mercoledì, 26 aprile 2006

All Siberian

 

“Dimmi chi è il tuo amico ed io ti dirò chi sei tu”. (proverbio russo)

A quanto pare invece noi siamo stati tra i pochi a credere che tali accuse, peraltro pubbliche, potessero pesantemente essere calate sul tavolo della campagna elettorale, magari all’ultimo momento e risultare probabilmente determinanti. In realtà, e su questa omissione c’è molto da ragionare, ciò non è avvenuto. Le “pericolosissime relazioni” tra Prodi e il KGB, seppur continuamente richiamate in articoli o in dichiarazioni da Guzzanti in ogni sede e occasione, non sono state di fatto utilizzate o enfatizzate adeguatamente dal Centro Destra. Nemmeno un cenno da parte di Berlusconi nei due faccia a faccia con l’infido avversario; nemmeno un proclama nelle centinaia di ore di campagna televisiva. Solo un vago e distratto richiamo alla famosa seduta spiritica durante un comizio, quasi a voler togliersi un’incombenza, e nulla più. Perché? Perché argomenti così succulenti sono stati sottovalutati o addirittura ignorati? Non sarebbero valsi a spostare l’opinione di appena 25.000 elettori scarsi?

Scorrendo le relazioni finali (di maggioranza e di minoranza) della commissione una qualche idea ce la stiamo facendo ma ne parleremo in un altro momento. Oggi vogliamo commentare l’articolo appena scritto da Paolo Guzzanti e pubblicato su Panorama.

L’articolo, da cui traspare, a noi sembra, anche una certa stanchezza, è una sorta di amara e triste sintesi delle tesi strenuamente e inutilmente sostenute dal senatore in questi anni. Un riepilogo schematico dei soliti argomenti la cui unica funzione sembra essere proprio quella di richiamarli, di metterli diligentemente in ordine.

Vediamoli, o rivediamoli, in tutta la loro sostanza e/o, a nostro parere, inconsistenza.

Berlusconi e il suo trionfo internazionale”. I casi sono due. O gli stranieri che noi conosciamo e coi quali abbiamo avuto modo di dialogare in questi ultimi cinque anni in Italia o all’estero erano tutti di sinistra o la fama di Berlusconi leader carismatico e stimato nel mondo è falsa. Siccome la prima è improbabile, la seconda crediamo sia vera. Basta scorrere la stampa estera di destra e di sinistra per accorgersi qual è stata in questi anni la diffusa e condivisa opinione nei confronti di Berlusconi e del suo governo (per la verità ci hanno messo del loro anche tanti ministri ed esponenti della maggioranza, dalla Lega in giù). Anche lasciando da parte le clamorose gaffes che spesso hanno portato il nostro paese ad un passo dall’incidente diplomatico serio, è stata la figura di Berlusconi in quanto tale e, ad esempio, la poca chiarezza sul suo passato imprenditoriale, a suscitare perplessità ed imbarazzo nei paesi democratici e liberali. In paesi cioè dove un esponente pubblico al minimo sospetto su qualche suo comportamento, spesso nemmeno legato all’attività politica, risponde con le dimissioni immediate dalla sua funzione pubblica, risulta difficile giustificare quello che è accaduto in Italia nell’ultimo decennio. E’ tranciante in tal senso il giudizio di Massimo Fini sul Quotidiano Nazionale di domenica scorsa nel “faccia a faccia” con Cesare De Carlo, quando interpretando il voto degli italiani all’estero, egli sostiene che il plebiscito verso l’Unione sia stato proprio una conseguenza di quanto s’è detto in questi anni fuori dall’Italia sull’Italia e il suo governo; frutto cioè delle tante e facili ironie e luoghi comuni che i nostri connazionali hanno dovuto sopportare nei cinque anni appena trascorsi.

I rapporti fra Romano Prodi e i servizi russi”. Ne abbiamo già parlato ampiamente il 12 aprile scorso. Lo stesso Guzzanti, forse ragionando sull’affidabilità delle fonti, avanza qualche timida domanda: “Esagerazioni di spie fuggiasche? Può darsi…”. Noi crediamo che il mondo sia pieno di mitomani e di pazzi. Nell’articolo citato avevamo molto rapidamente passato in rassegna la vita e le opere del Sig. Litvinenko. Costui, ad assecondarlo, si poteva tranquillamente arrivare a concludere che Putin, l’amico Putin, fosse addirittura la mente del “terrorismo globale” che sta insanguinando questo inizio di millennio. Che fosse cioè Al Qaeda in persona, insomma… Eh già… Al Qaeda… altro mistero glorioso… sigla, notate, comparsa come d’incanto solo dopo l’11 settembre 2001 !? Ebbene noi crediamo che qualunque accusa mossa contro qualcuno debba essere sempre avvalorata da prove documentali che vadano ben al di là di un semplice articolo di giornale o di una dichiarazione fatta da persona di dubbia reputazione e trascorsi. Ciò non significa che non si debbano a priori prendere in considerazione anche insinuazioni inverosimili o eclatanti, anzi, ma che la ricerca conseguente debba esser compiuta per trovare riscontri documentali, controprove inconfutabili… “pistole fumanti” per intenderci. Purtroppo negli ultimi anni diversi “colossali scandali” hanno portato solo e miseramente alla scoperta di volgarissimi… “pistola” e basta (il Conte Aigor su tutti…)

Ancora gli spiriti…”. Guzzanti ormai chiama il futuro premier Mr. P. (P come piattino). Abbiamo già detto più volte quello che pensiamo della famosa seduta spiritica, di Gradoli, del messaggio cifrato (!?) alle BR, dello studente-spia Sokolov. Inutile aggiungere altro. A questo punto occorre far parlare le carte. Invito tutti a leggersi i capitoli relativi al Caso Moro nelle relazioni finali della Mitrokhin (Parte Terza della Relazione di Maggioranza, pagg. 193-242 e la Parte Seconda – Capitolo primo della Relazione di Minoranza, pagg. 155-172). Ognuno sarà poi in grado di farsi un’opinione libera e serena.

