A no-global season…
Una stagione all’inferno… Illuminazioni…
(I° puntata)
dalla manifestazione contro la guerra: “Distendiamoci per terra”, Bologna 26 Settembre 2001 (Photos by Corto)











categoria:foto, no-global, pace e conflitti
A no-global season…
Una stagione all’inferno… Illuminazioni…
(I° puntata)
dalla manifestazione contro la guerra: “Distendiamoci per terra”, Bologna 26 Settembre 2001 (Photos by Corto)











La “Vispa Betulla” (Seconda parte)

Bisogna diffidare (sempre!) di tutti coloro i quali parlano in nome della Verità (e della Libertà ovviamente).
“Verità, Libertà/ mie sole amiche/ quando avevo tutto e niente/ e credevo che la gente/ fosse tutta amica mia…”.
Spesso i “pasdaran della Verità” (e della Libertà ovviamente), sono i più grandi mentitori e racconta-frottole in circolazione…
A proposito di cultori della “Verità”, una coincidenza curiosa… Betulla, il nostro pacioso agente segreto, durante lo svolgimento della sua terribile e rischiosissima “mission”, quella volta che si spinse fin quasi “vicino all’Iraq” (!?), scrisse un articolo che grondava sangue da ogni avverbio. Un pezzo, pensate un pò, addirittura “sui tagliatori di teste di un camionista bulgaro”… Così almeno egli ci racconta nella sua struggente confessione quando venne colto con la barba finta nella marmellata.
Le teste tagliate (vere o presunte), per gli strenui difensori della Verità (e della Libertà ovviamente), probabilmente costituiscono un “topos” (in Mesopotamia come nelle Hall di alberghi in Centramerica, Premiolini giornalistici o no…).
Farina Renato, però, tornando a bomba, tanto per dire, è una spanna sopra a tutti gli altri. Glielo ha detto il Giuss in persona, non dimentichiamocelo.
L’Islam malvagio sta insidiando la nostra virtù… Insidia le nostre mogli (bianche), le nostre sorelle (bianche), le nostre figlie (bianche)… e anche le cuggine… bianche, bianche, bianche…
Ricordo che sul Carlino, diverse estati fa, lessi un articolo che mi lasciò di stucco… Trasudava Razzismo (con la R maiuscola) da ogni frase… Cercai avidamente il nome dell’autore: Renato Farina (che seppi poi… Betulla). Non l’ho più scordato quell’articolo e quel nome.
Poi, se anche quel pezzo in particolare non l’ho più ritrovato, ahimè, non mi è stato difficile scovare altri, altrettanto miserabili, riscontri…
Volendo, e regalando a certa gente che non lo meriterebbe qualche decina di euro, ci si può addirittura abbonare a “Libero” on line. E scaricare così a 30 centesimi per volta, qualche numero del quotidiano. “Quotidiano”… parola grossa…
In quel foglio infatti il 29 settembre 2000, tanto per non farsi mancare nulla, l’allora direttore responsabile Feltri Vittorio, pubblicò foto pedopornografiche ed in seguito, forse per espiare, nomi e storie di condannati per lo stesso reato. Giusto per mettere in guardia i cittadini e togliere di mezzo una volta per sempre gli “orchi”. A lui, l’ordine dei giornalisti, tolse solo la tessera.
A parte queste divagazioni che comunque aiutano a capire l’ambientino in cui sguazzava Farina Renato, l’erbetta su cui volteggiava la vispa Betulla, dicevo, che abbonandosi (col naso turato) a Libero e facendo qualche ricerca sulla nostra “spia”, è molto facile trovare cosa egli pensasse e pensa tuttora dell’Islam.
Qualche esempio a illuminare:
“Turchia (islamica, ndr) in Europa? Meglio l'Armenia (cristiana, ndr). Forse gli armeni sono un indizio del nostro destino. Furono eliminati per odio religioso e razziale dai musulmani turchi”. Libero 9 giugno 2005.
(Sia chiaro che io condanno il genocidio degli Armeni perpetrato dalla Turchia ma trovo le argomentazioni di Farina degne di un Preziosi dei poveri. Va ricordato tra l’altro e a puro titolo d’esempio che gli ebrei turchi durante la seconda guerra mondiale furono risparmiati e protetti dal governo Turco malgrado fosse alleato all’Asse, contrariamente a quanto accade ai loro correligionari abitanti nella civilissima e democratica Europa cristiana, ndr).
Di Betulla si ricordano anche le memorabili sponde alla “Sboriana nazionale” (la compagna di Alessandro Panagulis il resistente ai Colonnelli fascisti…!?)…
Ah come si vede diverso il mondo col passare degli anni… com’è diverso, il mondo, visto da un attico dell’Upper East Side… piuttosto che dalla Piazza delle Tre Culture...
Betulla, dicevamo, tenne bordone alla fiorentina scrittrice di “lettere a lettori mai nati”, alla vigilia di quell’entusiasmante, democratico, pacifico, costruttivo, incontro di giovani e di idee che fu il Social Forum Europeo di Firenze 2002… (Io c’ero! Ciao Mamma).
Tutti ricordiamo gli allarmati e terrorizzanti appelli dei difensori dell’Occidente crociato (ed ebreo), dei protettori dei nostri figli WC… (White, Christian)… & J (Jewish).
