domenica, 17 settembre 2006
La nuova frontiera

Sappiamo tutti come sia facile commettere errori. Come talvolta le parole che ci lasciamo sfuggire pesino come pietre e come pietre facciano del male a noi e agli altri.
Quotidianamente però, succede che politici e uomini di governo, quindi persone rivestite di cariche e di alte responsabilità, si lascino andare a discorsi e ad affermazioni gratuitamente scorrette. Che parrebbero inopportune anche ad un bambino. La cosa che stupisce però, preso atto della fallacità e debolezza umane, non è tanto l’ingenuità di chi formula maldestramente quelle frasi, quanto la disattenzione dei collaboratori di cui certamente si circonda. Perché ci si chiede, qualcuno non lo ha messo in guardia per tempo? Perché nessuno, ad esempio, impedì a Calderoli di indossare l’infausta e stupida maglietta che scatenò i noti disordini in Libia?
La risposta spesso è facile. L’incidente non è frutto né di ingenuità né di disattenzione ma è volutamente provocato. Il sasso (la parola) si getta nello stagno per vedere quanti cerchi produce. Il sasso (la parola) si lancia sulla cristalleria per raccoglierne poi i cocci…
Ma se questa purtroppo è spesso la regola nella lotta politica di tutti i giorni, diverso dovrebbe essere il discorso quando si sconfina in ambiti ben più alti e delicati.
E’ successo che a Ratisbona il 12 settembre scorso Benedetto XVI nel corso della sua lectio magistralis all’Università abbia letto queste esatte parole:
 
«Tutto ciò mi tornò in quando recentemente lessi la parte edita dal professore Theodore Khoury (Muenster) del dialogo che il dotto imperatore bizantino Manuele II Paleologo, forse durante i quartieri d'inverno del 1391 presso Ankara, ebbe con un persiano colto su cristianesimo e islam e sulla verità di ambedue. Questo dialogo si estende su tutto l'ambito delle strutture della fede contenute nella Bibbia e nel Corano e si sofferma soprattutto sull'immagine di Dio e dell'uomo, ma anche sulla relazione tra le - come si diceva tre Leggi o tre ordini di vita: Antico Testamento - Nuovo Testamento Corano. Vorrei toccare solo un argomento - piuttosto marginale nella struttura dell'intero dialogo.... Nel settimo colloquio edito dal prof. Khoury, l'imperatore tocca il tema della jihad, della guerra santa. Sicuramente l'imperatore sapeva che nella sura 2, 256 si legge: "Nessuna costrizione nelle cose di fede". È una delle sure del periodo iniziale in cui Maometto stesso era ancora senza potere e minacciato. Ma, naturalmente, l'imperatore conosceva anche le disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa. Egli, in modo sorprendentemente brusco si rivolge al suo interlocutore con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: «Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava». «L'imperatore, dopo essersi pronunciato in modo così pesante, spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell'anima». «Dio non si compiace del sangue - egli dice - non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell'anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia. Per convincere un'anima ragionevole non è necessario disporre nè del proprio braccio, nè di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte».
 
Ora ai vari Farina o Pera, tanto per citare rispettivamente un teo-con e un ateo-con della prima ora, che ovviamente hanno reagito scandalizzati alle proteste provenienti dal mondo islamico chiamando ancora una volta (oggi ahimè orfani di Oriana), l’Occidente alla pugna, vorrei porre loro, dicevo, una domanda semplice semplice. Invertendo le parti.
Immaginiamo quindi che un Imam qualunque, anzi il più autorevole dell’Islam, ammesso che esista, avesse in un suo pubblico discorso citato qualche “pensatore” antico (sicuramente ne saranno esistiti) e avesse fatto passare il nostro povero Cristo o qualche venerato Santo per qualcuno che “ha portato solo cose cattive e disumane”, perché è così, infatti, del resto, che molti musulmani interpretano le “crociate”.
Cosa avrebbero detto i nostri paladini dell’Occidente? Non avrebbero interpretato quelle parole come una prova fumante dell’odio dell’Islam verso la nostra civiltà?
 