Altro elemento considerato espressione delle “inclinazioni filo-russe” di Prodi, certe sue prese di posizione politiche quando era ancora Presidente della Commissione Europea compresa l’insistenza “affinché Estonia Lituania e Lettonia, accettassero come seconda lingua ufficiale il russo”. Facciamo notare che le minoranza russa costituisce il 28,2% della popolazione estone; il 29,6% della popolazione lettone; l’8% di quella lituana… Le repubbliche baltiche vennero sicuramente occupate con la forza da Stalin, ma, “obtorto collo”, per una cinquantina d’anni subirono l’emigrazione di popolazioni sovietiche e il russo fu la lingua ufficiale…

Comunque ecco altre infamanti prove delle specialissime relazioni tra Prodi e Putin, tra Prodi e la Russia…

Prodi operò con la massima energia affinché Putin fosse accolto alla pari nel club politico europeo e nel prestigioso forum di Davos; Nel 2003, al summit di Washington fra Unione Europea e Stati Uniti Prodi disse: "Vogliamo aiutare la Russia ad integrarsi completamene nella nostra comunità: Vogliamo favorire tutte le forme di cooperazione non soltanto in economia, ecologia ed energia, ma anche in difesa, sicurezza e per la tutela dei diritti democratici". E quindi lanciò il suo slogan più famoso: "Russia ed Europa sono inseparabili come caviale e vodka"…

Ci permettiamo di riportare altre frasi emblematiche che abbiamo scovato nei polverosi archivi di Google scaturite da un vero amico di Putin e della Russia che, non dimentichiamolo mai, è stata, prima di diventare tale, nientepopodimenochè, Unione Sovietica:

L'Europa deve approfittare di Putin perché lui è un democratico, un liberale, un occidentale."

“"In Cecenia c'è stata un'attività terroristica con molti attentati anche contro i cittadini russi senza che ci fosse mai una risposta corrispondente. Bisogna smettere di diffondere leggende e guardare alla realtà dei fatti, visto che c'è stato un referendum in cui l'80 per cento dei votanti ha deciso democraticamente di voler appartenere alla Federazione russa" (video/trascrizione)

La Russia nella Nato? E’ troppo poco, dobbiamo fare dei passi in più e la Russia dovrà entrare nella Ue"…

Come non leggere in queste deliranti affermazioni il subdolo disegno di un uomo legato a filo doppio con i comunisti che tali erano e tali restano?

PS

Ehm... Ci comunicano che le frasi appena riportate sono ascrivibili, non a Mr. P. bensì al Sig. S.B…. siamo sconcertati... Cribbio! Deve di certo trattarsi della proverbiale e inarrivabile capacità del secondo ad instaurare con tutti rapporti di “eccellenza”; “rapporti umani personali” piuttosto che “rapporti organici”… Scusate la confusione… non vorremmo sembrare imbarazzati… anche se un minimo di disagio lo stiamo provando… ehm… ehm…

La storia di Prodi appare fortemente legata a quella russa”. Il senatore Guzzanti continua a riportare come elemento cardine di questa sua tesi la famosa intervista che noi (NOI! evidenziando anche un paio di imprecisioni non da poco nelle sue affermazioni), riesumammo integrale dalle penombre rassicuranti di un’emeroteca. Io chiedo ancora una volta al senatore e ai lettori se, leggendo quelle frasi, si può affermare e continuare ad affermare che esse esprimono inequivocabilmente da parte di Prodi “uno sconcertante sostegno nei confronti dei golpisti” sovietici… A noi questa affermazione continua a risultare onestamente incredibile e priva di qualsiasi fondamento. Perché ci si appoggia su quell’intervista e solo su di essa? Non ci sono forse altri riscontri più efficaci?

Putin si è congratulato con Prodi”. E’ il minimo che potesse accadere. Tutti i capi di governo mondiali indirizzano saluti e cordiali auguri ad ogni insediamento di un loro nuovo collega. E’ il galateo diplomatico che lo richiede. Chi non riesce a farlo viene additato dal mondo civile quasi fosse un bambino capriccioso: «Berlusconi è un cattivo perdente che tiene il broncio e che per il bene dell’Italia dovrebbe ammettere la sconfitta elettorale. Sta alimentando le preoccupazioni internazionali sulla stabilità politica dell’Italia, pone gli interessi personali davanti a quelli del suo Paese». Financial Times, 21 aprile  

Vista la striminzita vittoria dell’Unione alle recenti elezioni politiche c’è da chiedersi cosa sarebbe successo se la CdL in toto (e Berlusconi in primis) avessero accolto l’invito pressante che il Senatore Guzzanti in qualità di Presidente della Commissione Mitrokhin da più di un anno lanciava loro: “Dobbiamo tutti, anche nel centrodestra, capire l'importanza politica della Commissione Mitrokhin. Può essere un elemento molto importante per vincere le prossime elezioni politiche del 2006 (19 Marzo 2005)”.

mercoledì, 19 aprile 2006

Pirro e mio cugino

E’ trascorsa già una settimana dal voto e ancora, come in qualunque repubblica delle banane che si rispetti, non s’è capito bene chi abbia vinto e chi ci governerà. Unica differenza, per ora, rispetto al Centramerica, è che da noi non ci sono carriarmati per strada. Non ancora almeno.