Curiosa la riscoperta degli ebrei da parte dei “crociati”, “cristiani”, persecutori per un paio di millenni dei “deicidi giudei”…
L’argomento sembra oggi non turbare nemmeno nutrite schiere di cittadini d’Israele… che si sentono, chissà perché, tranquillamente tutelati e difesi dalla nostra destra italiota xenofoba, razzista e perché no, anche fascista.
Lo stesso Farina Renato, detto Betulla, “fervente cattolico”, integralista e fondamentalista secondo solo forse a Mel Gibson, pare tenga conferenze, così almeno ci dicono, filo ebraiche… Va te a capire… E’ ben strano il mondo…
Comunque in quell’occasione, a Firenze nel 2002, i nostri “guardiani della verità (e della libertà, ovviamente), i difensori del Paese e della sua Civiltà Cattolica”, scrissero che i felloni no-global-islamo-nazi-comunisti (e aggiungiamo noi anche anarco-insurrezionalisti che ci sta sempre bene), avrebbero messo in tre giorni a ferro e a fuoco la dolce, ridente e rinascimentale Firenze. Avrebbero decapitato il David di Donatello, avrebbero imbrattato la Sala di Palazzo Vecchio, avrebbero devastato con furto gli Uffizi.
“Ed ecco ora le rivelazioni di Libero. (Libero, forse per via dei legami di alcuni suoi vicedirettori con i Servizi Segreti, ha sempre tremende rivelazioni da dare ai propri instancabili, mai delusi lettori boccaloni, ndr). C’è un tentativo in atto di congiungere forze fondamentaliste islamiche e compagini marxiste, oltre che oscuri gruppi nazi-comunisti, per ‘spianare l’asse Bush-Blair-Berlusconi.” (Libero, 29 ottobre 2002).
Così scriveva la vispa Betulla in quell’occasione. Ma fece, ahilui, molto meno clamore della Sboriana nazionale o del regista Zeffirelli Franco passato alla storia per la sua viscerale anti-juventinità.
Un’altra recente perla del nostro “barba finta”, sempre sullo slancio della sua difesa della Razza e della Religione, è stata la vergognosa opera di sciacallaggio che ha riguardato il povero Enzo Baldoni, il giornalista ucciso in Iraq e trattato dai guerrafondai italioti come un delinquente in combutta col Nemico! Vorrei scrivere tutto quello che penso in merito ma credo che le parole di Pino Scaccia, poche, sobrie e nette possano bastare.
Farina Renato, a scorrerne il curriculum ufficiale, non finisce mai di stupire, ma stavolta, giusto per stemperare, scivoliamo nel cabaret, del resto suo habitat naturale. Betulla è stato infatti, e forse è stata anche la sua carica più alta, nientepopodimenochè portavoce del Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana.
Un ruolo di tutto rispetto direte voi… Peccato che all’epoca il Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana, fosse… l’On. Irene Pivetti !?
Avete capito bene, la Siura Brambilla… la leprottina-pasionaria di Bossi, la conduttrice televisiva di talk show di serie B, anzi di serie C… C2…
Per carità, può succedere anche nelle migliori famiglie… anche a chi ha un obiettivo e una “mission” ben superiori…. Anche a chi ha un fine soprannatural-noumenic-fenomenologic-escatologico da raggiungere… come appunto il nostro amico Betulla Renato detto Farina.
Tornando a cose più serie c’è da dire che la ferocia di Betulla verso i comunisti è seconda forse solo a quella del “socialista di sinistra” (spero che Turati e Nenni non si rivoltino troppo), Guzzanti (padre).
Sullo stesso episodio (i bambini mangiati o bolliti dai comunisti) io e Guzz-Guer abbiamo avuto già un’amabile discussione prima (A) e dopo (B) le esternazioni dell’ex-premier Silvio B… sempre simpatico e indimenticato.
“Ecco le prove: mangiavano i bambini!” scrive Farina Betulla Renato su “Libero di dire c….te”, il 30 marzo 2006.
“Lo sappiamo che Fausto (Bertinotti, ndr) vuole bene ai piccoli più di me e di te, ci metto la mano sul fuoco, ma il comunismo è questa bestia, alla fine quando comanda non riesce a farne a meno: ammazza, e alla fine fa mangiare i bambini alle loro madri”.
“Siccome la frase è di Berlusconi diventa una battuta buona per la prossima raccolta di Travaglio e Gomez sulle "Mille balle blu", edizioni Bur. Altro che balle. Balle una sega! (pardon, ndr)… Berlusconi - ribadisco - ha assolutamente ragione!”
“I comunisti non fecero arrivare un chicco di grano. Ed è allora che le madri mangiarono i figli, ed altre madri dettero parti del loro corpo per nutrirli. Tutto questo fu pianificato per introdurre finalmente il comunismo sradicando la mentalità capitalista. Idem in Cina.”
“… padre Celestino muore il 13 settembre 1951. Il pellegrinaggio dei cristiani alla sua salma durò per alcuni giorni: era un omaggio alla bontà ed alla carità di questo "vero" Camilliano. Fu sepolto nel cimitero cristiano di Huize, che però - dopo qualche tempo - venne distrutto dai comunisti "per avere più spazio da coltivare"». Fine della storia. Tipico. Il terreno risulta così più fertile, concimato dai morti… I cristiani che erano sospetti di anticomunismo venivano legati a una stufa, e la stufa veniva accesa. In questo caso, come si dice: sono stati bolliti, cotti? Cari compagni che ridicolizzate Berlusconi: a qualcuno di voi scappa da ridere? Scriverlo cos'è, una gaffe, caro Prodi? Suscita le proteste di Pechino? Forse dipendeva dal momento storico? Andate al diavolo”.