Ma non vorrei chiudere questo articolo tornando al solito alle miserie italiote, commentando o criticando affermazioni o articoli di “giornalisti” o “filosofi” da bar Sport, vorrei ragionare su qualcosa di più inquietante.
 
Il brano letto da Papa Ratzinger, tenendo conto della proverbiale cautela e della plurimillenaria capacità diplomatica della Chiesa Romana, non può essere stato un infortunio o una leggerezza. Non poteva il fine teologo tedesco e i suoi più stretti collaboratori non sapere che quelle parole, così dirette, avrebbero colpito fortemente la sensibilità del mondo islamico.
E allora perché sono state scritte, ma soprattutto lette?
Tornano in mente parole sentite mesi addietro e da noi riportate in un articolo di gennaio:
Il Vaticano è notoriamente diventato, e ne ho avuto anche conferma durante miei colloqui negli Stati Uniti, il bastione morale-religioso del contenimento islamico e del rilancio dell’identità occidentale. Il rango dei rapporti diplomatici fra Stati Uniti, Israele e Vaticano è cresciuto e crescerà ancora per costituire un fronte di identità culturale, prima ancora che militare, di fronte alla minaccia di ”califfato universale” e per contenere in maniera convincente la Cina, che costituirà la sfida per la prossima generazione”.
Una nuova frontiera anti-islamica quindi, che va da Condoleeza Rice a George Bush a Tony Blair… passando per papa Ratzinger
Forse è molto meglio pensare che si sia trattato di ingenuità o disattenzione…
 
 
PS
Per problemi di tempo e di reperimento non mi è stato ancora possibile riprodurre integralmente l’articolo di Paolo Guzzanti “Le squadre della morte si preparano a votare” (La Repubblica, 28 febbraio-1 marzo 1982). Ribadisco che mi sono impegnato a farlo e vedrò di provvedere al più presto.
postato da: GabrielParadisi alle ore 17/09/2006 18:32 | Permalink | commenti (14)
categoria:islam, farina renato, cristianesimo, ratzinger, terrorismo e guerra globale, guzzanti paolo
martedì, 01 agosto 2006

La “Vispa Betulla” (Seconda parte)

Bisogna diffidare (sempre!) di tutti coloro i quali parlano in nome della Verità (e della Libertà ovviamente).

“Verità, Libertà/ mie sole amiche/ quando avevo tutto e niente/ e credevo che la gente/ fosse tutta amica mia…”.

Spesso i “pasdaran della Verità” (e della Libertà ovviamente), sono i più grandi mentitori e racconta-frottole in circolazione…

A proposito di cultori della “Verità”, una coincidenza curiosa… Betulla, il nostro pacioso agente segreto, durante lo svolgimento della sua terribile e rischiosissima “mission”, quella volta che si spinse fin quasi “vicino all’Iraq” (!?), scrisse un articolo che grondava sangue da ogni avverbio. Un pezzo, pensate un pò, addirittura “sui tagliatori di teste di un camionista bulgaro”… Così almeno egli ci racconta nella sua struggente confessione quando venne colto con la barba finta nella marmellata.

Le teste tagliate (vere o presunte), per gli strenui difensori della Verità (e della Libertà ovviamente), probabilmente costituiscono un “topos” (in Mesopotamia come nelle Hall di alberghi in Centramerica, Premiolini giornalistici o no…).

 

Farina Renato, però, tornando a bomba, tanto per dire, è una spanna sopra a tutti gli altri. Glielo ha detto il Giuss in persona, non dimentichiamocelo.

L’Islam malvagio sta insidiando la nostra virtù… Insidia le nostre mogli (bianche), le nostre sorelle (bianche), le nostre figlie (bianche)… e anche le cuggine… bianche, bianche, bianche…

Ricordo che sul Carlino, diverse estati fa, lessi un articolo che mi lasciò di stucco… Trasudava Razzismo (con la R maiuscola) da ogni frase… Cercai avidamente il nome dell’autore: Renato Farina (che seppi poi… Betulla). Non l’ho più scordato quell’articolo e quel nome.

