venerdì, 16 novembre 2007
Il silenzio e il rumore

Ieri sera ad Annozero, il cui tema centrale erano i fatti di Genova del luglio 2001 e gli abusi delle forze dell'ordine (s'è parlato anche del povero Federico ALDROVANDI e ovviamente del tifoso ucciso domenica scorsa), il solito Marco TRAVAGLIO nel suo solito editoriale è riuscito, pensate un po', a parlare della Commissione Mitrokhin e di Mario SCARAMELLA (!?).
Cavoli a merenda voi direte? No. Non crediamo. In questa storia nulla è casuale.
Col suo abituale modo di fare sbarazzino e forbito il bel Marco ha suscitato ovviamente le risate grasse e convinte dell'intera platea mentre un cameraman compiacente indugiava con generosità sui volti degli spettatori sull’orlo delle lacrime d’ilarità ogniqualvolta si accennava a “Mortadella” agente del KGB.
Ecco una trascrizione delle parole di TRAVAGLIO perché a noi piace parlare sui documenti non tralasciando nulla e dando a tutti voce e spazio. Questo comunque il link al filmato.
...

TRAVAGLIO: Parliamo di Commissioni d’inchiesta, perché è chiaro che negli Stati Uniti e in una democrazia normale la catena di comando che non ha funzionato sarebbe oggetto di una Commissione d’inchiesta e lì, senza destra e senza sinistra, andrebbero a vedere che è successo…

Il problema è che qua le commissioni d’inchiesta …

SANTORO: Quelle che vediamo in televisione o al cinema, no?

TRAVAGLIO: esatto

SANTORO: ...il senato americano…che si riunisce, interroga…bah….

TRAVAGLIO: Qua purtroppo le commissioni di solito servono a incasinare anche le poche cose che sono già chiare …e a farla dovrebbero essere gli stessi parlamenti…gli stessi parlamentari che hanno partecipato nella scorsa legislatura ad alcune leggendarie commissioni…l’antimafia ce l’abbiamo dal ’63, e non è che insomma abbia prodotto chissà che cosa…

SANTORO: Beh, qualcosa…

TRAVAGLIO: nell’ultima legislatura la relazione di maggioranza sosteneva che (legge un appunto – ndr)  “le sentenze hanno sbugiardato malamente le accuse di mafiosità ad Andreotti”. In realtà la sentenza dice esattamente il contrario, e cioè che aveva ragione la procura: il reato è stato commesso ma era prescritto fino al 1980.

La Commissione su Ilaria Alpi presieduta dall’avvocato Taormina, sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ha stabilito che i due inviati sono morti mentre erano dediti al turismo in Somalia.

La Commissione Telekom Serbia e la Commissione Mitrokhin hanno fatto il meglio di tutte, una era presieduta dall’Avvocato Trantino, l’altra era presieduta da Paolo Guzzanti, e dovevano occuparsi di due vicende molto oscure: una, 900 miliardi di lire dati dal nostro Governo di Centro Sinistra al regime di Milosevic già sotto embargo, dall’altra parte le infiltrazione del KGB in Italia negli anni della guerra fredda, solo che poi sono state utilizzate per dimostrare qualcos’altro, perché nel frattempo stavano venendo fuori i processi per le tangenti delle toghe sporche, i processi Previti, Berlusconi eccetera e allora si è deciso di usare queste Commissioni per dimostrare che in realtà le tangenti le pigliavano Prodi, Fassino, Dini, e che Prodi era addirittura un agente del KGB, coinvolto nel delitto Moro. Prodi ha proprio il physique de rôle tipico dell’agente del KGB infatti aveva anche chiamato il suo conto cifrato “mortadella” proprio per evitare che qualcuno potesse sospettare che era suo, mentre Fassino pigliava i soldi sul conto “cicogna” e Dini sul conto “ranocchio”, sempre per mascherare meglio l’identità dei titolari.