Sarebbe facile infierire. Ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa… o sulla Mezza Luna Rossa… o sulla Stella di David Rossa.
E allora mi fermo qui. In noi di sinistra subentra rapidamente il “senso di colpa”. Nell’avversario stremato e alle corde anziché assestare il colpo di grazia, scorgiamo “il caso umano”. C’impietosisce immaginare il “piedone gonfio dell’esule di Hammamet” o “gli occhi lucidi del tenero Bondi la triste notte del 10 aprile scorso”… e così lasciamo correre. Perdoniamo…
Dando loro modo di tornare. Sempre.
Per finire però. Prima di lasciare la parola alla “Poesia”, vorrei commentare alcune frasi del solito Guzz-Guer. Quando ancora Egli lanciava contro di me gli ultimi suoi velenosi strali. Nel frangente il nostro “paladino dell’Occidente” stava cercando di spiegare ad un’amica comune israeliana chi fosse il Betulla e perché il sottoscritto ne avesse trattato nel suo blog:
“Infatti lui (cioè io, ndr) si dedica a disboscare Betulla, nome di codice di un giornalista italiano, Renato Farina, vice direttore di Libero, il quale è alla gogna in Italia perché si è scoperto che questo porco – prova a immaginare – collaborava con i servizi segreti del suo proprio Paese, l’Italia, per combattere duramente e frontalmente l’islam terrorista che sta dando l’assalto all’Europa, oltre che ad Israele.
Sembra che quel pezzo di merda se la facesse persino con gli americani, e che abbia lavorato molto e bene per eliminare quei simpatici islamici che ci allietano con le loro tristi canzoni d’amore, la sera, quando sgozzano le pecore per strada, in mancanza di ebrei.
Di più: quello schifoso Betulla pare che in vari anni di collaborazione con il Sismi si sia fatto pagare circa 30.000 euro in rimborsi di biglietti aerei e forse ha anche mangiato al ristorante.
Hai mai sentito una storia più vomitevole?
Costui poi, questo lo aggiungo io, più volte ha partecipato a conferenze e manifestazioni per Israele, benché sia un fervente cattolico. Lo ricordiamo tutti, all’hotel Hilton, riscuotere applausi sionisti.
Farina, appunto, era chiamato in codice Betulla, ma è stato finalmente smascherato, stai tranquilla…”.
Cara amica israeliana, innanzitutto mi scuso per il linguaggio scurrile del signore di cui sopra. Devi capirlo. Ancora una volta il mondo in cui ha creduto si sta sgretolando sotto i suoi piedi. Così, tra breve, avremo un “ex-socialista di sinistra” che è anche stato un “liberale-berlusconiano” (praticamente un ossimoro), e sarà presto qualcos’altro ancora. Aspettiamo di vedere la prossima definizione.
Per quanto riguarda Betulla il problema non è solo il fatto (peraltro deontologicamente discutibile ma soprattutto illegale – cioè contro una legge dello stato italiano) che riguarda un “giornalista” (se leggi i suoi corsivi capisci il perché delle virgolette), al soldo dei servizi segreti.
Ma il fatto che costui si sia prestato a diffondere, e a produrre, falsi dossier, informazioni cioè fasulle costruite a tavolino (senza le tre gambe) da servizi segreti deviati e che, guarda caso, tale “disinformazja” fosse diretta contro esponenti politici avversari del suo datore di lavoro (palese od occulto, poco importa).
Insomma il Betulla non aiutava il mondo libero e democratico a difendersi dal terrorismo, bensì, molto più prosaicamente, egli tramava, guidato dalle sue visioni e motivazioni ultraterrene e terrene (gli euri), per rendere il mondo meno libero e meno democratico.
Vedi, cara amica, c’è ancora qualcuno, nel mondo libero e democratico, ed incredibilmente anche in Italia, a cui stanno a cuore la libertà (quella vera e non quella declamata) e la democrazia. Con le sue regole.
E così, oggidì, il grande vecchio di Via Broccaindosso 20 (una traversa di Via San Vitale – Bologna), il sommo poeta laureato Giosuè, pensando al Farina, potrebbe intonare, senza tema, codesti versi leggiadri…
Ancor dal monte, che di fosche ondeggia
betulle al vento mormoranti e lunge
per l’aure odora fresco di silvestri
salvie e di timi,
scendon nel vespero umido, o Betulla,
a te le greggi: a te l’umbro agente
la riluttante pecora ne l’onda
immerge, mentre
ver’ lui dal SENO (Luciano) madre adusta,
che scalza siede al casolare e canta,
un PIO POMPAnte volgesi e dal viso
tondo sorride…
Oscure intanto fumano le nubi…
salve! A te i canti de l’antica CIA
io rinnovello.
Tutto ora tace…
Serpenti piumati, barche bianche della morte

... per me questo non è un gioco
Qualcosa mi disturba
ed è la barca bianca
che passa come un fantasma e avanza
al lento ritmo dei remi ed è la morte.
La morte dei giovani
e la morte della verità
E la morte della decenza stessa
mi impongono il lutto.
Guer
Ho atteso giorni e giorni prima di rispondere, io, serpente piumato, allo "sciacallo rosso". Ho vagato tra dune di sabbia dove spunta la Calcatreppola marina e lo Sparto pungente.
Ho sostato in riva a mari blu, su cui volano gabbianelle. Libere e leggiadre.
Tra cielo, acqua e sabbia estrema ho cercato le parole giuste. La forma adeguata.