Poi, se anche quel pezzo in particolare non l’ho più ritrovato, ahimè, non mi è stato difficile scovare altri, altrettanto miserabili, riscontri…

Volendo, e regalando a certa gente che non lo meriterebbe qualche decina di euro, ci si può addirittura abbonare a “Libero” on line. E scaricare così a 30 centesimi per volta, qualche numero del quotidiano. “Quotidiano”… parola grossa…

In quel foglio infatti il 29 settembre 2000, tanto per non farsi mancare nulla, l’allora direttore responsabile Feltri Vittorio, pubblicò foto pedopornografiche ed in seguito, forse per espiare, nomi e storie di condannati per lo stesso reato. Giusto per mettere in guardia i cittadini e togliere di mezzo una volta per sempre gli “orchi”. A lui, l’ordine dei giornalisti, tolse solo la tessera.

A parte queste divagazioni che comunque aiutano a capire l’ambientino in cui sguazzava Farina Renato, l’erbetta su cui volteggiava la vispa Betulla, dicevo, che abbonandosi (col naso turato) a Libero e facendo qualche ricerca sulla nostra “spia”, è molto facile trovare cosa egli pensasse e pensa tuttora dell’Islam.

Qualche esempio a illuminare:

 

Intolleranza e fanatismo. SI PUÒ DIRE CHE L’ISLAM CI FA PAURA? Quasi quasi bisognerebbe, in punta di diritto (questo dovete ammetterlo è insuperabile, ndr), dichiarare questa religione illegale”. In realtà questo brano è tratto da Il Giorno, 8 marzo 2000.

Turchia (islamica, ndr) in Europa? Meglio l'Armenia (cristiana, ndr). Forse gli armeni sono un indizio del nostro destino. Furono eliminati per odio religioso e razziale dai musulmani turchi”. Libero 9 giugno 2005.

(Sia chiaro che io condanno il genocidio degli Armeni perpetrato dalla Turchia ma trovo le argomentazioni di Farina degne di un Preziosi dei poveri. Va ricordato tra l’altro e a puro titolo d’esempio che gli ebrei turchi durante la seconda guerra mondiale furono risparmiati e protetti dal governo Turco malgrado fosse alleato all’Asse, contrariamente a quanto accade ai loro correligionari abitanti nella civilissima e democratica Europa cristiana, ndr).

 

Di Betulla si ricordano anche le memorabili sponde alla “Sboriana nazionale” (la compagna di Alessandro Panagulis il resistente ai Colonnelli fascisti…!?)…

Ah come si vede diverso il mondo col passare degli anni… com’è diverso, il mondo, visto da un attico dell’Upper East Side… piuttosto che dalla Piazza delle Tre Culture...

Betulla, dicevamo, tenne bordone alla fiorentina scrittrice di “lettere a lettori mai nati”, alla vigilia di quell’entusiasmante, democratico, pacifico, costruttivo, incontro di giovani e di idee che fu il Social Forum Europeo di Firenze 2002… (Io c’ero! Ciao Mamma).

Tutti ricordiamo gli allarmati e terrorizzanti appelli dei difensori dell’Occidente crociato (ed ebreo), dei protettori dei nostri figli WC… (White, Christian)… & J (Jewish).

Curiosa la riscoperta degli ebrei da parte dei “crociati”, “cristiani”, persecutori per un paio di millenni dei “deicidi giudei”…

L’argomento sembra oggi non turbare nemmeno nutrite schiere di cittadini d’Israele… che si sentono, chissà perché, tranquillamente tutelati e difesi dalla nostra destra italiota xenofoba, razzista e perché no, anche fascista.