Notevoli soprattutto le fonti di queste due commissioni d’inchiesta: una, eehhh… il supertestimone Igor Marini, detto “Aigor”, e l’altro….

SANTORO: ma che fine ha fatto quello? Non si sa! Dove sta?

TRAVAGLIO: E’ stato a lungo in carcere, e adesso aspetta il suo processo.

…l’altro il superconsulente della Mitrokhin: Mario Scaramella, che ormai sono una leggenda: sembrano Gianni e Pinotto, visti insieme.

Destra e sinistra li hanno presi molto sul serio, tant’è che poi hanno dovuto intervenire magistrati e giornalisti a smascherare, perché se era soltanto per il parlamento questi continuavano a fare i supertestimoni a vita.

Marini compare quando, nella Telekom Serbia? Compare nel maggio del 2003, una settimana dopo che è stato condannato per la prima volta Previti per il caso Mondadori. “Armi di distrazione di massa”, le chiamerebbe Sabina Guzzanti. Si presenta come un conte polacco. Dice di avere gestito lui praticamente la transazione fra l’Italia e la Serbia per la compagnia telefonica, dice di avere le prove delle tangenti a Fassino, Prodi e Dini, però le ha dimenticate in Svizzera. E allora la commissione invece di verificare chi è questo qua prima di sperti…di sporgersi, parte in missione per la Svizzera. Solo che si dimenticano di avvertire gli svizzeri. Per cui arriva la gendarmeria, lì trova lì in questo ufficio dei notai pubblici di Lugano, dice: Lei chi è? …ci manda la Telekom Serbia…li arrestano tutti, compresi i parlamentari che poi vengono rilasciati mentre Marini viene trattenuto, perché era ricercato pure in Svizzera, non soltanto in Italia, per avere truffato degli alberghi: lui entrava, mangiava, beveva, dormiva gratis, e poi scappava e non pagava  il conto, come il conte Mascetti nel film “Amici miei”.

Quando i giudici di Torino sanno che hanno preso un certo Marini in Svizzera dicono: eccolo lì, lo stiamo cercando da anni anche a Torino, perché ha fatto delle truffe su titoli indonesiani, e quindi se lo fanno recapitare dagli svizzeri e lo portano al carcere di Torino.

I magistrati cosa fanno? Prima cosa vanno a vedere chi è questo Marini: scoprono che vive in un tugurio fuori Brescia… scoprono il lavoro che fa: fa il facchino al mercato ortofrutticolo di Brescia, che è proprio   tipico di quelli che gestiscono le transazioni fra stato e stato per compagnie telefoniche. Che mestiere fa? Di solito fa il facchino al mercato ortofrutticolo.

Interrogano la seconda moglie, che è in lacrime. Dice: eehhh…ha truffato il parlamento, ma prima ha truffato me, questo.

M’ha raccontato che era: conte, e  non era conte.

M’ha detto che era polacco, non era polacco.

Diceva di essere la controfigura di Schwarzenegger, di essere proprietario di una isola deserta, talmente deserta che poi nessuno l’ha mai vista, e soprattutto di essere il vicepresidente dello IOR, la banca del Vaticano, tant’è che diceva: “io sono così con papa Woytila, ceniamo insieme, eccetera eccetera, io andavo a prenderlo in ufficio pensando che uscisse dal Vaticano, ma quello usciva sempre da un’altra parte”, tant’è che in Vaticano non ci aveva mai messo piede. Alla fine mi ha pure costretta a vendere la macchina per investire in certi titoli indonesiani, non ho mai più visto una lira, e non c’ho più la macchina.

Interrogano la prima moglie, che è una famosa soubrette, Isabel Roussinova, e anche questa dice: “non ho mai voluto raccontare la mia storia, perché mi sentivo veramente male, a essermi fatta prendere in giro da uno così, adesso che vedo che ha preso in giro tutto il parlamento italiano mi sento meno sola, e più sollevata, e posso raccontare la mia storia.”

