Sei volato via...

Sei volato via
con l’abituale leggerezza
Discreto
come fruscio garrulo
di rondini a mezzacosta
come il gocciolio della fontana
o le voci ovattate della tua piazza.
Ai rintocchi felpati
delle campane di sempre.
Incerta l’ora
dell’ultimo tuo sonno
pieno di speranza
E il mio risveglio
ripetuto richiamo
freddo e vano.
Ora la casa si svuota
di vasi e di marmellate serene
D’incanto
hai scacciato la paura
delle tue paure.
Sia ora per te
un prato infinito
di mirtilli
di creste e picchi
di dolci montagne…
e di funghi di bosco.
Per sempre.
PS
Un grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino in un momento così delicato.
Mi ha fatto molto piacere.
Risponderò con calma a ciascuno.
Un abbraccio affettuoso
Gabriele