Lo stesso Farina Renato, detto Betulla, “fervente cattolico”, integralista e fondamentalista secondo solo forse a Mel Gibson, pare tenga conferenze, così almeno ci dicono, filo ebraiche… Va te a capire… E’ ben strano il mondo…

Comunque in quell’occasione, a Firenze nel 2002, i nostri “guardiani della verità (e della libertà, ovviamente), i difensori del Paese e della sua Civiltà Cattolica”, scrissero che i felloni no-global-islamo-nazi-comunisti (e aggiungiamo noi anche anarco-insurrezionalisti che ci sta sempre bene), avrebbero messo in tre giorni a ferro e a fuoco la dolce, ridente e rinascimentale Firenze. Avrebbero decapitato il David di Donatello, avrebbero imbrattato la Sala di Palazzo Vecchio, avrebbero devastato con furto gli Uffizi.

Ed ecco ora le rivelazioni di Libero. (Libero, forse per via dei legami di alcuni suoi vicedirettori con i Servizi Segreti, ha sempre tremende rivelazioni da dare ai propri instancabili, mai delusi  lettori boccaloni, ndr). C’è un tentativo in atto di congiungere forze fondamentaliste islamiche e compagini marxiste, oltre che oscuri gruppi nazi-comunisti, per ‘spianare l’asse Bush-Blair-Berlusconi.” (Libero, 29 ottobre 2002).

Così scriveva la vispa Betulla in quell’occasione. Ma fece, ahilui, molto meno clamore della Sboriana nazionale o del regista Zeffirelli Franco passato alla storia per la sua viscerale anti-juventinità.

 

Un’altra recente perla del nostro “barba finta”, sempre sullo slancio della sua difesa della Razza e della Religione, è stata la vergognosa opera di sciacallaggio che ha riguardato il povero Enzo Baldoni, il giornalista ucciso in Iraq e trattato dai guerrafondai italioti come un delinquente in combutta col Nemico! Vorrei scrivere tutto quello che penso in merito ma credo che le parole di Pino Scaccia, poche, sobrie e nette possano bastare.

 

Farina Renato, a scorrerne il curriculum ufficiale, non finisce mai di stupire, ma stavolta, giusto per stemperare, scivoliamo nel cabaret, del resto suo habitat naturale. Betulla è stato infatti, e forse è stata anche la sua carica più alta, nientepopodimenochè portavoce del Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana.

Un ruolo di tutto rispetto direte voi… Peccato che all’epoca il Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana, fosse… l’On. Irene Pivetti !?

Avete capito bene, la Siura Brambilla… la leprottina-pasionaria di Bossi, la conduttrice televisiva di talk show di serie B, anzi di serie C…  C2…

Per carità, può succedere anche nelle migliori famiglie… anche a chi ha un obiettivo e una “mission” ben superiori…. Anche a chi ha un fine soprannatural-noumenic-fenomenologic-escatologico da raggiungere… come appunto il nostro amico Betulla Renato detto Farina.

 

Tornando a cose più serie c’è da dire che la ferocia di Betulla verso i comunisti è seconda forse solo a quella del “socialista di sinistra” (spero che Turati e Nenni non si rivoltino troppo), Guzzanti (padre).

Sullo stesso episodio (i bambini mangiati o bolliti dai comunisti) io e Guzz-Guer abbiamo avuto già un’amabile discussione prima (A) e dopo (B) le esternazioni dell’ex-premier Silvio B… sempre simpatico e indimenticato.

Ecco le prove: mangiavano i bambini!” scrive Farina Betulla Renato su “Libero di dire c….te”, il 30 marzo 2006.

Lo sappiamo che Fausto (Bertinotti, ndr) vuole bene ai piccoli più di me e di te, ci metto la mano sul fuoco, ma il comunismo è questa bestia, alla fine quando comanda non riesce a farne a meno: ammazza, e alla fine fa mangiare i bambini alle loro madri”.

“Siccome la frase è di Berlusconi diventa una battuta buona per la prossima raccolta di Travaglio e Gomez sulle "Mille balle blu", edizioni Bur. Altro che balle. Balle una sega! (pardon, ndr)… Berlusconi - ribadisco - ha assolutamente ragione!”