 

E così fin da subito abbiamo assistito a torme di pretoriani sguinzagliati per irridere alla “vittoria di Pirro” ed ai sobri festeggiamenti di Prodi & C, da Tajani (il monarchico) giù fino a Cicchitto (il piduista). “Nessuno può dire di aver vinto! L’Italia è divisa!”

Un drappello di fedelissimi guidato dall’immarcescibile Bondi è stato inviato a trattare la “resa” con onore: Presidenza della Repubblica (S.B. il nonno di tutti gli italiani!?!?) o la Große Koalition.

Ma il grosso delle truppe in queste ore è ancora schierato in trincea, guidato da un condottiero senza macchia e senza paura. Un odontotecnico di Bergamo (oggi, nonostante tutto, piazzato meglio di quello di Zagarolo). Detto anche Mr Maglietta bagnata, di professione Druido a Lorenzago. Inarrivabile il suo “lodo” supportato da apposita istanza di ben quattro paginette nottetempo presentata all’Ufficio centrale elettorale del Ministero dell'Interno come a voler dire che chi si loda s’imbroda e Prodi s’è im…prodato… Tristi giorni per un paese che si definisce democratico dover dipendere dagli umori viscerali di certa gente…

 

C’è un dubbio però che mi sovviene e la Cassazione decidendo sul “lodo Calderoli” me lo ha richiamato inquietante alla mente. Se dessero ragione, per puro caso, alla tesi dello statista legislatore giureconsulto “padano” come la prenderei? Sarei io, a quel punto, a scendere in piazza? Non ricordo più, a dire il vero, se era mio cugino, o se ero io, quello che non voleva perdere mai…

 

Comunque alle ore 17 di oggi, 19 aprile, la Suprema Corte pronuncerà il verdetto sui risultati elettorali dopo aver esaminato i verbali giunti dalle 26 circoscrizioni. Il Presidente del Consiglio uscente (si spera) parla di “sentenza già scritta” e si attendono le sue prossime mosse. Il popolo a lui fedele si aspetta anch’egli impaziente un segnale: resistenza o ritirata?

 

Il Caimano difficilmente mollerà la presa foss’anche un lembo infinitesimo di carne viva inopinatamente rimasto tra le sue voraci fauci. Troppi gli interessi che lo avvolgono, che lo imbevono, perché siano altri ad occuparsene. Certe persone poi provano piacere infinito, il gusto pieno della vita, solo se insigniti di un qualche potere. Potere e basta. Fine a sé stesso. Se poi sono anche costretti a vivere in una porcilaia e a mangiare da mane a sera ricotta e cicoria (di rutelliana memoria…) poco importa. L’ebbrezza è data loro dal potere in quanto tale. Dal decidere, controllare, gestire (ma questo termine è già una scivolata verso la democrazia), il destino di altri uomini… Così, per costoro diventa quasi inconcepibile farsi da parte se perdono una partita, anzi “la Partita”. Anche mio cugino Jacopo (ciao Jacopo…) non voleva mai perdere quando eravamo bambini. Ma questa è un’altra storia. Così il “nostro” quando non molti mesi fa, istruito dai soliti sondaggi, anima di ogni buon affare (vedasi Azienda Italia), s’accorse di un distacco pressoché incolmabile dalla coalizione avversaria, buttò a mare, mai ne avesse avuti, qualunque scrupolo di correttezza politica ed istituzionale. Cambiò, gli avevano detto che era una mossa arguta e sagace, la legge elettorale in barba a dieci anni di lotte bypartisan, di conquiste, di dichiarazioni a favore del sistema maggioritario… Decise di invadere oltre ogni decenza le TV dello Stato e quelle private (cioè le sue), alla faccia di chi continua a sostenere che le TV non contano nella formazione del consenso e soprattutto alla faccia di chi ritiene i media in mano ai soliti comunisti… E nel giro di qualche mese il gap come d’incanto era colmato. Gli era bastato ripetere qualche risibile promessa, ancora una volta, buttata lì come per sbaglio alla fine di una chiacchierata. Quando negli ultimi comizi Egli sosteneva di aver raggiunto e superato gli avversari, molti, noi compresi, lo pensavamo bollito e disperato, invece stava, forse una delle poche volte in vita sua, dicendo nientepopodimenochè la verità bella e buona. Forse gli sarebbe bastata ancora una partecipazione ad un talk show di seconda serata, o forse sarebbe stato sufficiente fottersene della par condicio, legge illiberale d’altronde, e piombare in qualche salotto, in qualche spettacolino d’intrattenimento scollacciato… Cosa sono in fondo solo 25.000 voti di scarto? Proprio non riusciamo a comprendere nella sua enormità la rabbia che deve avere in corpo quest’uomo da sette giorni in qua. Da un lato deve sopire lo sdegno sacrosanto nei confronti di quegli inetti consiglieri, da Tremaglia in giù, che gli hanno confezionato il trappolone e poi ne hanno anche diligentemente oliato i gangheri; dall’altro non deve perdonarsi l’aver derogato al suo proverbiale istinto vincente. Avesse fatto di testa sua fino in fondo non ce ne sarebbe stato per nessuno. Accidenti. Maledizione. Cribbio!