Uno sforzo inutile…
E allora le parole sgorghino pure. Immediate, scabre come sassi appuntiti, dal profondo della nostra "trippa che tutto comprende e include".
Poi, sia quel che sia.
In ogni scontro tra uomini, titanico o miserevole, non può mancare una donna...
Ed ecco che il Rosso sciacallo, temendo che la serpe piumata, insidi la sua tenera gabbianella, leva alto al cielo il suo grido di rabbia:
"E' mia! Fellone, guai a te! Non osare rivolgerti a lei con affettuose, biforcute parole. Maledizione su di te se ne osi pronunciare anche solo il nome... Mia! E' lei! Mio! Il nome che le ho dato..."
E noi che si credeva che Ella se lo fosse attribuito da sola: "La Gabbiana" (Ed. Amichay Publisher - Tel Aviv)…
D'altronde, come diceva già un menestrello...
"Il vecchio giardiniere/ rinunciare come può/ all'ultimo suo fiore/ se l'inverno viene già?"
Tranquillo, Senador, "il serpente piumato del falso eden; il pirata con la benda sull'occhio della storia e il vaso del miele avvelenato sotto il tabarro..." non ha mire alcuna.
Si tenga pure le sue illusioni, ed elucubrazioni mentali.
Io mi tengo le mie procaci "arzdore" dal culo invitante come un bicchiere di sangiovese (ROSSO!) o come una piada profumata (azzimo pane)...
Il pettirosso dal cuore rapace, orgoglioso di aver stimolato nel "senador periodista" tali e tante immagini biliose, s'è però stancato di subire...
Di ricevere sproloqui e insulti, sentenze e condanne, senza poter reagire per rispetto e buona creanza.
S'è stancato di vedere le sue buone maniere, scambiate per ambiguità; la sua educazione per falsa bonomia; le sue sincere carezze per "finti complimenti"; la sua voglia di dialogo per "cerchiobottismo, equivalentismo".
S'è stancato, il "serpe", di vedere le sue legittime e rispettabili opinioni bistrattate e ridotte a strame, da chi non si fa scrupolo alcuno, invece, di dar libero sfogo alle sue di argomentazioni, eventualmente, altrettanto discutibili.
Basta! Ora basta!
La misura è colma… poi, giunga pure anche il siluro. Tanto non sarebbe neppure il primo.
Sono insopportabili gli sproloqui di uno sciacallo spelacchiato che piange perché non può, vorrebbe è chiaro, spingersi "vicino" ad Israele... mischiarsi ancora coi ragazzi di Tsahal come già fece decenni fa…
Come fece, così racconta, anche la barba finta ciellina, la vispa Betulla, che si spinse fin quasi, pensate un po', "vicino all'Irak" per scrivere un pezzo intriso di polvere e sudore veri...
Che bravi che sono i periodisti che giocano alla guerra… con i corpi e i figli degli altri...
"Buona guerra" urla con voce rotta dall'eccitazione il combattente comodamente seduto nel suo scranno senatoriale. Buona guerra a Voi... altri…
Quale D-o può chiedere ai suoi figli una "buona guerra"?
Alcuni sciacalli, amici di altri sciacalli, hanno scatenato un'inarrestabile violenza che ha incendiato il mondo…
Afghanistan, poi l'Irak sono divenuti sorgenti putride di terrore che deborda e copre ormai ogni luogo sulla terra…
Non c'era altra via, mi chiedo? Vi chiedo? Anziché aprire fronti sanguinosi per stanare improbabili sceicchi del terrore da grotte primitive e maleodoranti, oppure dittatorucoli dalla barbaccia incolta (ex-amici all'occorrenza), da pozzi e stanze disadorne modello "Provenzano"?
Non c'era altro modo, mi chiedo? Vi chiedo? Dove sono le menti più alte del genere umano ("filosofi, matematici, medici e poeti")? Non riescono costoro ad avanzare alternative alla solita, trita, millenaria sporca guerra fatta con le clave e voluta dai produttori di clave?
Io dirò sicuramente c...te, è certo, ma altri non sono da meno... e non solo le dicono ma le fanno anche, le c…te.
"Senador periodista di la verdad!"
Io non mi sottraggo al dovere di dire da che parte sto.
Io sto dalla parte dell'Uomo!
Senza distinzioni di razza, di colore, di religione, di credenze politiche e di preferenze sessuali.
In questa mia visione, che il Senatore facilmente sbertuccierà come retorica e puerile (e io me ne impippo), non c'è spazio per intolleranze, violenze, missili quasi intelligenti o effetti collaterali deficienti (bambini sbudellati).
Non c'è spazio per prose rutilanti e sanguinolente.
Non c'è spazio per "buone guerre".
La sua estasi truculenta e volgare, Senatore, trasuda odore di morte (altro che barche bianche o fantasmi silenziosi), e mi induce semplicemente a compassione...
Chi preferisce vedere ragazzi e ragazze armati e con gli occhi iniettati di paura e di odio, piuttosto che serenamente spensierati gioire anche per futili ragioni per le strade del loro libero paese, e del mondo, e magari amarsi, o di certo ha perso il lume della ragione o lo fa con uno scopo oscuro.
E non mi si venga a dire che le guerre sono per salvaguardare od esportare la libertà e la democrazia.
Frottole! Fandonie! Falsità confezionate ad hoc per cercare di giustificare migliaia di morti innocenti e coprire loschi affari.
E' forse il mondo più sicuro oggi di quanto non fosse cinque anni fa? Quanto faranno durare questa situazione i signori della guerra e della morte? Quanto sangue dovrà scorrere?