“I comunisti non fecero arrivare un chicco di grano. Ed è allora che le madri mangiarono i figli, ed altre madri dettero parti del loro corpo per nutrirli. Tutto questo fu pianificato per introdurre finalmente il comunismo sradicando la mentalità capitalista. Idem in Cina.”

“… padre Celestino muore il 13 settembre 1951. Il pellegrinaggio dei cristiani alla sua salma durò per alcuni giorni: era un omaggio alla bontà ed alla carità di questo "vero" Camilliano. Fu sepolto nel cimitero cristiano di Huize, che però - dopo qualche tempo - venne distrutto dai comunisti "per avere più spazio da coltivare"». Fine della storia. Tipico. Il terreno risulta così più fertile, concimato dai morti… I cristiani che erano sospetti di anticomunismo venivano legati a una stufa, e la stufa veniva accesa. In questo caso, come si dice: sono stati bolliti, cotti? Cari compagni che ridicolizzate Berlusconi: a qualcuno di voi scappa da ridere? Scriverlo cos'è, una gaffe, caro Prodi? Suscita le proteste di Pechino? Forse dipendeva dal momento storico? Andate al diavolo”.

 

Sarebbe facile infierire. Ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa… o sulla Mezza Luna Rossa… o sulla Stella di David Rossa.

E allora mi fermo qui. In noi di sinistra subentra rapidamente il “senso di colpa”. Nell’avversario stremato e alle corde anziché assestare il colpo di grazia, scorgiamo “il caso umano”. C’impietosisce immaginare il “piedone gonfio dell’esule di Hammamet” o “gli occhi lucidi del tenero Bondi la triste notte del 10 aprile scorso”… e così lasciamo correre. Perdoniamo…

Dando loro modo di tornare. Sempre.

 

Per finire però. Prima di lasciare la parola alla “Poesia”, vorrei commentare alcune frasi del solito Guzz-Guer. Quando ancora Egli lanciava contro di me gli ultimi suoi velenosi strali. Nel frangente il nostro “paladino dell’Occidente” stava cercando di spiegare ad un’amica comune israeliana chi fosse il Betulla e perché il sottoscritto ne avesse trattato nel suo blog:

Infatti lui (cioè io, ndr) si dedica a disboscare Betulla, nome di codice di un giornalista italiano, Renato Farina, vice direttore di Libero, il quale è alla gogna in Italia perché si è scoperto che questo porco – prova a immaginare – collaborava con i servizi segreti del suo proprio Paese, l’Italia, per combattere duramente e frontalmente l’islam terrorista che sta dando l’assalto all’Europa, oltre che ad Israele.
Sembra che quel pezzo di merda se la facesse persino con gli americani, e che abbia lavorato molto e bene per eliminare quei simpatici islamici che ci allietano con le loro tristi canzoni d’amore, la sera, quando sgozzano le pecore per strada, in mancanza di ebrei.
Di più: quello schifoso Betulla pare che in vari anni di collaborazione con il Sismi si sia fatto pagare circa 30.000 euro in rimborsi di biglietti aerei e forse ha anche mangiato al ristorante.
Hai mai sentito una storia più vomitevole?
Costui poi, questo lo aggiungo io, più volte ha partecipato a conferenze e manifestazioni per Israele, benché sia un fervente cattolico. Lo ricordiamo tutti, all’hotel Hilton, riscuotere applausi sionisti.
Farina, appunto, era chiamato in codice Betulla, ma è stato finalmente smascherato, stai tranquilla…
”.

 

Cara amica israeliana, innanzitutto mi scuso per il linguaggio scurrile del signore di cui sopra. Devi capirlo. Ancora una volta il mondo in cui ha creduto si sta sgretolando sotto i suoi piedi. Così, tra breve, avremo un “ex-socialista di sinistra” che è anche stato un “liberale-berlusconiano” (praticamente un ossimoro), e sarà presto qualcos’altro ancora. Aspettiamo di vedere la prossima definizione.