Il parlamento continua a prendere sul serio Igor Marini, tant’è che per tutta l’estate continuano a interrogarlo pure in carcere, esce l’Avvocato Trantino, esce Calderoli, che era un po’ l’intellettuale della commissione  parlamentare Telekom Serbia, esce l’avvocato Taormina, tutti a dire: “sto Marini, c’ha una memoria prodigiosa, è meglio di Pico della Mirandola”, dicono: infatti ricordava perfettamente cose mai avvenute, non si sa chi gliel’avesse suggerite.

Fatto sta che a un certo punto eehhh…. i conti Cicogna, Mortadella e Ranocchio non vengono mai trovati, naturalmente, i soldi provenienti dalla Telekom Serbia non sono finiti a nessun politico, tranne uno: per vie traverse, senza commettere  nessun reato, si scopre che l’unico politico che ha preso soldi provenienti dalla provvista Telekom Serbia, è l’On. Bocchino di Alleanza Nazionale, che fa parte della Commissione di Telekom Serbia! (la telecamera stacca da Travaglio per offrire un primo piano di Ignazio La Russa – ndr) Cioè stava indagando sulle tangenti degli altri, e in realtà è l’unico che ha preso dei soldi provenienti da quella partita…

SANTORO: senza commettere reati, lui…

TRAVAGLIO: i giudici di Torino dicono: non ha commesso nessun reato. Però è curioso, insomma: è come…è come l’investigatore che scopre di essere l’assassino, praticamente.

Degno “pendant” del conte Igor Marini, è Mario Scaramella da Napoli, superconsulente della Mitrokhin. Vita passata vivendo di espedienti, fonda Società con la fidanzata, millanta credito di essere un uomo della NATO, di essere uno sminatore, di essere un esperto clamoroso in smaltimento di rifiuti tossici, presidente di comitati, tiene lezioni in tutto il mondo, persino in organismi internazionali, finchè a un certo punto  approda alla commissione Mitrokin.

Basterebbe fare un giro a Napoli nel suo quartiere per capire chi è ma non lo fanno, gli credono ciecamente e Guzzanti lo prende come il suo consulente preferito. E lo manda in giro per l’Europa a torchiare delle povere spie russe in menopausa (compare l’immagine di Guzzanti con le mani giunte con un fumetto che dice: “…e Mario dove lo metto?” – ndr) che stanno svernando (compare il volto di Scaramella che dice nel fumetto: “Mandami in Europa a torchiare le spie sovietiche” – ndr)  nella loro vecchiaia tra Londra e altre capitali. (Altro fumetto per Guzzanti: “Sii!!!..in Europa!” – Replica di Scaramella, sempre nel fumetto: “Hanno detto che…Prodi piaciucchiava al KGB!!” ndr)  Quelli, tutti contenti, dice: finalmente ci interroga, vorran sapere di Putin, (compare al centro del video il ritaglio del titolo di un giornale: “Una bomba termonucleare” – esclama Guzzanti, “lo dico subito al capo” – ndr) di tutte le porcate che fa il nostro ex capo del Kgb. No: lui non era interessato a Putin, era interessato a Prodi. Tira fuori la foto di Prodi, chiedendo alle spie, ai sovietici se non l’avevano mai visto. Loro non hanno mai visto Prodi, ovviamente, ma lui insiste e a un certo punto telefona a Guzzanti dicendo: ne ho trovata una che mi ha detto di aver saputo da un’altra che è morta, che aveva saputo da un’altra, che è morta, che un’altra che è morta gli aveva detto che Prodi non dispiaceva al Kgb.

Guzzanti entusiasta dice: “ma questa è una bomba termonucleare, la vado a riferire al capo”, cioè a Berlusconi. Prende a va in Sardegna e  Berlusconi non lo prende neanche sul serio, nemmeno Berlusconi (Santoro sghignazza – ndr)  riesce a raccontare ai suoi elettori che Prodi è un agente del Kgb.

