sabato, 18 febbraio 2006

NO GLOBAL AL GOVERNO? Sì GRAZIE!

Il Ministro dell’Interno Beppe Pisanu almeno un centinaio di volte al giorno mette in guardia dal pericolo dei “no-global” e degli “anarco-insurrezionalisti”.

''I no global sono una forza eversiva, anzi un movimento eversivo'' urlò Silvio Berlusconi alla vigilia dell’apertura dei giochi olimpici invernali di Torino, e aggiunse con grevità: "Avvertite questi signori e i loro fiancheggiatori che l'esecutivo assumerà misure drastiche contro coloro che facessero atti eversivi”… e a Genova, nel luglio 2001, cos’era capace quest’esecutivo l’hanno visto tutti e in tutto il mondo…

Le nostre città, in questi giorni di campagna elettorale, sono tappezzate di manifesti 6x3 con slogan molto semplici per menti semplici. Essenziali: “No-Global al governo? No grazie!”.

Sono molti anni che questa campagna diffamatoria al “movimento dei movimenti”, impropriamente detto anche “no-global”, va avanti.

Alla vigilia del Forum Sociale Europeo di Firenze nel Novembre 2002, ad esempio, altri cantori nèoconnard del liberismo e della razza, alzarono il loro grido disperato per mobilitare le coscienze contro questi nuovi barbari.

Indimenticata la rabbiosa e orgogliosa Oriana Fallaci. Una che sa parlare come pochi alle viscere delle persone povere di spirito.

Lei e tanti altri, sanno parlare benissimo alle masse “di persone impaurite per la crisi in corso ma incapaci di spiegarsela”.

Lei e tanti altri sanno parlare alle “persone che si lasciano scippare il posto di lavoro, che si lasciano avvelenare l’aria che respirano e il cibo che mangiano, in nome di un’imprecisata crescita del PIL, ma temono solo la zingara che chiede l'elemosina all’incrocio”.

A Firenze, quella volta, migliaia di persone, di studiosi, di economisti, di politici e filosofi si incontrarono e parlarono serenamente dei problemi del mondo. Prospettarono soluzioni sostenibili e progetti che per una volta vedessero l’uomo al centro di tutto e non il profitto.

Prima di Firenze e dopo, a Porto Alegre come a Mumbai il movimento dei movimenti, impropriamente detto “no-global”, ha continuato a parlare di pace e di equità sociale. Ha continuato a denunciare le storture e le ingiustizie di questo sistema. Ha continuato a prodigarsi con le sue tante anime nel sociale e nelle attività umanitarie in giro per il mondo.

Ma sempre, alto, impietoso, si è levato il grido di allarme. Si è messo in guardia la gente dal pericolo “no-global”.

Normalmente ad ogni giornata del campionato di calcio italiano (il campionato più bello del mondo), avvengono più incidenti e devastazioni di quanto non sia mai accaduto durante un qualsiasi corteo o una manifestazione del movimento. Talvolta sono centinaia di migliaia le persone che partecipano a quegli eventi e i facinorosi o più spesso gli “infiltrati” risultano essere sempre al disotto della stessa naturale fisiologica percentuale statistica.

Eppure tutti, sempre, a gridare immancabilmente al pericolo “no-global” e agli “anarco-insurrezionalisti” (!?).

Ma, ditemi, chi di voi ha mai conosciuto un “anarco-insurrezionalista”? Me lo descriva per favore…

Pericolo “no-global” dunque…

Ma poi, qualche sera fa un cosiddetto ministro di questa Repubblica ha indossato in TV una maglietta con le vignette blasfeme che tanto hanno infiammato nelle scorse settimane le popolazioni islamiche in tutto il mondo. In Libia, ieri, per via di questa sceneggiata squallida, sono scoppiati disordini che hanno fatto non meno di 11 vittime.

La provocazione ignobile è stata talmente vergognosa che persino il governo, questo governo, quello di Bossi e di Fini, quello di Berlusconi che si apparenta con i fascisti di Forza Nuova e con gli sgrammaticati organizzatori di polizie parallele ma che non vuole candidati i loro leader perché impresentabili al popolo dei “moderati-benpensanti-liberali alle vongole-cattolici”, insomma agli “anticomunisti”, ecco, questo governo, persino questo governo ha provato disgusto per l’operato di quel ministro e l’ha dimissionato.

