Lettera aperta a Mentana e Vespa

Gent.le Dott. Mentana
Nella puntata di Matrix del 24 Ottobre è stato enfatizzato come “il declassamento dell'Italia al 77° posto per libertà di espressione nella famosa classifica redatta da Freedom House, fosse da attribuire alla condanna di Lino Jannuzzi per diffamazione”. Il Giornale due giorni dopo le dava il merito di questo approfondimento scrivendo: “Tra i segnali di risveglio giornalistico, un servizio (quello di Matrix, ndr) in cui si cercava di capire da dove venisse fuori la famosa classifica su scala mondiale della libertà d'espressione compilata dall'associazione «Freedom House» ed evocata con superficiale enfasi in Rockpolitik, in che modo fossero stati stabiliti i suoi criteri di formulazione e a quali anni si riferissero. Un servizio che qualsiasi programma giornalistico o tiggì avrebbe dovuto preparare tempestivamente se non troppo impegnato a correre dietro alle vicissitudini sentimentali di Al Bano”. (Il Giornale. La Redazione, 26-10-2005). Peccato che quell’interpretazione ripresa anche da molti altri giornali fosse del tutto falsa. Lo stesso Paolo Guzzanti che aveva utilizzato questo argomento in diversi suoi articoli su Il Giornale e su Panorama, ha dovuto ammettere l’errore (Il Giornale, 18/11/05), mentre Freedom House il 21 novembre ha anche emesso un comunicato in cui ha precisato ulteriormente come stanno le cose. Detto questo, quello che manca ancora (o così a me ad oggi risulta) è una pubblica smentita in TV, laddove cioè quella notizia inesatta è stata declamata con una certa enfasi. Pertanto Le chiedo se nella prossima puntata di Matrix sarà così gentile da provvedere, ripristinando una giusta situazione in termini di informazione corretta e veritiera. Analoga richiesta verrà inoltrata al Dott. Vespa in merito alla trasmissione Porta a Porta, dove il 27 ottobre si comunicò la stessa imprecisa interpretazione per bocca dell’Onorevole Elio Vito. Se queste smentite non venissero effettuate negli stessi luoghi e alle stesse platee credo che sarebbe legittimo per tutti pensare che l’informazione in Italia meriti tutto sommato la disonorevole posizione a cui ci ha relegato Freedom House. Non crede? Grazie
Gent.le Dott. Vespa
Nella puntata di Porta a Porta del 27 Ottobre l’Onorevole Elio Vito ha sostenuto che il cattivo piazzamento dell'Italia nella classifica di Freedom House sulla libertà di stampa (77° posto nel mondo) sia dovuto alla condanna per reati d'opinione del giornalista (e senatore di Forza Italia) Lino Iannuzzi. Lei stesso il giorno dopo su Panorama scriveva: “Siamo dunque al 77° posto mondiale della libertà di stampa? È fantastico scoprire che ci siamo finiti per la pena carceraria inflitta a due giornalisti: uno che è andato dentro per altri reati e il senatore di Forza Italia Lino Jannuzzi. La condanna di un amico di Berlusconi per aver parlato male dei nemici di Berlusconi è costata una sanzione all'Italia in quanto troppo berlusconiana. Quando ha scoperto che Jannuzzi è stato graziato, una delle autrici del rapporto sull'Italia ha detto al Giornale (mercoledì 27 ottobre) che adesso, sì, la nostra stampa tornerà a essere considerata libera. Ma si può?”. Peccato che quell’interpretazione ripresa anche da molti altri giornali fosse del tutto falsa. Lo stesso Paolo Guzzanti che aveva utilizzato questo argomento in diversi suoi articoli su Il Giornale e su Panorama, ha dovuto ammettere l’errore (Il Giornale, 18/11/05), mentre Freedom House il 21 novembre ha anche emesso un comunicato in cui ha precisato ulteriormente come stanno le cose. Detto questo, quello che manca ancora (o così a me ad oggi risulta) è una pubblica smentita in TV, laddove cioè quella notizia inesatta è stata declamata con una certa enfasi. Pertanto Le chiedo se nella prossima puntata di Porta a Porta sarà così gentile da provvedere ripristinando una giusta situazione in termini di informazione corretta e veritiera. Analoga richiesta verrà inoltrata al Dott. Mentana in merito alla trasmissione Matrix, dove il 24 ottobre si comunicò la stessa imprecisa interpretazione. Se queste smentite non venissero effettuate negli stessi luoghi e alle stesse platee credo che sarebbe legittimo per tutti pensare che l’informazione in Italia meriti tutto sommato la disonorevole posizione a cui ci ha relegato Freedom House. Non crede? Grazie
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