Ne ha raccontate tante, ma questa forse non la credono nemmeno i suoi elettori.

Insomma ‘sto Scaramella continua a molestare tutte le spie che trova in giro. Gli tira pure fuori le foto di Diliberto e Pecoraro Scanio, che anche per l’età, oltre che per la faccia, sono tipici proprio spioni sovietici. No? E poi manda dei messaggi

SANTORO: se si mettono il colbacco, insomma, già….

TRAVAGLIO: …manda dei messaggi, dei messaggi cifrati a Guzzanti dove Pecoraro Scanio viene definito in codice  “Pecorowski e Culattowski”.Quindi stiamo…stiamo parlando di roba molto seria, sempre a spese nostre, naturalmente, perchè la commissione la paghiamo noi…

SANTORO: devi concludere…

TRAVAGLIO: Una spia molestata scrive a Guzzanti dicendo di riprendersi ‘sto Scaramella perché non se ne può più, gli dice: “your friend is a mental case”, cioè è un caso clinico, portatelo via, non se ne può più. (compare l’immagine di un PC con il testo di una e-mail che dice: “Paolo, your friend Mario is a mental case”, dietro al PC compare l’immagine di Guzzanti con un fumetto: “……”  e con la frase successiva “il prossimo sono io”– ndr) Lo smascherano tre giornalisti, D’Avanzo, Bonini e Gatti del sole 24 ore e poi Scotland Yard quando scopre che Scaramella è l’ultimo ad avere incontrato il povero Litvinenko avvelenato con il polonio 210 nel sushi bar di Londra. Scaramella dice: hanno avvelenato anche me, sto morendo; Guzzanti dice: il prossimo sono io. Poi Scaramella resuscita, torna in Italia e lo arrestano, immediatamente, per calunnia ai danni di persone. Ecco perché ho ricordato tutto ciò. Perchè la Mitrokin si spegne mestamente, la magistratura ha più lavoro di prima, il casino sul Kgb è massimo, e oggi immaginiamo un parlamento come questo che si occupa del G8: potrebbe venir fuori persino un supertestimone a giurare che a Bolzaneto hanno tentato un suicidio di massa oppure che alla Diaz non è stata la polizia ma, come disse Taormina in un altro processo,  è stato il vicino di casa.

LA RUSSA: o viceversa….

...

 
Il pretesto era ovviamente la richiesta di istituire una Commissione parlamentare sul G8, ma diremmo noi, ogni occasione è buona per lanciare il messaggio subliminale a cui ormai abbiamo fatto il callo e a cui l’inconscio collettivo s’è adeguato: un ritornello che incessante ripete: “quel polverone della Mitrokhin”, “quella bufala della Mitrokhin”…..
Ogni occasione dunque è buona, soprattutto adesso, che qua e là, qualche dubbio, qualche scoperta imbarazzante, qualche tarocco viene a galla.
Pertanto occorre tenere alta la guardia. Occorre alzare una barriera mediatica che soffochi le voci dissidenti.
Il silenzio e il rumore.
Da un lato la grande stampa ignora con supponenza le notizie provate di manipolazioni e falsificazioni, dall'altro, contemporaneamente, si tiene alto il volume di un vecchio gracchiante grammofono che manda instancabilmente e ininterrottamente in onda lo stesso disco rotto, a coprire le poche fievoli voci fuori dal coro.
 