Per quanto riguarda Betulla il problema non è solo il fatto (peraltro deontologicamente discutibile ma soprattutto  illegale – cioè contro una legge dello stato italiano) che riguarda un “giornalista” (se leggi i suoi corsivi capisci il perché delle virgolette), al soldo dei servizi segreti.

Ma il fatto che costui si sia prestato a diffondere, e a produrre, falsi dossier, informazioni cioè fasulle costruite a tavolino (senza le tre gambe) da servizi segreti deviati e che, guarda caso, tale “disinformazja” fosse diretta contro esponenti politici avversari del suo datore di lavoro (palese od occulto, poco importa).

Insomma il Betulla non aiutava il mondo libero e democratico a difendersi dal terrorismo, bensì, molto più prosaicamente, egli tramava, guidato dalle sue visioni e motivazioni ultraterrene e terrene (gli euri), per rendere il mondo meno libero e meno democratico.

Vedi, cara amica, c’è ancora qualcuno, nel mondo libero e democratico, ed incredibilmente anche in Italia, a cui stanno a cuore la libertà (quella vera e non quella declamata) e la democrazia. Con le sue regole.

 

E così, oggidì, il grande vecchio di Via Broccaindosso 20 (una traversa di Via San Vitale – Bologna), il sommo poeta laureato Giosuè, pensando al Farina, potrebbe intonare, senza tema, codesti versi leggiadri…

 

Ancor dal monte, che di fosche ondeggia

betulle al vento mormoranti e lunge

per l’aure odora fresco di silvestri

salvie e di timi,

 

scendon nel vespero umido, o Betulla,

a te le greggi: a te l’umbro agente

la riluttante pecora ne l’onda

immerge, mentre

 

ver’ lui dal SENO (Luciano) madre adusta,

che scalza siede al casolare e canta,

un PIO POMPAnte volgesi e dal viso

tondo sorride…

 

Oscure intanto fumano le nubi…

salve! A te i canti de l’antica CIA

io rinnovello.

 

Tutto ora tace…

postato da: GabrielParadisi alle ore 01/08/2006 19:25 | Permalink | commenti (4)
categoria:farina renato, servizi segreti, terrorismo e guerra globale, pace e conflitti
giovedì, 13 luglio 2006

Alla fonte Betulla

(Prima parte)

 

Un'amica israeliana non ha capito granchè di questo mio intervento. Lei, oggi, vive momenti particolarmente difficili. Paolo Guzzanti (Guer Zaddick, numero di kabalà 99), si è prodigato con zelo, per cercare di spiegarle come stanno veramente le cose...

E' quasi sempre vero che bisognerebbe dar retta al proprio istinto.
Alla pelle. Vedi qualcuno, lo ascolti, oppure leggi ciò che scrive e
a sensazione ti fai un'idea.
Poi però la scacci subito. Perché ti piace credere di essere una persona illuminata. Non prevenuta. Uno che non si lascia trasportare… dai pregiudizi. Dai luoghi comuni.

E’ quasi sempre un errore però. Bisognerebbe fidarsi, invece, di sé stessi. Delle proprie viscere. Senza peccare di presunzione e senza scomodare sesti sensi femminili, uno come Renato Farina l’avevamo etichettato già da tempo. E pare che non ci fossimo nemmeno sbagliati di molto. Ma poi, le solite paturnie di noi di sinistra… - Ma dai, è schierato ai nostri antipodi ma è pur sempre un giornalista serio… è anche vicedirettore di un quotidiano… addirittura poi è amico di Alberto…

Giancarlo Cesana… Alberto Savorana, Renato Farina, miei coetanei ciellini brianzoli (!?) non ancora del tutto consapevoli di rappresentare l’antisessantotto pervenuto al potere, la vittoria dell’individuo contro il collettivo.” (Gad Lerner, La Repubblica, 21 maggio 2000).

Farina Renato, quindi, amico del mio amico Alberto Savorana, di cui ho perso le Tracce da almeno 7 coppe del mondo… Da quella d’Argentina (a Mar del Plata), che vedemmo insieme preparando la maturità…

Tutta la classe (la mitica V° F) a ripassar filosofia in quell’appartamento vuoto di Cielle vicino alla Piazza; una traversa del Corso (le vasche… gli adolescenti…)… a Forlì.

