C’è un tempo per la semina, uno per il raccolto… (Ecclesiaste)

Sul Carlino di ieri (domenica 18 dicembre 2005) era riportato un faccia a faccia tra Cesare De Carlo e Massimo Fini. Il tema della discussione era se in democrazia debba esistere il reato di opinione. Sostanzialmente i due commentatori concordavano.
Cesare De Carlo "…la democrazia si difende meglio con il libero dibattito delle idee per aberranti che esse possano essere".
Massimo Fini "Una democrazia deve accettare la diffusione anche delle idee piu’ aberranti o che le paiono tali. E’ il prezzo che paga a sè stessa."
Fini poi aggiungeva: "L’unico discrimine è che le idee non vengano fatte valere con la violenza."
L’altro ieri Mario Borghezio pare sia stato picchiato sul treno Torino-Milano improvvidamente da lui preso forse con intento provocatorio. Il treno infatti era occupato da qualche centinaio di persone (tra cui ragazzi dei centri sociali del nord est) di ritorno dalla manifestazione tenutasi a Torino contro la TAV in Val Susa.
L’episodio, indubbiamente da condannare senza remore, ci porta però a chiederci: chi a parole (ma spesso come vedremo anche coi fatti) fa affermazioni pericolosamente violente ed estremamente offensive (pur esercitando una legittima libertà d’opinione) non ha alcuna responsabilità nei confronti di chi potrebbe interpretare quelle sue dichiarazioni in senso letterale e passare all’azione o nei confronti di chi, sull’altro versante, si sente in dovere di rispondere (coi fatti)?
Vediamo chi è Mario Borghezio?
Nel 1993 Borghezio prende una multa di 750.000 lire per aver picchiato un bambino marocchino;
Nel 2000 si rende protagonista di una igienica operazione di disinfestazione razziale. Salito sull'Intercity Torino-Milano (chi di treno ferisce, di treno… ndr), con i suoi valorosi e coraggiosi sodali in camicia verde ed individuato uno scompartimento occupato da prostitute nigeriane, si esibisce in una spettacolare operazione di "pulizia etnica" spruzzando detergente e deodorante sulle malcapitate e sui sedili dove sedevano. Telepadania riprende con orgoglio;
Nel 2002 viene condannato a 8 mesi (poi 2 mesi e 20 giorni commutati in multa di 3000 euro in Cassazione) per l’incendio che il 1° luglio del 2000 appiccò sotto il ponte Principessa Clotilde a Torino. Il rogo divampò al termine di una manifestazione antidroga. Dopo aver inneggiato contro gli spacciatori extracomunitari che affollano la zona, una decina di manifestanti guidati da Borghezio si staccarono dal piccolo corteo ed improvvisarono una specie di “ispezione” lungo le rive del fiume. Brandendo fiaccole e torce elettriche alcune “camicie verdi” (Borghezio in testa), si spinsero al di sotto del ponte Principessa Clotilde, dove all´epoca si rifugiavano parecchi extracomunitari, appiccando il fuoco alle baracche.
“Vogliamo usare il vostro linguaggio, mafiosi di Roma, é un avvertimento mafioso alla libera autodeterminazione dei cittadini di Novara e dei cittadini liberi della Padania… non é igienico che l’ex segretario innominabile di Novara (il solito terronaccio paracadutato dal governo di Roma, ndr) si presenti alla prossima seduta del Consiglio comunale. Per usare il vostro linguaggio, mafiosi di Roma, questo é un avvertimento! “ (dichiarazioni del 18 ottobre 1996, Ordinanza 150-2000 e Sentenza n. 51–2002 Corte Costituzionale)
Dal celebre “discorso della palandrana”: “queste brutte barbe (i musulmani, ndr), questi pupazzi con la palandrana, un giorno o l’altro li prendiamo per la barba e li cacciamo via a calci in culo“.
Sul compagno di partito Boso quello che voleva prendere le impronte dei piedi ai neri, voleva farli votare sul Monte Bianco, e aveva chiesto l’apartheid ferroviaria, disse: «Boso è il tipo umano del padano, un po’ ex carabiniere un po’ boscaiolo, un po’ cacciatore, un po’ uomo libero... Piace per questa sua natura ruspante e genuina, spesso anche ruvida, grezza, espressione indubitabile di una realtà viva, vorrei dire boschiva… All’inizio ci confondevano. Lui è meno parole e più fatti. Io con le mie interrogazioni feci togliere la scorta a Sgarbi, lui lo prese a calci nel sedere. Marciamo divisi e colpiamo uniti».
Sul sindaco di Erba, Enrico Ghioni, dell'Ulivo, che aveva fatto rimuovere una stele con il sole delle Alpi e la scritta "Piazza Padania" posta dai leghisti nella piazza della stazione, già Piazza Roma, Borghezio disse: «Il sindaco di Erba ringrazi Iddio che la Padania non è la Corsica, dove, se un sindaco filofrancese osasse attuare uno sgarbo del genere al sentimento della popolazione locale, finirebbe sicuramente di vivere».
Ad un raduno della Lega Nord a Voghera, Borghezio e i suoi sostenitori recitarono quella che loro chiamano «la preghiera dello zingaro», che dice: «un bel milione dacci al mese, tanto il Comune non ha altre spese, dacci una casa con priorità, perché siam nomadi ma restiamo qua, non vorremmo però essere "gasati" dai Vogheresi oggi un po' incazzati». Il testo era stato fatto opportunamente circolare su dei volantini.
"Sono venuto molto volentieri, ma per quanto mi riguarda questa è l'ultima manifestazione senza bastoni. Cominciamo a dare segnali, e un bel segnale è una scarica di legnate; controlliamoli noi con delle ronde questi posti, e siccome sono luoghi impervi appoggiamoci a sostanziosi bastoni” (Villa Spada, Bologna 24 giugno 2005).
Sabato 29 Ottobre 2005 "Musulmani fondamentalisti vaffanculo… Non c'è pietà per nessuno, verrà il giorno della resa dei conti, e si scoprirà che c'è una Lega dura… Prendiamo esempio da quei Paesi europei dove chi sbaglia viene preso a calci anche dalle vecchiette!"
Non dimentichiamo che costui è stato anche sottosegretario (alla Giustizia) della Repubblica Italiana. Nei governi di Centrodestra.
E ora, per non farci mancare nulla, vediamo una piccola (incompleta) carrellata di serene dichiarazioni del (dis)onorevole Borghezio…
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