La diplomazia del mondo libero avrebbe avuto tutte le armi possibili per risolvere questioni purulente e incancrenite quali il dilemma israelo-palestinese. A prescindere dalle responsabilità storiche dell'una e dell'altra parte.
Cosa s'è fatto realmente?
Israele, cari amici che lì vivete, lottate per difendervi e morite, è stato abbandonato a sé stesso da tutti. Ve ne rendete conto?
Cos'ha fatto il tanto esaltato precedente governo italiano a favore di Israele se non spendere e spandere vuote parole di appoggio ideologico avanzate anche da chi, con faccia di tolla, fino a ieri era antisemita convinto e praticante?
Cos'ha fatto, giusto per volare un po' più alti, Mr. Bush che s'era impegnato, sulle macerie ancora fumanti di Groud Zero, di risolvere una volta per tutte il problema mediorientale e a prosciugare il brodo di coltura del terrorismo, riducendo ed eliminando le sacche di povertà nel mondo?
Interrogatevi su questo, amici d'Israele. Siete e sarete sempre solo voi, da soli, a decidere e a fare le scelte della vita, anche quelle più scabrose, difficili. Detestabili. E qualche buontempone ad applaudire e a dare, da lontano è ovvio, il suo fragoroso sostegno… morale.
Dev'essere grande. Enorme. Incomprensibile e Misteriosa la ragione per cui, una bimba (o un bimbo) possa carbonizzarsi ai lati d'una strada assolata per via d'un missile e non lasciare sgomenti.
Disperati.
Io sono terrorizzato dalla lucida follia di chi non vede quei corpicini devastati o li distingue in base alla loro etnia.
Sono terrorizzato da chi urla Buona Guerra… ai figli degli altri.
Da chi cavalca le passioni sincere e i dolori profondi di persone provate direttamente dalla violenza, dal terrore e dalla paura.
Che ne sa lei, Senatore, dello stato d'animo di un israeliano, poeta o colono che sia?
Le sue interessate attenzioni, pelose condivisioni, puzzano come le "rancide ascelle" da lei evocate.
Io nei confronti di quelle persone e della loro disgraziata esistenza mi sono posto con rispetto e con la voglia di capire ciò che per me era incomprensibile e impossibile da accettare. Ho chiesto loro umilmente e rispettosamente il perché di certe radicali posizioni, anche se la mia indole e sensibilità (non altro), non me le faceva e non me le fa tuttora accettare.
Lei invece gioca con la fede e coi nomi come con le teste mozzate nelle hall degli alberghi.
Lei gioca tonitruante con il sangue dei figli degli altri, lusingato ad esagerare (come sempre), da femminee grazie, perché c'è pur sempre un fine o un premiolino qualunque a giustificarlo…
Tanto le dovevo.
Gavriel
Ciò che lei ha scritto su quanto è avvenuto in Senato il giorno in cui l'opposizione parlamentare ha difeso, fra gli applausi della sinistra e le esplicite dichiarazioni del suo capogruppo Anna Finocchiaro (ma potrei aggiungere altri cento nomi della sinistra, a partire da me stesso che sono di sinistra in quanto fondamentalista parlamentarista) è non soltanto falso e puerile, ma disgustoso, infame, moralmente lurido.
Io non do giudizi su di lei, ma sulle parole che lei traccia, sì. E quelle sono parole che griderebbero vendetta, se soltanto venissero da qualcuno meritevole di attenzione.
Vedo che lei cerca, come ha sempre fatto, di seminare e attizzare zizzania, cercare di metter male e spargere immondizia. E' il suo stile, non posso farci nulla.
Quel che posso fare è dichiarare formalmente chiusa la comunicazione fra me e lei, qualsiasi cosa lei dica e scriva. Ciò che ha scritto di sciatto, di irrispettoso, di volgare, di stupido e di incolto sulla padrona di questa casa, la qualifica ancora meglio. Lei non sa di che parla, non sa di chi parla. Lei, ad una più attenta analisi, non sa nulla di nulla. Non sa la storia, non sa la geografia, non le riconosco altra dote che quella di una furba capacità di manipolazione con l'uso di atteggiamenti seduttivi che hanno lo scopo di far abbassare la guardia e concederle credito.
Il mio bancomat per lei ha esaurito le scorte e non c'è più un solo spicciolo.
Posso dire, con grande tristezza, che lei purtroppo incarna perfettamente l'antropologia della sinistra italiana, così distante da quella dei progressisti nella civiltà.
Il suo preteso amore per Israele appare ai miei occhi un'accozzaglia di opportunismo e luoghi comuni, linciaggio della verità e della morale. E sappia che io ho combattuto guerre, vere guerre con le armi in pugno, contro fascismo e colonialismo, in Spagna come in Grecia. E che in Medio oriente io sono andato armato di una penna e di un taccuino, per scrivere centinaia di articoli su Repubblica, articoli che mi sono valsi molti premi e riconoscimenti, ormai vecchi nel tempo. Ho passato notti sotto un blindato sotto tiro palestinese, sono stato messo al muro due volte perché, malgrado l'anagrafe palestinesi e siriani mi hanno riconosciuto come "shalom" ovvero ebreo, e tirato fuori dal pulmino degli altri giornalisti e portato alla fucilazione davanti a una roccia sulla Bekaa. Mi salvai, come in un film americano, perché quell'anno avevamo vinto i campionati del mondo a lei tanto cari, e quando il soldato che doveva spararmi si mise a parlarmi spagnolo perché era stato emigrato in Spagna, io sciorinai la formazione e tutti i Paolo Rossi dell'epoca.