Alberto poi tra un Meeting di Rimini e l’altro ne ha fatta di strada.

Alberto Savorana, che della comunicazione ciellina è il cuore, l’anima e il cervello.” (Massimiliano Lussana, Il Giornale, 21 agosto 2005).

Un bravo ragazzo, Alberto. Sincero. Ha sostenuto (sostiene ancora?) posizioni e politici imbarazzanti, ma non posso pensare nemmeno per scherzo che lui non ci creda fino in fondo a quello che dice, a quello che scrive. A quello che sostiene.

Magari è lo stesso anche per l’amico suo… Betulla…  chissà?

Io però Betulla, la “barba finta”, non l’ho mai potuto sopportare.

Insomma! Accidenti! Possono essere sgradevoli solo quelli di destra? E perdiana!!!

 

Farina Renato a scorrerne il curriculum vitae et scriptorum si viene colti da sghignazzi grassi e/o da conati violenti…

Proviamo a inoltrarci in questo percorso… lungo ma istruttivo…

 

Farina Renato, detto Betulla, è uno che, a detta loro, è affetto da “inchinite” acuta, sia nei confronti del sempre “politically incorrect” Feltri Vittorio (uno dei suoi tanti datori di lavoro, di cui si dice addirittura essere il “moglio” !?), ma soprattutto nei confronti di Silvio B…

Pare che con Esso, il nostro abbia un rapporto molto speciale (forse anche superiore a quello vantato – o millantato? – con il compianto Wojtyła Carol)…

A testimonianza di ciò restano scolpiti nella pietra alcuni epici pezzi del Farina a fissare momenti d’intimità unici, trascorsi col… “desaparecido”… (dall’ 11 aprile infatti – di nuovo aprile – S. B. risulta n. p. – non pervenuto…)…

Memorabili le cronache dalla “Villa dei cactus” (Sardegna, estate 2003… Libero, 19 - A / B - e 24 agosto - C / D) o “sotto un cielo fiammeggiante di stelle… in Brianza” (Natale 2003… Libero, 27 dicembre - E / F)…

Tutti i Natali ci vediamo per farci gli auguri. E io gli porto un microregalo. Quella volta gli portai un salame della Brianza lungo un metro. E lui mi regalò un Cartier”

Ah… il danaro (vil), ancora lui, sempre lui… poi i regalucci… i rimborsi spese… ah.. come sono ordinarie talvolta le debolezze anche nei cristiani più ferventi…

(Comunicazione di Servizio ai miei 25 lettori di sinistra, rigorosamente di sinistra: Vi invito alla lettura dei Bananas di Marco Travaglio ispirati dai sopracitati articoli del Betulla – GH – Irresistibili… per noi di sinistra ovviamente).

 

Farina Renato, va comunque  ricordato anche come uno degli ideatori della sordida equazione “Baldoni=pacifista=no-global=terrorista”. Farina era uno di quelli quindi non che “credeva” al rapimento di Baldoni e scrisse: "Gli esperti dell'intelligence atlantica (di cui notate bene era esponente a libro paga !? ndr) hanno molti dubbi su tutta la vicenda. Il volto del prigioniero non rivela contrazioni inevitabili per chi si trovi sull'orlo dell'abisso. Non appaiono intorno all'italiano uomini armati e mascherati. Potrebbe essere una recita"…

Sì, era una recita… in uno “snuff movie” però…

Addirittura lui stesso, il Betulla, si vergognò appena appena delle parole che aveva scritto solo 2 giorni prima: “Sappiamo che gli articoli di Libero, segnalanti in modo anche derisorio il suo essere antiberlusconiano e pacifista (di Baldoni, ndr) sono stati una carta giocata nelle trattative per indurre a miti consigli i saddamiti. Chi scrive ci contava. Vittorio Feltri era meno ottimista. Purtroppo ha visto lungo lui. E qui voglio chiedere scusa alla famiglia e agli amici di Baldoni. So che qualche mia espressione maliziosa o cattiva parola hanno dato loro amarezza. Confidavo fossero un viatico per il ritorno a casa di un rivoluzionario che non avrebbe mai spiantato Milano. Piango la morte straziante di un fratello.”...