 

 

Ma l’istinto gli dice, gli ha detto, che non deve mollare comunque. Solo un rammollito, qualcuno che nella vita non ha mai creato nulla, può rinunciare alla “resistenza” ad oltranza. E allora via con la favola dei brogli unidirezionali. S’ingessa il Viminale e il suo inquilino che così, per quattro giorni quattro, si può parlare di 43.028 schede, più altre 39.822, da ricontrollare, e che sicuramente ribalteranno i risultati. Se poi dopo ben quattro giorni quattro si scopre che le schede contestate erano solo 2.131 più 3.135… che importa, nel popolino il messaggio è già arrivato: “i soliti comunisti imbroglioni, la democrazia è in pericolo”… Parole sante.

postato da: GabrielParadisi alle ore 19/04/2006 15:11 | Permalink | commenti (8)
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martedì, 11 aprile 2006

Sogni & Realtà

 

 

 

Avrei dovuto saperlo… I sogni non s’avverano mai e parlarne porta male…

 

Così S.B. rimarrà al suo posto. Può darsi che gli italiani per capire veramente fino in fondo abbiano bisogno di almeno un ventennio… 12 anni sono ancora pochi…

 

Se una sconfitta avrebbe decretato la sua fine politica, Fini, ma soprattutto Casini, si sarebbero spartiti rapidamente le sue vesti e le sue spoglie, questa “non vittoria” lo innalza una volta ancora a unico leader del Centro-Destra. Checché dica Pierferdi, senza le idee e l’intraprendenza di S.B. la sconfitta della CdL sarebbe stata totale. Ma S.B. non è sciocco. Erano mesi che sentiva la sconfitta nell’aria e quell’odore pungente ha stimolato la sua creatività. Nelle sfide egli da il meglio di sé. Si eccita. Così, in men che si dica, contro tutto e contro tutti, ha modificato la legge elettorale (per ammorbidire l’eventuale sconfitta), ha chiuso alleanze, turandosi il naso, con chiunque poteva garantirgli anche solo una manciata di voti, ha occupato i media oltre ogni buon gusto e… alla fine non ha perso, ma soprattutto non ha fatto vincere gli avversari. Quante cose deve imparare la sinistra…

 

Adesso sono già partiti i balletti politici da prima repubblica… Abbiamo vinto e governeremo… Non abbiamo perso e non vi faremo governare… Può darsi che Romano Prodi, mendicando il voto di qualche senatore a vita, riesca anche a mettere in piedi un ectoplasma di governicchio, ma la cosa più importante non è avvenuta. S.B. non se nè andato e la sua ingombrante presenza condizionerà la politica e la vita sociale anche per i prossimi anni.

 

Poteva anche andare peggio… NO!

 

 

 

 

postato da: GabrielParadisi alle ore 11/04/2006 07:56 | Permalink | commenti (7)
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lunedì, 10 aprile 2006

Il COCCODRILLO (anzi… il CAIMANO…)

 

 

 

Lunedì 10 aprile 2006. Ore 15:00:01. I primi exit poll, appena diramati, danno l’Unione in vantaggio XX a YY. Se la statistica non è un’opinione il Berlusconi questa volta l’abbiamo mandato a casa. A CASAAA! E per sempre!

Quest’articolo era nel cassetto della mia scrivania da qualche anno (o forse era solo nel ripostiglio dei miei sogni…). Un coccodrillo insomma, anzi… sarebbe meglio dire un… “caimano”… Sì, quei pezzi che i giornalisti previdenti preparano in forte anticipo sugli eventi (normalmente le dipartite di personaggi famosi), per essere già pronti a sfornarli un minuto dopo che la notizia s’è diffusa. Per essere i primi, i più completi nell’edizione straordinaria…

Sì, proprio STRAORDINARIO!

L’abbiamo mandato a casa per davvero questa volta! Adesso non gli resta che scegliere: Macherio o Villa La Certosa? Le Bahamas o Palazzo Grazioli?

Prima che si riempiano le piazze di padri con bimbi sorridenti al collo; prima che gonfalon selvaggi invadano le strade di quest’aprile (…di nuovo aprile…), voglio gridare la mia gioia… che è la gioia di almeno XX di cittadini (più i loro famigliari non votanti per ragioni anagrafiche o di salute, più moltitudini di migranti)… VITTORIA! VITTORIA!! VITTORIA!!!

 

 

Lasciateci ridere, godere, lasciateci essere gi…ULIVI… Lasciateci questa UNIONE di sensazioni gaudenti… Aspettavamo questo momento da ben cinque, dico cinque, lunghi, interminabili anni. Ne avevamo bisogno.

Abbiamo sentito sulla nostra pelle in tutto questo tempo il discredito della stampa e delle opinioni libere degli altri paesi democratici, che ci hanno guardato con sospetto, per capire quanto ci fosse di realmente pericoloso anche per loro, nelle smargiassate farsesche delle camicie verdi… che hanno spesso sorriso con inquietudine e rassegnazione alle barzellette, ai gesti, alle parole dei nostri “rappresentanti”…

Abbiamo sopportato il tentativo di destrutturazione della nostra Costituzione. Quella prodotta dal pensiero, dall’onestà e dalla competenza di chi aveva sconfitto il nazifascismo. Quella Costituzione ch’era riuscita a far crescere con equilibrio e lungimiranza un paese povero, diviso, arretrato. E ora, quattro ometti, s’arrogavano il diritto di distruggerla in una baita di Lorenzago davanti ad un piatto di cotechino…

Abbiamo sopportato ingegneri strafottenti alla giustizia; perforatori di montagne e sassofonisti secessionisti; abbiamo visto avvocati a libro paga legiferare per tutti; ci siamo sentiti dire da un parlamento zeppo di pregiudicati che con la Mafia si doveva convivere… o con…morire…; ci siamo visti trasformare le nostre scuole a uso e consumo dei più abbienti… Abbiamo visto la nostra fede religiosa reclutata da persone che senza nemmeno arrossire sostenevano contemporaneamente guerre o leggi xenofobe…

Non se ne poteva più. Onestamente la misura era colma. E gli italiani l’hanno voluta far finita.