Lei, moralmente parlando, è inqualificabile. Ciò che è stato capace di scrivere su di me e la guerra è vomitevole.
Io oggi, e sempre, sono dalla parte di Israele e della sua guerra. E anzi faccio qui ammenda, pubblicamente, di aver difeso il principio del ritiro da Gaza in cambio di nulla, che ha fatto crescere Hamas e diminuire la sicurezza della mia seconda patria (essendo la prima, nel cuore, gli Stati Uniti d'America) che sta - sempre nel mio cuore - guadagnando posizioni per diventare la mia prima.
Io non le scriverò mai più, qualsiasi cosa faccia o scriva lei.
Però non sarei onesto se non mettessi in guardia gli amici di questa lista dai rischi che la sua presenza comporta, proprio perché lei ha un blog nel quale ebbi la nauseante sorpresa di vedere qual è il vero mare in cui lei nuota.
Non sono in fondo dispiaciuto di essermi ricreduto su di lei dopo averle dato credito. Per me è un'esperienza di crescita nella dirittura morale. Non abbiamo bisogno di falsi amici, di generici amanti della pace. La Germania di Hitler soffrì circa settecentomila vittime civili: bambini, donne, vecchi, malati arsi nei bombardamenti convenzionali, dieci volte più micidiali di Hiroshima e Nagasaki. Nessuno li piange. Nessuno piange neanche le migliaia di vittime civili dei bombardamenti angloamericani sull'Italia fascista: io sono stato bombardato in lungo e in largo 63 anni fa, il 19 luglio, e poiché ero già a tre anni dalla parte giusta, applaudivo le bombe, mi divertivo moltissimo, e quando a giugno del 44 arrivò Johnson, un soldato nero sul suo Sherman coperto di polvere, gli occhi rossi di sangue e le Luchy Strike nella retina dell'elmetto a piazza Cairoli davanti allo stesso ghetto da cui avevo udito le urla del 16 ottobre del
Oggi voglio la pace: la stessa pace che l'Europa si è guadagnata dopo aver massacrato tedeschi e italiani e ustascia e i nazisti ovunque si trovassero.
Massacrati, uccisi, eliminati, fatti fuori, impiccati a Norimberga. Poi abbiamo avuto il più lungo periodo di pace europea della storia dell'umanità.
Israele merita la pace. Israele deve spazzare via, distruggere senza esitazione i suoi nemici armati, deve garantire la sua sicurezza per sempre, deve fare la guerra, la buona guerra che finisce con la buona pace, fino in fondo, fino alla fine, senza compromessi, distruggendo. Ieri due bambini israeliani sono morti sotto i missili hesbollah, tutti i morti e tutti i bambini e i feriti, meritano pietà. Ma senza mai dimenticare che per il milione e passa di vittime civili di chi scatenò la seconda guerra mondiale, la pietà è stata privata, collaterale.
Noi abbiamo pietà per tutti i morti e Israele sa combattere facendo meno danni possibile, altrimenti avrebbe bombardato tutto, spianato tutto, fatto una carneficina, terra bruciata e avrebbe vinto a prezzo di un genocidio.
Ma Israele non fa e non farà quello che l'Iran e la Siria e i palestinesi, Arafat per primo (agente sovietico egiziano che non aveva nulla a che fare con la Palestina, paese che comunque non è mai esistito essendo stato una comune provincia dell'impero turco).
Per questo chi vuole la pace, chi ha una sola faccia, chi ha la spina dorsale diritta, chi sta dalla parte del bene contro il male, oggi dice:
BUONA GUERRA ISRAELE. Ed è quello che tutti ci auguriamo.
Quanto a lei, Paradisi, le ultime note di questa lettera non sono dedicate a lei ma piuttosto al gruppo. Io con lei ho chiuso e qui finisce la storia del nostro rapporto epistolare. Si vada a rileggere la merda che ha scritto sul Senato, con cui avrà certamente decorato il suo blog. Non le dico si vergogni, perché la vergogna è una faccenda privata. La gente di sinistra, senza vergogna, di solito urla vergogna. Sono fatti suoi. Ma io ho provato veramente vergogna per lei, leggendola.
Buona guerra, Israele
Guer
Serpenti piumati, tabarri & sciacalli

“Serpente piumato del falso eden“…
“Pirata con la benda sull’occhio della storia e il vaso del miele avvelenato sotto il tabarro“...
“Pettirosso identificato dalle squame e dall’impronta sulla sabbia fatta di molte SS e falci e martelli“...
Ohilalà!! Ma chi mai sarà costui???
Bene, a detta del “Senador, Periodista” Paolo Guzzanti, udite udite, quell’infido figuro altri non è che il sottoscritto (!?).
Ri-Ohilalà…
Tante attenzioni e tali raffinate ricerche nei bestiari medievali e nella letteratura d’appendice possono persino indurre malcelato orgoglio in chi si vede raggiunto da siffatti epiteti, proferiti poi, da cotanto senno.
Cosa avrò mai detto e scritto in questi mesi se un “Senador, Periodista”, perde ore del suo prezioso tempo per inveire contro un semplice, forse petulante e fastidioso “cittadino”?
Quello che ho detto e scritto nei mesi andati in parte è documentato in questo blog.
Quello che viceversa ho detto e scritto negli ultimi giorni, val la pena di essere rapidamente richiamato.