TRAVAGLIO ieri sera, giocando le stesse carte di sempre, ha voluto dare i giusti meriti ai prodi () che hanno “svelato” agli italiani cosa stava avvenendo coi loro soldi e dunque ha citato Carlo BONINI e le ex spie russe “in menopausa”, dimenticando però di citare anche le loro trancianti smentite [1] [2] d’altronde mai pubblicate su Repubblica né altrove; ha citato Claudio GATTI, indimenticata la sua biografia scaramelliana sul Sole 24 ore, dimenticando però di citare per intero la feroce smentita del magistrato Lorenzo MATASSA.       
Tutte cose che noi, per fortuna, e i nostri lettori conoscono bene, ma, ahimè, siamo un’irrisoria minoranza.
Può anche gratificare sentirsi di appartenere ad una élite, soprattutto quando si tratta di conoscere cose che la stragrande maggioranza delle persone ignora, ma noi ci siamo stancati.
Non crediamo che sia degno di un paese civile e democratico.
Nei prossimi giorni invieremo una lettera aperta a tutte le redazioni dei giornali italiani e a tutti gli indirizzi conosciuti di giornalisti.
Un mailing a pioggia.
Per vedere se in questo paese c’è ancora qualche persona libera e intellettualmente onesta che si prenda la briga di verificare, di indagare, di capire. Di parlare!
Non possiamo credere che non ce ne siano.
Comunque per ora, purtroppo, ha ragione Michele SANTORO.

In Italia per quanto riguarda l’informazione siamo proprio all’ANNO ZERO.

 

postato da: GabrielParadisi alle ore 16/11/2007 10:17 | Permalink | commenti (48)
categoria:giornalismo, prodi romano, travaglio marco, mitrokhin, santoro michele, bonini carlo
mercoledì, 07 dicembre 2005

Questo è parlar chiaro!

Caro Paradisi,
In fretta e furia prima di correre al Senato, andrò dritto ai punti.


1 – Io non sono mai invitato in tv, salvo una notte da Vespa perché c’era mia figlia, e una volta alla “Nessuno tv”. Ma se mi capiterà certamente solleverò il caso infamante di una agenzia che si chiama Freedom House che agisce in modo inaccurato e incomprensibile, fornendo dati falsi sull’Italia, e anche contraddittori. Se lei pensa che il caso FH sia quello degli errori compiuti dai giornalisti del Giornale per cercare di capire e persino giustificare le follie dell’agenzia, si sbaglia. Il punto è: FH è sotto accusa, non i giornalisti italiani sono sotto accusa. I motivi del loro errore li ho già elencati tante volte, ma ricordo: l’esistenza in vita in Italia di giornali che vivono delle provvidenze della Presidenza del Consiglio, chiunque sia il presidente Berlusconi compreso, grazie alle quali vivono Manifesto, Foglio, Liberazione e tanti altri giornali e riviste che in America dovrebbero chiudere i battenti all’istante per assenza di mercato.


2 – Il potere mediatico, non il potere in sé, che non significa niente, è delle televisioni di tutto il mondo e delle loro manipolazioni fra le quali manipolazioni splendono per vergogna quelle della Bbc e dei suoi scandali, della Cnn e delle sue forzature, e così via.


3 – Se ricordo che la Tv italiana è stata della Dc con Bernabei, e poi condivisa formalmente con i primi socialisti del primo centro sinistra (reteDue che si chiamava Secondo Canale) e poi con il Pci che aveva il divieto di entrare al governo, ma riceveva in cambio il compenso della presidenza della Camera (prima Ingrao, poi Jotti), di molte commissioni fra cui quelle sui servizi (Pecchioli) e appunto una rete Raio rimastagli in eredità perenne in violazione di ogni regola e in totale conflitto di interessi,  c’è poco da “condividere”: non sono opinioni, è storia e non è controversa.


4 – Io non voglio “far creder” niente a nessuno. Ma a questo proposito, caro Paradisi, le segnalo un cambiamento di tono della sua lettera che da quasi oggettiva, come è di solito, diventa retorica: lei crede davvero che.... Le vuol davvero farci credere che... Suvvia, davvero pensa che etc. E’ una scelta, ma non porta da nessuna parte. Io sto ai fatti: FH è una bufala, questo è un fatto. RaiTre è delle sinistre ed è un fatto e spiego subito che la parola”sinistre” va intesa come: quella coalizione in cui si trovano i successori del Pci che aveva ricevuto il controllo della terza rete con Guglielmi direttore di rete e Curzi direttore del Tg3. Io ho lavorato a lungo con Guglielmi a RaiTre finché ero considerato di sinistra. E buttato subito fuori dopo.