Non se ne poteva più delle TV occupate da giornalisti supini; più di censure a programmi d’informazione e di satira; più di diktat bulgari e di liste di proscrizione… Tutto questo, speriamo, che ora sia finito per sempre.

 

 

Oggi vogliamo solo godere. Centellinare la gioia, assaporarla per intero. Vogliamo sognare. Abbiamo diritto, oggi, ad “organizzarci un poco di FELICITA’”.

Scendiamo per strada, che abbiamo lottato tanto; corriamo, insieme a donne dagli occhi brillanti… e non è pianto!

 

 

Da domani poi, di nuovo in trincea. Dovremo comunque essere vigili e attenti anche nei confronti di questo nuovo governo di Centro Sinistra. Critici ed esigenti. Ci sarà molto da fare, l’agenda è lunga e complicata, ma non possono fregarci anche loro…. Non possono distruggere un sogno, una speranza. Gli abbiamo dato fiducia per avere un’Italia migliore, un “mondo migliore”. Non possono tradirci. Ma se noi ci siamo, e noi ci saremo, non ce la faranno… 

La gioia, come le disgrazie, sembra non venir mai da sola… Una buona notizia anche da Parigi che continua a valer ben più d’una messa…

Il presidente francese, Jacques Chirac, ha annunciato oggi che la legge sul Contratto di primo impiego (Cpe), sarà ritirata e sostituita!”… Come si diceva un tempo… “El pueblo unido…”.

 

 

 

 

postato da: GabrielParadisi alle ore 10/04/2006 15:01 | Permalink | commenti (6)
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venerdì, 07 aprile 2006

APPELLO DI VOTO (CENTROSINISTRA)

 

Sicuramente autorevoli personalità del Centro-Sinistra avranno prodotto appelli al voto degni di questo nome. Certamente tanti amici blogger hanno scritto articoli di grande spessore e contenuto. Noi ci permettiamo di farne uno abbastanza insolito. Vogliamo scorrere disordinatamente, senza un filo conduttore o uno scopo apparente, personaggi o episodi. Minimi se vogliamo, ma esemplari. Situazioni a cui abbiamo avuto la ventura di assistere in questi ultimi cinque anni. Così, tanto per ragionare su chi ci ha governato e si propone di farlo ancora… Consiglio durante la lettura di tenere un sottofondo musicale di buon auspiciodel resto è primavera

I 4 leader 4 della maggioranza al governo pur non avendo nessuno di loro una “famiglia” nel senso “classico cattolico” del termine, si sono schierati a difesa strenua di quell’istituto. La felice realizzazione e soprattutto la conservazione serena di un contratto matrimoniale con tutti i crismi (o per lo meno quelli che loro ritengono tali), sembra però non riguardarli in prima persona. Un affranto P.F.C. ha avuto la faccia tosta di affermare che la sua vicenda famigliare proprio perchè degna del copione di Dinasty (la B-soap) gli ha fatto capire ancora di più quanto sia importante fare le cose per benino. Un’avanguardia del popolo insomma. Egli ha assunto una “modica quantità” di matrimonio etero e benedetto da d-o, si è poi sacrificato calandosi nell’inferno delle separazioni (dal coniuge) e degli abbandoni (dei figli), per capire, ma soprattutto per far capire al popolino, che cosa non va assolutamente fatto. Un eroe del nostro tempo, insomma.

Sulla stessa falsariga l’illuminato dai “berretti verdi”. Il Michael Jackson dè noartri quello che una decina d’anni fa iniziò a Fiuggi un lento e dolorosissimo processo di sbianchettamento ancora oggi in corso. Infatti G.F.F., al secolo, sulle tracce dei rasta, sbarcò, non è dato sapere quando, nella mitica terra del reggae per sottoporsi all’esperimento (sicuramente seguito da  una equipe medica) di assunzione di droghe leggere (ma lui rifiuta categoricamente questa pericolosa distinzione). Ciò venne fatto esclusivamente a scopo scientifico e per dare l’esempio a tutti, per contrasto ovviamente, e far intendere cosa, n’atra vòta, non va fatto. Abituato ad un elettorato normalmente non avvezzo ai voli di fantasia, G.F.F. ha quindi pensato bene di farci sopra una legge dura, pura e ordinata, che così se proprio non capiscono…

Sia chiaro noi non abbiamo nulla da eccepire né sull’adulterio, né sulle droghe leggere, anche se non ne facciamo uso (di entrambi)… E’ l’ipocrisia che ci disturba…

E pensare che una volta si guardava persino all’onorabilità e alla “razzolabilità” non solo dei Cesari, ma addirittura delle loro mogli… Altri tempi, ahimè. Dobbiamo proprio essere in un periodo di piena decadenza dei costumi. E un cantastorie dei nostri giorni (David Riondino), ce lo fa capire quando comincia le sue storie con “Era il tempo di Romolo e Remolo…”… Tanto per rendere l’idea…

E così scorrono davanti a noi come in un caleidoscopio scenette tragiche ma che rapidamente sfociano in farsa, di migliaia di fatti, fatterelli, dichiarazioni dal sen fuggite.