Tutto nasce dal caso “Betulla”, dalle domande già riportate della mia amica Sigal (che continuo a ritener tale, malgrado Guer), e da una prima insofferente “spiegazione”, anch’essa già riportata, del Senatore in persona.
La mia risposta a quei commenti fu molto semplice.
Da un lato non potevo non ammettere che il furore delirante di Guzzanti, da tempo in guerra dichiarata con metà del globo terraqueo e col sottoscritto (subdolo serpente) in particolare, da un certo punto di vista mi affascinasse. La mia è una considerazione puramente “estetica”.
Mi affascina come può affascinare l’umano eccesso, volgare e violento, di un Materazzi o di un Zizou qualunque, tanto per dire, che in effetti hanno colpito l’immaginario collettivo e sono stati giustamente celebrati da un trionfante e puro centauro quale il Valentino nazionale o dai giornali e dalle tv del mondo intero.
Andava poi a Sigal la mia comprensione del dramma che sta vivendo oggi Israele (e il Libano) e non potevo non farle notare come in altre aree del mondo, nemmeno troppo lontane da quei luoghi infelici, si potessero vivere, negli stessi momenti, sensazioni ed euforie ben diverse e stridenti.
Conosco bene e deploro io pure con sdegno l’uso del calcio a mò di “oppio dei popoli”. Detestabile manipolazione, non disprezzata però, tanto per non farci mancare nulla, da un certo Mister P2, a cui Guer, credo, s’ispiri con una certa partecipazione, il quale citato signore tale manipolazione l’ha addirittura elevata a sistema (anche politico: Forza Italia, Forza Azzurri, l’Italia paese come il Milan squadra…).
Tutt’al più io amo il “giuoco del pallone” e il sano incanto che esso può generare nei fanciulli d’ogni età.
La mia “scivolata” sul mondiale era comunque solo per dire a Sigal (e a tutti), che forse occorrerebbe che l’uomo s’interrogasse più a fondo per cercare di capire come possano coesistere situazioni così estreme e inconciliabili nel pianeta. Perchè?
Da una parte la guerra e la morte, dall’altra la gioia e la vita. E la gioia e la felicità degli uomini, checché dica e pensi Guer, è comunque sublime qualunque sia la causa scatenante. Anche un rigore segnato, volendo.
Il mio augurio finale era perché il popolo d’Israele e quello Palestinese potessero vivere anche loro presto un lusso simile.
La reazione di Paolo Guzzanti è stata furibonda (“un frastuono epico”) e per il florilegio di “poesia, ironia, satira, rabbia, coraggio, passione” (come dice con benevolenza Sigal, la quale mi crede non serpe immonda ma addirittura inviato da d-o per stimolare nel Senatore tali focose qualità), merita di essere riportata per intero:
Mia (mia) Sìgal, mia gabbiana (gabbiana l’ho dedotto io
e non il serpente del falso eden da seagull- Sìgal)
e non è che il primo pirata con la benda
sull’occhio della storia
e il vaso del miele
avvelenato sotto il tabarro
può usare ciò che non è suo
io non ti ho mai definito la più grande poetessa israeliana
ma la più grande poetessa del mondo
anzi il più grande poeta
senza limiti di genere e di frontiera
neanche quella che gli amici dei tuoi e miei nemici varcano con le armi e l’odio
nelle mani e negli occhi,
mentre, come dice il serpente
il mondo è immerso nei riti del pallone
che vola e distribuisce amnesia e alibi morale
a chiunque abbia bisogno di dire più tardi io non c’ero,
ero distratto dal rito, dalla follia.
Essi mentono sapendo di mentire,
come sempre,
talvolta sibilando moduli su due note
per simulare il pettirosso,
ma le squame li identificano
come l’impronta sulla sabbia fatta di molte SS
e falci e martelli come quelle che si riunirono festanti
fra immondi e ben maturati abbracci sul ponte
di Brest Litovsk,
lo stesso sul quale
poi gli uomini dell’utopia rossa consegnavano la moglie di Naumann
e migliaia di ebrei russi e tedeschi rifugiati:
il delitto dei delitti è indelebile
e tutta la loro attività successiva è consistita nel produrre lobotomia sugli innocenti,
garantire l’assenza della memoria,
procurare derisione e delegittimazione,
togliere,
alla maniera di Goebbels e di Beria
le bretelle e la cintura
ai loro derisi e perseguitati
affinché i pantaloni gli cadessero
di fronte alla folla,
e fossero esposti al ludibrio.
Il ludibrio di ironizzare sui loro nomi
nomen omen,
Vergogna!
sulla loro antropologia
la derisione,
lo scherno,
la falsa bonomia,
l’orrenda via
emilianoromagnola
al socialismo
lastricata di porco ammazzato
e di delitti impuniti
affogati nel sangiovese,
nella crema per i tortelli,
con le sdore a culo per aria
sui fornelli d’antan
a discutere di culinaria
mentre i loro uomini
tornano dalla sezione,
dalla solida tradizione
di aver creato e prodotto sia
la camicia nera
che quella rossa,
tali e quali,
con la rossa che ancora ci appesta
con le sue ascelle rancide
per quanto deodorante
sia stato prodotto dalla coop
per non far sentire il puzzo
del marcio della storia.
Io, tu lo sai, sono morale e non umorale.
Guer non è un vezzo,
è il nome che mi ha dato il poeta
ed è sacro, oltre che vero.
Io non so chi siano materazzi e zizu
e non voglio saperlo
benchè tutti i serpenti
piumati si contorcano non parlando d’altro
io non direi mai “Beirut bombardata o Haifa tempestata di razzi katiuscia”
perché Beirut non è stata mai bombardata
e questo è un esempio di equivicinantismo
di immoralità finto bonaria
cerchiobottismo
equivalentismo.