5 – In Rai, per legge e grazie all’esistenza di una trasparente Commissione Parlamentare di Indirizzo e Vigilanza sulla Rai che non ha l’uguale per democrazia e potere di controllo in alcuna altra democrazia, e che è sempre presieduta da un membro dell’opposizione (poi, noi feroci e liberticidi berlusconiani, per farci meglio del male abbiamo dato anche la presidenza della Rai a un membro dell’opposizione sicché controllore e controllato sono presieduti dall’opposizione con un discreto conflitto di interessi) e che decide.
La Commissione ha una maggioranza politica che rispecchia la maggioranza del Parlamento che è quello votato dal popolo sovrano.
Dunque in tempi di centro destra la maggioranza della Vigilanza è di centro destra (presieduta da uno di sinistra) e quando il parlamento è di sinistra la maggioranza della Commissione è di sinistra.
Quindi non è che Berlusconi comanda sulla Rai, è che la maggioranza rappresentante della maggioranza degli elettori fornisce alla Rai le linee guida. Per esempio: io ho sempre lavorato per la Rai come collaboratore esterno fino al 1996 quando feci il mio ultimo programma “Bar Condicio” alla vigilia delle elezioni vinte da Prodi in termini parlamentari benché la maggioranza degli elettori avesse dato anche nel 1996 il voto popolare al centro destra.
E non appena salì la sinistra al potere io e tutti quelli non allineati con le sinistre (non ero di Forza Italia e lavoravo alla Stampa) furono all’istante buttati fuori dalla Rai che seguitò a pagarmi per tre anni senza farmi lavorare. Per questo nessuno andò a Sofia a fare editti. Bastò non rispondermi più al telefono.


6 – Editto di Sofia. Berlusconi avrebbe fatto meglio ad essere meno leale e più viscido, come i suoi predecessori di sinistra che fecero le loro epurazioni radicali e silenziose.
Ma: Biagi fu colpevole di aver deliberatamente violato le regole ospitando in campagna elettorale Benigni il quale fece un divertente comizio contro l’Opposizione (soltanto nella Germania di Hitler la propaganda di Stato attacca con la sua satira l’opposizione e non chi sta al potere, e questo accadde fino al 2001, e prima e dopo e sempre). Doveva essere licenziato in tronco punto e basta, e portato in tribunale a rispondere dei reati commessi.
Daniele Luttazzi fu colpevole, approfittando del programma Satyricon, di aver ospitato in campagna elettorale e in violazione di tutte le norme e anche della legge sulla propaganda elettorale, il giornalista squadrista (e peraltro di estrema destra) Travaglio il quale fu invitato a leggere pagine di un libro in cui con il copia e incolla aveva messo insieme non già le sentenze contro Berlusconi, ma tutte le accuse per le quali Berlusconi NON è stato condannato, e mancava soltanto la pedofilia.
Luttazzi era pagato dal servizio pubblico per farci ridere, magari mangiando merda, ma facendoci ridere. Nessuno lo aveva autorizzato a tenere o far tenere un comizio senza contraddittorio.
Licenziato in tronco (nei miei sogni di liberale legalitario) e chiamato a pagare i danni.
Santoro: ho partecipato a una dozzina delle sue trasmissioni e, da giornalista che vive anche a New York, a Parigi e a Londra, devo dire che non esiste nel mondo occidentale a me noto nulla che possa somigliare, per faziosità preventiva, per arredo scenico intimidatorio in cui la verità di Santoro è già espressa e sostenuta da falsificazioni che io personalmente, in diretta e presente, gli ho contestato quando ero lì, e doveva essere buttato fuori per assenza di giornalismo con le sue regole. Altro che editto di Sofia! Mi indichi, caro Paradisi, un solo program ma americano, inglese, canadese, australiano, francese, tedesco, belga, austriaco e qui mi fermo ma può andare avanti senza di me, in cui sia possibile fare quel che ha fatto Santoro calpestando sempre tutte le regole del giornalismo e violando il check and balance che deve sempre almeno simulare l’obiettività.