A loro modo esilaranti e spassose, se tutto ciò non riguardasse la nostra vita.

Il grande Leonardo teme che la tanto da noi agognata dipartita politica del Cav ci lasci in “società senza argomenti…”

Anche quando se ne andarono Stan Laurel e Oliver Hardy (Stanlio & Ollio, Crick & Crock), ci avvolse il vuoto. Ma i loro film, le loro irresistibili gag sono ancora lì. Visibili, downloadabili dalla Rete. E un nostalgico sentimentale come me può chiudersi nella penombra di una stanzetta di provincia, un giorno di primavera, e riassaporare quelle maddalenine dolcissime, come fosse ancora la prima volta…

Ecco, facciamocene una ragione, se il Cav dovesse malauguratamente, tocchiamo il “ferro” che è in noi e da lui provvidamente “evocato”, abbandonare la scena politica italiota di qui a qualche giorno, ricordiamocelo nei suoi momenti migliori. Abbiamo molti modi per farlo. Possiamo buttare distrattamente un occhio ogni tanto alle macerie che ci ha lasciato e che occorreranno anni a sgomberare del tutto (forse), ma possiamo anche rivederlo con l’ausilio di un qualunque PC quando egli sfiorò il sublime… ed è successo innumerevoli volte.

Possiamo rigustarci per intero, ad esempio, l’intervento inarrivabile di Strasburgo del luglio 2003, oppure quello sulla civiltà islamica un paio di settimane dopo l’11 settembre… all’uopo il preziosissimo e abbondante materiale è stato raccolto in un sito la cui consultazione, di tanto in tanto, negli anni a venire, non ci farà sentire orfani…

Per chiudere quest’appello elettorale estemporaneo (nelle mie intenzioni a favore del Centrosinistra) vorrei chiosare una delle ultime performance di S.B. Credo senza timore di sbagliarmi, che si possa annoverare tra le sue migliori in assoluto. Questo per dimostrare quanto, malgrado i suoi 69 anni e lo stress di questa infinita campagna elettorale, quest’uomo potrebbe ancora dare a tutti noi… al paese che ama… e su cui ha sviluppato un sogno… lungo almeno dodici anni…

E’ di solo pochi giorni fa la terrificante scoperta del metodo adottato in una popolosa terra dell’estremo oriente, per la concimazione dei campi: la bollitura dei bambini. Noi s’era sempre pensato che data la tenerezza delle loro carni, i bambini, così come del resto i seni delle giovani donne, venissero conservati per i pranzi più importanti. Addirittura noi si credeva che tale cibo prelibato fosse riservato esclusivamente ai sovrani o ai membri della nomenklatura, non certo al proletariato. S.B. invece, ci ha dimostrato che i contadini, quindi un ceto normalmente umile, anziché mangiarseli, magari allo spiedo, i bambini li bollivano, e, presumiamo opportunamente sminuzzati, li cospargevano poi sui campi a guisa di concime. Una variante delle feci, insomma. Attendiamo che qualche studioso del Centro Ricerche di F.I., ci renda edotti sul perché si sceglievano corpicini così esili anziché magari corpulenti uomini maturi o persone vecchie e malate e quindi ormai al di fuori del ciclo produttivo. Ci permettiamo di presumere che il corpo dei bambini contenga, malgrado le dimensioni più ridotte, maggiori concentrazioni di azoto, fosforo, potassio da rilasciare gradualmente nel terreno. Al di la di questo aspetto tecnico e senza voler sembrare pignoli, ci chiediamo anche quanti ettari sia possibile concimare con, ad esempio, un’intera scolaresca di scuola materna e dunque perché si preferì questo sistema così apparentemente non economico… Mah! Il sempre acuto Fini, Massimo ovviamente, ci ha ricordato che i bambini oltre che mangiarli e bollirli, si possono anche truffare. Così avvenne a detta del Fini per qualche decina di miliardi all’orfana di padre e di madre la sedicenne Anna Maria Casati Stampa, da parte del nostro S.B., con i buoni uffici dell’avvocato della sciagurata (?!), un tal Cesare, di cui, il nome ci rassicura, non osiamo mettere in dubbio l’onorabilità. A noi questa sembra una fandonia bella e buona. Una ragazza di sedici anni è tutt’altro che una bambina

postato da: GabrielParadisi alle ore 07/04/2006 11:16 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 06 aprile 2006

APPELLO AL NON VOTO

Riprendiamo, come promesso, gli appelli, a pochi giorni ormai (per fortuna) dalle elezioni.

Dopo l’appello al voto per il Centrodestra pubblicato il 30 marzo scorso, è la volta oggi degli astensionisti. In particolare diamo spazio al MovimentoZero di Massimo Fini. Il Movimento è stato fondato alla fine del 2005 ed ha la struttura giuridica di un vero e proprio partito politico. Massimo Fini, scrittore, giornalista, ribelle, sicuramente uomo scomodo, ha ritenuto opportuno provare a raccogliere attorno a se coloro i quali non si riconoscono più negli attuali partiti politici e nemmeno nella distinzione tra destra e sinistra. Il discorso deborda però dagli angusti confini del nostro paese e abbraccia temi e ambiti ben più vasti.

