutto il parlamento italiano mi sento meno sola, e più sollevata, e posso raccontare la mia storia.”
Il parlamento continua a prendere sul serio Igor Marini, tant’è che per tutta l’estate continuano a interrogarlo pure in carcere, esce l’Avvocato Trantino, esce Calderoli, che era un po’ l’intellettuale della commissione parlamentare Telekom Serbia, esce l’avvocato Taormina, tutti a dire: “sto Marini, c’ha una memoria prodigiosa, è meglio di Pico della Mirandola”, dicono: infatti ricordava perfettamente cose mai avvenute, non si sa chi gliel’avesse suggerite.
Fatto sta che a un certo punto eehhh…. i conti Cicogna, Mortadella e Ranocchio non vengono mai trovati, naturalmente, i soldi provenienti dalla Telekom Serbia non sono finiti a nessun politico, tranne uno: per vie traverse, senza commettere nessun reato, si scopre che l’unico politico che ha preso soldi provenienti dalla provvista Telekom Serbia, è l’On. Bocchino di Alleanza Nazionale, che fa parte della Commissione di Telekom Serbia! (la telecamera stacca da Travaglio per offrire un primo piano di Ignazio
SANTORO: senza commettere reati, lui…
TRAVAGLIO: i giudici di Torino dicono: non ha commesso nessun reato. Però è curioso, insomma: è come…è come l’investigatore che scopre di essere l’assassino, praticamente.
Degno “pendant” del conte Igor Marini, è Mario Scaramella da Napoli, superconsulente della Mitrokhin. Vita passata vivendo di espedienti, fonda Società con la fidanzata, millanta credito di essere un uomo della NATO, di essere uno sminatore, di essere un esperto clamoroso in smaltimento di rifiuti tossici, presidente di comitati, tiene lezioni in tutto il mondo, persino in organismi internazionali, finchè a un certo punto approda alla commissione Mitrokin.
Basterebbe fare un giro a Napoli nel suo quartiere per capire chi è ma non lo fanno, gli credono ciecamente e Guzzanti lo prende come il suo consulente preferito. E lo manda in giro per l’Europa a torchiare delle povere spie russe in menopausa (compare l’immagine di Guzzanti con le mani giunte con un fumetto che dice: “…e Mario dove lo metto?” – ndr) che stanno svernando (compare il volto di Scaramella che dice nel fumetto: “Mandami in Europa a torchiare le spie sovietiche” – ndr) nella loro vecchiaia tra Londra e altre capitali. (Altro fumetto per Guzzanti: “Sii!!!..in Europa!” – Replica di Scaramella, sempre nel fumetto: “Hanno detto che…Prodi piaciucchiava al KGB!!” ndr) Quelli, tutti contenti, dice: finalmente ci interroga, vorran sapere di Putin, (compare al centro del video il ritaglio del titolo di un giornale: “Una bomba termonucleare” – esclama Guzzanti, “lo dico subito al capo” – ndr) di tutte le porcate che fa il nostro ex capo del Kgb. No: lui non era interessato a Putin, era interessato a Prodi. Tira fuori la foto di Prodi, chiedendo alle spie, ai sovietici se non l’avevano mai visto. Loro non hanno mai visto Prodi, ovviamente, ma lui insiste e a un certo punto telefona a Guzzanti dicendo: ne ho trovata una che mi ha detto di aver saputo da un’altra che è morta, che aveva saputo da un’altra, che è morta, che un’altra che è morta gli aveva detto che Prodi non dispiaceva al Kgb.
Guzzanti entusiasta dice: “ma questa è una bomba termonucleare, la vado a riferire al capo”, cioè a Berlusconi. Prende a va in Sardegna e Berlusconi non lo prende neanche sul serio, nemmeno Berlusconi (Santoro sghignazza – ndr) riesce a raccontare ai suoi elettori che Prodi è un agente del Kgb.
Ne ha raccontate tante, ma questa forse non la credono nemmeno i suoi elettori.
Insomma ‘sto Scaramella continua a molestare tutte le spie che trova in giro. Gli tira pure fuori le foto di Diliberto e Pecoraro Scanio, che anche per l’età, oltre che per la faccia, sono tipici proprio spioni sovietici. No? E poi manda dei messaggi
SANTORO: se si mettono il colbacco, insomma, già….
TRAVAGLIO: …manda dei messaggi, dei messaggi cifrati a Guzzanti dove Pecoraro Scanio viene definito in codice “Pecorowski e Culattowski”.Quindi stiamo…stiamo parlando di roba molto seria, sempre a spese nostre, naturalmente, perchè la commissione la paghiamo noi…
SANTORO: devi concludere…
TRAVAGLIO: Una spia molestata scrive a Guzzanti dicendo di riprendersi ‘sto Scaramella perché non se ne può più, gli dice: “your friend is a mental case”, cioè è un caso clinico, portatelo via, non se ne può più. (compare l’immagine di un PC con il testo di una e-mail che dice: “Paolo, your friend Mario is a mental case”, dietro al PC compare l’immagine di Guzzanti con un fumetto: “……” e con la frase successiva “il prossimo sono io”– ndr) Lo smascherano tre giornalisti, D’Avanzo, Bonini e Gatti del sole 24 ore e poi Scotland Yard quando scopre che Scaramella è l’ultimo ad avere incontrato il povero Litvinenko avvelenato con il polonio 210 nel sushi bar di Londra. Scaramella dice: hanno avvelenato anche me, sto morendo; Guzzanti dice: il prossimo sono io. Poi Scaramella resuscita, torna in Italia e lo arrestano, immediatamente, per calunnia ai danni di persone. Ecco perché ho ricordato tutto ciò. Perchè
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…) che hanno “svelato” agli italiani cosa stava avvenendo coi loro soldi e dunque ha citato Carlo BONINI e le ex spie russe “in menopausa”, dimenticando però di citare anche le loro trancianti smentite [1] [2] d’altronde mai pubblicate su Repubblica né altrove; ha citato Claudio GATTI, indimenticata la sua biografia scaramelliana sul Sole 24 ore, dimenticando però di citare per intero la feroce smentita del magistrato Lorenzo MATASSA. In Italia per quanto riguarda l’informazione siamo proprio all’ANNO ZERO.
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