Quanta pelosa ipocrisia…

Alberto, amico mio, sincero e puro amico mio, fuggi… dì qualcosa di cristiano!

 

D’altronde Betulla si sente investito di un compito superiore, e nientepopodimenochè dal Giuss in persona: «I giornalisti sono i nuovi educatori del popolo, come nuovi scribi o come rappresentanza del popolo nuovo, avendo coscienza che il proprio lavoro può mantenere la vivezza di un popolo. Se sapessero che razza di ruolo giocano i giornalisti nella Chiesa oggi, forse tremerebbero per la dignità che è data loro. La cosa più commovente che si possa ricostituire nel mondo è il cristianesimo. Come giornalisti e insegnanti saranno in grado di immedesimarsi con le nostre ragioni e di vedere come può giocare per loro la questione?». Ecco. La spiegazione di ogni cosa è proprio qui.

E Renato Betulla non trema… forse trama… ma non trema: “Quella frase mi ha spaventato e anche inorgoglito; sentirsi dire che nelle proprie mani c’è la possibilità di cambiare il mondo”.

Ecco, Farina Renato (Betulla), voleva (anzi doveva) cambiare il mondo…

Per cominciare ha pensato bene di cambiare… le carte in tavola… di farsi megafono (per trenta denari?) di dossier falsi… di interviste false… ma… “Non importa il colore del gatto, purché mangi il topo…” (citazione orridamente comunista)…

Lui aveva un compito, un fine, ben più grande per star lì a sottilizzare sui mezzi…

Nella tremebonda lettera di autodifesa dell’8 luglio scorso a Libero (anzi… a Feltri) egli scrive: “Allora confesso. Ho dato una mano ai nostri servizi segreti militari, il Sismi. Ho passato loro delle notizie. Ne ho ricevute. Ho cercato contatti persino con i terroristi, mettendo a disposizione le mie conoscenze ma anche il mio corpaccione per salvare qualche vita, e difendere i nostri fratelli uomini. Ti assicuro (si rivolge al severo Vittorio, ndr), e metto in gioco la salvezza della mia anima: non ho scritto su Libero una sola riga che non coincidesse con i miei convincimenti”. Nessun dubbio su questo.

Peccato che i suoi convincimenti non abbiano nulla a che vedere con la salvezza dei “fratelli uomini” (ne esistono anche di musulmani, pare), tanto meno con la democrazia o col diritto…

Democrazia... Diritto…

Termini inconcepibili per signori come Farina Betulla Renato che ritengono la disinformazione, la menzogna, il falso dossier, eticamente accettabili per combattere tutto ciò che ritengono “pericoloso per i figli dei loro lettori”.

Altro che verità signori liberali (alle vongole). Coraggio. Inorridite! Strappatevi le vesti! Il Watergate in confronto è una barzelletta.

A prescindere dall’immenso Cannavaro a da questi giorni di euforia tricolore che tutto assorbe e obnubila, qui siamo di fronte a giornalisti a libro paga dei servizi (vietato dalla legge); a giornalisti che diffondono dossier falsi contro il capo dell’opposizione democratica; a servizi (e giornalisti) che controllano e intercettano altri giornalisti (liberi)…

Dove siete amici liberali? Liberali rivoluzionari che gridate al golpe di Mortadella & C.?  

E’ tutto regolare per voi?

Alberto, suvvia, almeno tu… reagisci… fuggi… dì qualcosa di cristiano!

 

(1. Continua)

postato da: GabrielParadisi alle ore 13/07/2006 19:59 | Permalink | commenti (15)
categoria:farina renato, servizi segreti, terrorismo e guerra globale, misteri d italia, guzzanti paolo