martedì, 10 gennaio 2006

Questione di settimane?

 

Oggi il nostro blog e quest'articolo in particolare, sono stati segnalati nelle guide di superEva nella categoria Storia :

 

Nella lista dei paesi canaglia del cosiddetto asse del male, l’Iran occupava già una posizione “privilegiata” nel 2002 quando George W. Bush la stilò. Dopo l’avvento alla presidenza di Mahmoud Ahmadinejad, la situazione, se possibile, è ulteriormente peggiorata. Da più parti si parla di imminenti azioni militari per stoppare il “piano nucleare” iraniano, mentre in occidente sembra saldarsi un fronte culturale-religioso anti-islam. Siamo veramente alla vigilia di una nuova guerra malgrado sia ancora in atto un conflitto sanguinoso e di cui non si intravede soluzione in Iraq?

In merito a questi argomenti il Senatore Guzzanti ci scrive:

Non sono al corrente di piani militari per attaccare l’Iran, ma so che il tempo per bloccare la fabbricazione di armi nucleari in quel paese si misura in mesi e settimane e non in anni. Le mie fonti sono prima di tutto la Resistenza iraniana e i Mujahidin del Popolo che io sostengo pubblicamente. Quindi penso che l’Iran dovrà essere attaccato prima dell’autunno prossimo, e se il suo potenziale nucleare non dovesse essere distrutto avremo entro un anno il dispiegamento di missili nucleari iraniani [puntati] su Israele e sull’Europa del Sud, Italia compresa. Quindi io non so di piani militari, ma li presumo come li può presumere lei: Condoleeza Rice lo disse diplomaticamente chiaro e tondo: o l’Europa dissuade l’Iran, o lo faremo noi”.

In definitiva per impedire che l’Iran possegga armi nucleari con cui minacciare o colpire Israele e altri Paesi fra cui l’Italia [occorre agire e ciò] può avvenire in due modi: per presa del potere da parte delle forze democratiche iraniane che riconoscono come presidente la signora Maryam Rajavi, in esilio a Parigi; oppure per attacco militare scaturito dal consiglio di sicurezza dell’Onu o, in mancanza, da una coalizione di forze fra cui è semplicemente logico supporre Israele, Gran Bretagna e Stati Uniti. Il tempo utile per fermare un processo poi irreversibile è di alcuni mesi, e dunque scadrebbe entro quest’anno. Che sia un attacco necessario è convinzione di tutti coloro che, esaurite le risorse diplomatiche, non intendono assistere inerti all’armamento di chi ha nel suo programma la distruzione di Israele e minacciare i vicini regionali e l’Italia”.

Per quanto riguarda un “fronte anti-islamico”, una sorta di muro di protezione politico, morale e religioso, alle eventuali azioni militari il senatore conclude:

Il Vaticano è notoriamente diventato, e ne ho avuto anche conferma durante miei colloqui negli Stati Uniti, il bastione morale-religioso del contenimento islamico e del rilancio dell’identità occidentale. Il rango dei rapporti diplomatici fra Stati Uniti, Israele e Vaticano è cresciuto e crescerà ancora per costituire un fronte di identità culturale, prima ancora che militare, di fronte alla minaccia di ”califfato universale” e per contenere in maniera convincente la Cina, che costituirà la sfida per la prossima generazione”.

 

http://guide.supereva.com/storia/

http://guide.supereva.com/storia/interventi/2006/01/239716.shtml

Ringraziamo per questo la curatrice Sabrina Bologni

postato da: GabrielParadisi alle ore 10/01/2006 07:02 | Permalink | commenti (5)
categoria:iran, terrorismo e guerra globale, guzzanti paolo