Io non sono un prepotente ma un combattente e
non schiumerò mai di rabbia
come schiumano serpi
e scricchiolanti scorpioni
quando gli passi sulla testa con i cingoli
la mia passione è secca come l’aria del deserto
la mia mente è chirurgica
e soltanto
la mia parola è un’arma
perfida e vincente
mobile, adattabile,
geometrica, letale o carezzevole
nulla di cieco, nulla di sbraitante.
Capisco che al serpente
farebbe piacere far passare di contrabbando
tra finti complimenti le sue sentenze razziste,
omen nomen, nomina sunt consequentia rerum.
Ma il nome del paradiso non è l’eden, è soltanto un parcheggio fuori del supermercato
Delle contraffazioni, è un marchio di un prodotto che produce finzione
Io non ti auguro
e non auguro al tuo popolo
di vivere la stessa
sudicia spensieratezza
del calcio italiano
del suo uso magistrale dei magistrati
del suo abuso, della sua demenza.
L’Italia, a differenza di Israele
non ha nulla più
né identità
né vigore morale
né etica
né estetica.
L’Italia ha scoperto di esistere perché ha avuto una palla
L’Italia si festeggia orgiastica
perché ha capito di essere morta nell’unico momento
in cui ha immaginato
nell’orgia dei mondiali
di essere viva
E considera le proprie demenze
come fantastiche esperienze
da augurare
a chi combatte
per la vita
per la propria identità
per la propria religione.
(Forse questo serpente non sa neppure la differenza fra missili kassam e razzi katiuscia dell’armata rossa.)
“Dall'altra parte uomini, donne e bambini soffrono ugualmente ingiustizie e umiliazioni.”
Dice.
Sì, del mondo musulmano
che non ha dato loro spazio e dignità, né lo Stato che l’Onu aveva deciso nel 48
anche per loro
e che loro hanno rifiutato.
“Una spirale infinita di violenze è stata innescata e solo una grande, grandissima eresia, forse può spezzarla.”
Dice.
C...ate
grandissime c...ate
dall’aria buonista
Innocente
Equivalentista
sottratte al dovere
di dire da che parte stai
invece di ripetere che stai da tutte e due le parti
perché la tua morale
è talmente vasta
elastica come la trippa
che tutto comprende e include
Sìgal, per me questo non è un gioco
Qualcosa mi disturba
ed è la barca bianca
che passa come un fantasma e avanza
al lento ritmo dei remi ed è la morte.
La morte dei giovani
e la morte della verità
E la morte della decenza stessa
mi impongono il lutto.
Guer
Voi trovate parole in risposta a tutto questo?
Si può aggiungere forse ancora qualcosa?
Sì, si può. Ma non ora.
Per chiudere val la pena di leggere ancora quanto il Senatore, in preda ormai ad autentico orgasmico delirio, scrisse subito dopo aver infierito su di me:
“Buona Guerra, Israele”.
Voglio urlare ad Israele vai e colpisci ovunque essi siano, vai e fai quello che un occidente mentitore e senza spina dorsale non ha il coraggio di fare, lo dirò sui giornali, lo dirò in parlamento, lo dirò e lo dico agli italiani, tutti accecati, abbrutiti, masturbati dall'inferno del calcio, dai gol del calcio, dalle sue oscene vittorie, dai suoi miserabili scandali, di questo vivono gli italiani mentre Israele si erge come un essere umano e la sua pelle si fa di drago e le sue narici, narici di drago e hanno occhi di missile, occhi elettronici di decodificazione alfanumerica rigenerata stellare missilistica satellitare guidati da occhi di filosofi, occhi di matematici, occhi di medici e di poeti, occhi e mani di scrittori sparsi nel mondo, occhi del seme d'Israele perduto in mille altri semi della diaspora del seme, semi nascosti in corpi alieni che sono corpi di Israele e non lo sanno o lo vanno scoprendo, io voglio gridare, io voglio esaltare la guerra di Israele.
Voglio che Israele con mano chirurgica e ferma colpisca e cauterizzi, che con mano pietosa distrugga col fuoco, voglio che Israele non abbia pietà degli equivicini, degli equidistanti, dei mascalzoni, basta pietà per chi non sa schierarsi, per chi non vede da che parte sta il bene e dove sta il male, basta con la Siria, basta con l'Iran, basta con il fango degli escrementi corrosivi che inquinano la morale, basta con gli sputi accecanti che impediscono la vista, i piloti devono avere occhi ben aperti, gli occhi di chi non può consentirsi emozioni, le mani devono essere ferme sulle leve e i joy stick nei carri roventi che macinano la terra e la sabbia, le mani che guidano i motori diesel, le mani che stringono le armi e che vuotano caricatori, le menti gelide nel deserto rovente che devono pensare, le radio che cicalano fra di loro parole e numeri e codici e codici e codici e fuoco, noi vogliamo Israele in guerra così come vorremmo gli italiani in guerra invece che impiccati alla corda dei loro maledetti palloni, dei loro fottutissimi scudetti, coppe e turpi insalatiere, capaci di mascherarsi di colore le loro facce e perdere la voce e il filo dell'anima soltanto per la loro maledettissima palla, va e colpisci anche per loro Israele, e per i francesi che esaltano i loro zizù zazà zulù zozò, le loro cornate da capre mentre Parigi si appresta a bruciare d