Calderoli Roberto, nato a Bergamo nel 1956. Un dentista coi denti guasti che ha persino fatto parte della nuova costituente. Ebbene sì, a Lorenzago davanti a un piatto di cotechino e polenta, costui, insieme ed altri tre o quattro cosiddetti “saggi” pensarono di riscrivere la Costituzione Italiana … Buon Dio…

Dunque il pericolo sono i “no-global” e le loro parole di PACE e GIUSTIZIA. Non un governo che ha seguito Bush nell’avventura di una guerra illegale e cruenta, non un governo i cui esponenti incitano o fomentano la “guerra di civiltà”. Il pericolo, ci raccontano, è sempre e solo quello dei “no-global”… I no-global sono diversi.

E in effetti il “mondo migliore” che essi ritengono “possibile” (inguaribili ottimisti) è molto ma molto differente da quello immaginato e voluto da queste persone…

"Attraverso strumenti affinati di geo-economia il mondo industrializzato riesce ad avere i vantaggi delle ex colonie senza occuparne i territori: attraverso manovre economiche, finanziarie, alimentari e influenzamenti politici dell'informazione" Gen. Carlo Jean. ("Le sfide per affrontare il cambiamento", dall'ufficio relazioni interne Fininvest, 1991).

postato da: GabrielParadisi alle ore 18/02/2006 18:01 | Permalink | commenti (5)
categoria:lega nord, no-global, globalizzazione e neoliberismo, terrorismo e guerra globale
lunedì, 19 dicembre 2005

C’è un tempo per la semina, uno per il raccolto… (Ecclesiaste)

 

 

Sul Carlino di ieri (domenica 18 dicembre 2005) era riportato un faccia a faccia tra Cesare De Carlo e Massimo Fini. Il tema della discussione era se in democrazia debba esistere il reato di opinione. Sostanzialmente i due commentatori concordavano.

Cesare De Carlo "…la democrazia si difende meglio con il libero dibattito delle idee per aberranti che esse possano essere".

Massimo Fini "Una democrazia deve accettare la diffusione anche delle idee piu aberranti o che le paiono tali. E il prezzo che paga a sè stessa."

Fini poi aggiungeva: "Lunico discrimine è che le idee non vengano fatte valere con la violenza."

L’altro ieri Mario Borghezio pare sia stato picchiato sul treno Torino-Milano improvvidamente da lui preso forse con intento provocatorio. Il treno infatti era occupato da qualche centinaio di persone (tra cui ragazzi dei centri sociali del nord est) di ritorno dalla manifestazione tenutasi a Torino contro la TAV in Val Susa.

L’episodio, indubbiamente da condannare senza remore, ci porta però a chiederci: chi a parole (ma spesso come vedremo anche coi fatti) fa affermazioni pericolosamente violente ed estremamente offensive (pur esercitando una legittima libertà d’opinione) non ha alcuna responsabilità nei confronti di chi potrebbe interpretare quelle sue dichiarazioni in senso letterale e passare all’azione o nei confronti di chi, sull’altro versante, si sente in dovere di rispondere (coi fatti)?

 

Vediamo chi è Mario Borghezio?

Nel 1993 Borghezio prende una multa di 750.000 lire per aver picchiato un bambino marocchino;

Nel 2000 si rende protagonista di una igienica operazione di disinfestazione razziale. Salito sull'Intercity Torino-Milano (chi di treno ferisce, di treno… ndr), con i suoi valorosi e coraggiosi sodali in camicia verde ed individuato uno scompartimento occupato da prostitute nigeriane, si esibisce in una spettacolare operazione di "pulizia etnica" spruzzando detergente e deodorante sulle malcapitate e sui sedili dove sedevano. Telepadania riprende con orgoglio;

Nel 2002 viene condannato a 8 mesi (poi 2 mesi e 20 giorni commutati in multa di 3000 euro in Cassazione) per lincendio che il 1° luglio del 2000 appiccò sotto il ponte Principessa Clotilde a Torino. Il rogo divampò al termine di una manifestazione antidroga. Dopo aver inneggiato contro gli spacciatori extracomunitari che affollano la zona, una decina di manifestanti guidati da Borghezio si staccarono dal piccolo corteo ed improvvisarono una specie di “ispezione” lungo le rive del fiume. Brandendo fiaccole e torce elettriche alcune “camicie verdi” (Borghezio in testa), si spinsero al di sotto del ponte Principessa Clotilde, dove all´epoca si rifugiavano parecchi extracomunitari, appiccando il fuoco alle baracche.