7 – Secondo me gli sciocchi credono che Berlusconi abbia vinto ipnotizzando la gente dal tubo catodico, e gli intelligenti sanno che Berlusconi ha creato (se vogliamo usare questo linguaggio) il prodotto atteso dagli italiani come me: un partito liberale che avesse la parola libertà nel nome, dove non ci fossero comunisti comunque mascherati, ma semmai tutti gli ex comunista fuggiti, i socialisti sottoposti a pogrom politico dai comunisti, come me, i radicali di allora (e parecchi di oggi) i cattolici non cattocomunisti, i liberali, i repubblicani, la gente comune e gli ex fascisti pentiti di essere stati fascisti, delitto che, diversamente dal comunismo che è vivo e vegeto e tiene gli attori di satira in galera a Cuba e manda chi vuol fuggire al paradon, il muro del plotone, si estinse sessanta anni fa, e fare un grande fronte che impedisse alla coalizione guidata dai comunisti di massacrare la memoria degli italiani, che è stata manipolata proprio dalla loro televisione.
Amico mio, piantiamola con queste sciocchezze: Rete Quattro oltre ad Emilio Fede e alle sue previsioni del tempo berlusconiane, manda in onda film , Canale 5 è l’ammiraglia dell’antiberlusconismo dove Mentana non ha mai voluto far sapere a lei che esiste in Italia un ramo del Parlamento repubblicano che si chiama Commissione Mitrokhin, in violazione delle leggi e delle norme del giornalismo, così come hanno fatto tutti i giornali di potere (Republica Stampa e Corriere, con briciole di eccezioni di quest’ultimo). Su Italia Uno ci sono i migliori comici di sinistra, e c’è stata anche la Dandini ed è un laboratorio non di sfottò, ma di politica-. Sfottò è quello del Bagaglino, altra roba.
Berlusconi usò i quadri di Publitalia per varare la struttura di partito, ed erano quadri che aveva fabbricato lui, non quelli di Mediaset come erroneamente scrive lei, ma il motivo per cui vinse nel 1994, nel 1996 (come già detto) e nel 2001 e può tornare a vincere fra quattro mesi, sta nel fatto che gli italiani hanno trovato nel suo prodotto politico quel che cercavano.
Non cada anche lei in questo stucchevole errore, che Togliatti non avrebbe mai fatto, di considerare gli italiani cretini e ipnotizzati se votano a destra e mostri di intelligenza e probità se votano a sinistra.
Non vede da solo che è una volgarità, prima che una falsità?
Sì, la gente libera esiste anche fuori di Forza Italia e non ho mai detto il contrario.
Ma la libertà non va declamata, va usata.
E va usata discriminando il vero dal falso, il facile dal difficile, gli slogan dalla realtà.
Altrimenti essere liberi è soltanto un’espressione linguistica.
Sul resto le scriverò quando potrò. Ma devo portare mia figlia a scuola e poi andare in aula dove le sinistre fingono di essere assenti per far mancare il numero legale, cosa che Violante, quando diventò presidente della Camera, immediatamente impedì con un colpo di regolamento che in quel caso giocava a favore della sua parte politica.
Mi faccia sapere, grazie delle sue lettere e mi faccia avere per cortesia gli sviluppi sul suo interessante blog.


Un caro saluto da
Paolo Guzzanti