A no-global season…
Una stagione all’inferno… Illuminazioni…
(I° puntata)
dalla manifestazione contro la guerra: “Distendiamoci per terra”, Bologna 26 Settembre 2001 (Photos by Corto)

Gli aerei
(11 Settembre 2001)
alla maniera di Gregory Corso
Cambierete
la Storia
Acceleratori del tempo
Voi aerei Giocattoli
della globalizzazione
Supremi rapinatori dei cieli
Non posso odiarvi
Forse che odio il lampo lucente?
Il piccolo ragazzino O l’uomo grasso
di carne agli ormoni che volatilizza?
(pikadon) Tremila fuscelli teneri
di sorrisi e di mattini di sole
di colazioni e di salici aulenti.
Siete crudeli come l’uomo
che vi progetta per profitto
E non più dell’Aids Ogni uomo vi odia
Preferirebbe lanciarsi nel vuoto
da una torre gemella Ora sola! (per poco)
A svettare in uno stupido azzurro luminoso
cielo occidentale. Ogni uomo vi odia inflessibile
Oh aerei io vi canto gemme impazzite del gelo della morte
“ Eppure nessuna morte che io conosca ha un’anteprima così buffa
e guardo una città New York City che straripa. . .” e crolla nel fuoco dello stupore
Apocalisse di fiamme. . . Ora! Rifugio nel subway fuga coi tacchi a spillo dalla downtown nella grande mela
che nevica fuliggine gialla, calcina, fumo acre Neri bianchi di polvere che piangono l’America stremata
” Un precipitare d’umanità ” Oh ci sono morti, come sotto il cielo verde di Baghdad, una notte lontana Come sotto un ponte di Belgrado, Come la Pena Capitale agghiacciante di ogni contea nella Florida del fratello, figlio del padre, della madre, di tutte le guerre, di tutti i signori delle violenze barbare e cieche, del fanatismo e della disperazione:
(fanatismo e disperazione?) Oh aerei abbandonati a commando armati di taglierini
Airplane crashes, skyscraper collapsed, twin towers Aerei che lanciate la vostra metallica follia solcando cieli Razzi lampi tuoni mine Che io non possa esistere in un mondo
che consente miliardi di bambini d’aria panciuti
a cucir palloni a un dollaro al giorno,
per miliardari in mutande
(una fascetta nera piccola al braccio)
la sera stessa Che io sia incapace
di accettare embarghi d’ospedali spogli, colmi di sterco,
vuoti di buone medicine per neonati e vecchi sdentati
Che io possa crepare se un marciapiede
di Ramallah esplode
di gioia e kalashnikov
quando un bimbo precipita
da un grattacielo
in braccio
alla sua povera madre










postato da: GabrielParadisi alle ore 18/07/2007 00:26 | Permalink | commenti (61)
categoria:foto, no-global, pace e conflitti
categoria:foto, no-global, pace e conflitti