 

Vogliamo usare il vostro linguaggio, mafiosi di Roma, é un avvertimento mafioso alla libera autodeterminazione dei cittadini di Novara e dei cittadini liberi della Padania… non é igienico che l’ex segretario innominabile di Novara (il solito terronaccio paracadutato dal governo di Roma, ndr) si presenti alla prossima seduta del Consiglio comunale. Per usare il vostro linguaggio, mafiosi di Roma, questo é un avvertimento! (dichiarazioni del 18 ottobre 1996, Ordinanza 150-2000 e Sentenza n. 51–2002 Corte Costituzionale)

Dal celebre “discorso della palandrana”: “queste brutte barbe (i musulmani, ndr), questi pupazzi con la palandrana, un giorno o l’altro li prendiamo per la barba e li cacciamo via a calci in culo“.

Sul compagno di partito Boso quello che voleva prendere le impronte dei piedi ai neri, voleva farli votare sul Monte Bianco, e aveva chiesto l’apartheid ferroviaria, disse: «Boso è il tipo umano del padano, un po’ ex carabiniere un po’ boscaiolo, un po’ cacciatore, un po’ uomo libero... Piace per questa sua natura ruspante e genuina, spesso anche ruvida, grezza, espressione indubitabile di una realtà viva, vorrei dire boschiva… All’inizio ci confondevano. Lui è meno parole e più fatti. Io con le mie interrogazioni feci togliere la scorta a Sgarbi, lui lo prese a calci nel sedere. Marciamo divisi e colpiamo uniti».

Sul sindaco di Erba, Enrico Ghioni, dell'Ulivo, che aveva fatto rimuovere una stele con il sole delle Alpi e la scritta "Piazza Padania" posta dai leghisti nella piazza della stazione, già Piazza Roma, Borghezio disse: «Il sindaco di Erba ringrazi Iddio che la Padania non è la Corsica, dove, se un sindaco filofrancese osasse attuare uno sgarbo del genere al sentimento della popolazione locale, finirebbe sicuramente di vivere».

Ad un raduno della Lega Nord a Voghera, Borghezio e i suoi sostenitori recitarono quella che loro chiamano «la preghiera dello zingaro», che dice: «un bel milione dacci al mese, tanto il Comune non ha altre spese, dacci una casa con priorità, perché siam nomadi ma restiamo qua, non vorremmo però essere "gasati" dai Vogheresi oggi un po' incazzati». Il testo era stato fatto opportunamente circolare su dei volantini.

"Sono venuto molto volentieri, ma per quanto mi riguarda questa è l'ultima manifestazione senza bastoni. Cominciamo a dare segnali, e un bel segnale è una scarica di legnate; controlliamoli noi con delle ronde questi posti, e siccome sono luoghi impervi appoggiamoci a sostanziosi bastoni” (Villa Spada, Bologna 24 giugno 2005).

Sabato 29 Ottobre 2005 "Musulmani fondamentalisti vaffanculo… Non c'è pietà per nessuno, verrà il giorno della resa dei conti, e si scoprirà che c'è una Lega dura… Prendiamo esempio da quei Paesi europei dove chi sbaglia viene preso a calci anche dalle vecchiette!"

Non dimentichiamo che costui è stato anche sottosegretario (alla Giustizia) della Repubblica Italiana. Nei governi di Centrodestra.

 

E ora, per non farci mancare nulla, vediamo una piccola (incompleta) carrellata di serene dichiarazioni del (dis)onorevole Borghezio…

 

 

postato da: GabrielParadisi alle ore 19/12/2005 09:29 | Permalink | commenti (16)
categoria:lega nord, razzismo e xenofobia, de carlo cesare, fini massimo