Negli ultimi anni infatti Massimo Fini è stato uno dei pochi, oltrechè dei più lucidi pensatori europei, a sviluppare una seria critica al modello di sviluppo occidentale. Nel suo libro “Il Vizio Oscuro dell’Occidente” del 2002, egli analizza il mondo del dopo 11 settembre, definendo l’era del “terrorismo globale” come una conseguenza logica e prevedibile della pretesa dell’Occidente di ridurre a sé l’intero esistente. Il “migliore dei mondi possibili” in realtà si è rivelato un modello paranoico, “basato sull'ossessiva proiezione nel futuro, invece che sulla ricerca dell'armonia in ciò che già c'è, l'uomo non può mai raggiungere un punto d'equilibrio e di pace, ma colto un obbiettivo è costretto dall'inesorabile dinamismo del sistema - inesorabile e ineludibile perchè su di esso si fonda - ad inseguirne un altro e poi ancora, in un'affannosa corsa priva di senso che ha termine solo con la morte dell'individuo”. L’uomo quindi sembra essersi creato il meccanismo perfetto e infallibile dell’infelicità. E lo sta esportando ovunque… anche con le bombe ed i carriarmati.

Secondo Fini lo scontro del futuro non sarà tra “destra” e “sinistra”, fra il liberismo trionfante e il marxismo morente (due facce della stessa medaglia), ma non sarà nemmeno uno scontro di civiltà perché, inglobando, ghettizzando, distruggendo, alla fine resterà solo una “civiltà”: la nostra. Ma è al suo interno che avverrà lo scontro vero, il più drammatico e violento: fra i fautori della modernità e le folle deluse, frustrate ed esasperate. Un assaggio di quanto potrà accadere sono stati i disordini nelle “banlieu” parigine del novembre scorso.

Massimo Fini ha dunque fondato MovimentoZero ispirandolo ad un manifesto dell’antimodernità.

Il Manifesto ha raccolto centinaia di adesioni e noi l’abbiamo sottoscritto nel dicembre 2005. Per ora guardiamo con curiosità a questo progetto seguendo con attenzione il pensiero e le iniziative di Massimo Fini.

In questi mesi in varie città italiane è iniziata anche l’organizzazione (per la verità a Bologna in maniera un po’ lenta e disorganica) dei gruppi locali. La provenienza politica e culturale dei partecipanti è la più varia ed eterogenea ed è questo forse a nostro avviso, uno degli aspetti più incogniti, ma se vogliamo anche più interessanti, per interpretare quale possa essere il futuro dell’intero movimento. In effetti il superamento delle categorie destra e sinistra fa si che si trovino accanto l’uno all’altro taluni che magari hanno avuto esperienze leghiste e chi viceversa nel movimento dei movimenti… basterà la vicinanza ideale ai “Si” ed ai “No” perentori elencati nel Manifesto a rendere costoro costruttivi compagni di viaggio?

Riguardo alle elezioni di domenica e lunedì prossimi Massimo Fini ha pubblicato in Rete il 23 marzo un appello al non voto:

L'indicazione di Movimentozero per le prossime elezioni è l'astensione. Per una serie di motivi. Noi crediamo che le categorie di destra e sinistra, vecchie di due secoli, non siano più in grado di comprendere e tantomeno di gestire le esigenze più profonde dell'uomo contemporaneo. Capiamo la tentazione di votare "il meno peggio", turandosi alla Montanelli il naso, ma questo, anche qualora portasse in Parlamento qualche persona come si deve, fa in realtà il gioco delle oligarchie politiche per le quali il rito del voto è il modo per legittimare per altri 5 anni le loro soperchierie, i loro abusi, i loro soprusi a danno della popolazione. L'astensione, soprattutto se sarà massiccia, serve a far sentire a questa gente che abbiamo capito il gioco e che non ne possiamo più di questo sistema dove il nome della democrazia viene usato per scopi e interessi che con la democrazia non hanno nulla a che fare. Il sistema non si cambia cambiando qualche uomo ma cambiando il sistema. Ecco perchè diciamo no.

Destra e Sinistra, liberalismo e marxismo, ai quali, nelle loro varie declinazioni, si richiamano gli attuali schieramenti politici, sono categorie ottocentesche, vecchie ormai di due secoli. Si considerano il top della Modernità. Ed in effetti lo sono. Purtroppo, nel frattempo, anche la Modernità è invecchiata, non è più nient’affatto moderna. Destra e Sinistra non sono quindi più in grado di comprendere, né tanto meno di gestire, le esigenze più autentiche e profonde dell’uomo contemporaneo.

Inoltre la Democrazia rappresentativa, la “democrazia reale”, quella che concretamente viviamo, si è rivelata un sistema di aristocrazie mascherate, di oligarchie politiche che opprimono l’individuo singolo, l’uomo libero, colui che sarebbe il cittadino ideale di una Democrazia, se esistesse davvero, e che ne diventa invece la vittima designata.

Votare, anche qualora si riuscisse a portare in Parlamento qualche persona come si deve (ma con il sistema attuale è addirittura negata al cittadino la possibilità di scegliersi il proprio candidato), fa in realtà solo il gioco di queste oligarchie politiche per le quali le elezioni, esattamente come l’unzione sacrale per i re feudali, sono il sistema per legittimare per altri cinque anni le loro soperchierie, gli abusi, i soprusi, la possibilità di favorire i propri apparati, i propri seguaci, i propri famuli, a danno della maggioranza della popolazione.

L’astensione dovrebbe servire a far sentire a questi signori che abbiamo ormai capito il gioco e che non siamo più disposti a farci prendere in giro.

Il sistema non si cambia cambiando qualche uomo, ma cambiando il sistema. Ecco perché diciamo no al voto.

Questo comunicato domani 7 aprile, per la prima volta fuori dalla rete, sarà pubblicato sul Foglio di Giuliano Ferrara.

postato da: GabrielParadisi alle ore 06/04/2006 14:55 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 05 aprile 2006

Наш человек (il nostro uomo)

AGGIORNAMENTO DEL 06 APRILE 2006:

Come anticipato da Guzzanti stanno emergendo nuovi dettagli sulle accuse a Prodi. Oggi Il Giornale riporta un articolo che riproduciamo nei commenti e su cui avremo modo di sentire direttamente il Senatore Guzzanti e i membri della Commissione Mitrokhin che non hanno sottoscritto la relazione e le conclusioni del Presidente.

 

L’articolo odierno su Il Giornale di Alessandro Caprettini, che abbiamo riportato nei commenti, ci impone di pubblicare questo post, quando ancora, l’aggiornamento al precedente nostro articolo è caldo (vi invito quindi a leggerlo comunque). Nel pezzo citato di Caprettini Paolo Guzzanti intervistato afferma: «Avevamo in effetti notizie sul fatto che Prodi fosse considerato dai sovietici “our man”, ma alla commissione non è stato possibile fare riscontri su fonti di seconda mano, per cui non ne ho parlato, né ho citato questi elementi non sufficientemente provati...». Quindi il Senatore non ne ha parlato (nella Relazione immaginiamo, ndr), ma in realtà ne parla… La cosa sconvolgente, o almeno a noi così pare, è come a testimonianza di questa incredibile e gravissima tesi, che si appoggia, sembra, a dichiarazioni di generali e tenenti colonnelli sovietici ma non appunto a documenti, si continui a riportare l’articolo di Massimo Gaggi del Corriera della Sera del 20 agosto 1991 (!?).

Ribadiamo per l’ennesima volta, invitando i lettori a rileggersi quell’intervista a Prodi, come essa a noi sembri assolutamente innocua e priva di qualsiasi elemento che faccia intendere anche lontanamente una vicinanza di Romano Prodi ai golpisti sovietici e al KGB.

A pensarla così siamo solo noi?

 


postato da: GabrielParadisi alle ore 05/04/2006 11:33 | Permalink | commenti (6)
categoria:campagna elettorale, russia, prodi romano, servizi segreti, mitrokhin, misteri d italia, guzzanti paolo
lunedì, 03 aprile 2006

La Madre di tutti gli Scandali

AGGIORNAMENTO: in privato avevo fatto alcune considerazioni sul caso della seduta spiritica del 2 aprile 1978, che riporto integralmente nei commenti. Ad esse il Senatore ha risposto:

Baldassarri e gli altri dieci non sapevano nulla di quel che faceva il piattino (non bicchierino) e un uomo solo sapeva.
O pensa davvero che gli spiriti muovano i piattini e che i piattini si muovano come computers correndo da una lettera all’altra e avvertendo quando hanno finito una parola tornando in posizione “Enter”?
Tutte le sciocchezze che lei ha pubblicato sono tutte delle NON RISPOSTE.
Prodi non aveva alcuna necessità di proteggere  una fonte che volesse restare anonima perché la legge lo permette.
Prodi ha fatto muovere un piattino per compilare tre nomi di paesi dell’Alto Lazio.
Prodi e soltanto Prodi ha detto: ci penso io a dirlo a chi di dovere.
Prodi e soltanto Prodi è andato anziché alla polizia (e avrebbe potuto telefonare immediatamente a tutto il mondo) ma nella sede della Dc per dire a Umberto Cavina quel che era successo.
Prodi e soltanto Prodi ha fatto sì che una operazione di polizia con telegiornali al seguito si scatenasse su Gradoli paese facendo capire a chi stava a via Gradoli a Roma che era ora di tagliare la corda.
L’appartamento di via Gradoli non era stato individuato in precedenza ma faceva parte di una intera zona di Roma esaminata dalla polizia e quell’appartamento non fu visitato come tutti gli altri appartamenti in cui non c’era nessuno, perché non aveva alcuna importanza particolare.
L’appartamento di via Gradoli fu poi scoperto dai pompieri chiamati dai vicini a causa di un’infiltrazione provocata dalla doccia lasciata appositamente aperta dagli occupanti clandestini al preciso scopo di bruciarlo anche pubblicamente affinché nessuno dei clandestini ci tornasse più facendosi arrestare.
I piattini non si muovono.
I fantasmi non esistono e non danno indicazioni e se le danno non le danno sbagliate.
Se Prodi non proteggeva un ragazzotto di Autonomia, che poteva coprire senza problemi, allora perché agì in quel modo macchinoso e metafisico?
Non è naturale, non è banale, non è tediosamente insignificante che un professore universitario di economia svolga una seduta spiritica che non ha mai fatto prima né dopo, che nel corso di questa seduta faccia emergere una parola a tutti sconosciuta perché è il nome di un paesino ignoto e di una via romana nota solo a chi ci abita.
Tutte le elucubrazioni che lei mi ha fatto leggere con citazioni di articoli di giornalisti e gente che parla per sentito dire sono e valgono assolutamente zero di fronte ad una investigazione ufficiale condotta con rigore estremo, tant’è vero che l’opposizione nega le conclusioni ma non ha mai attaccato la trasparenza del metodo.
Lei mi scarica fiumi di chiacchiere e di sentito dire. Io uso i verbali, le deposizioni, i codici attraverso la conoscenza del procuratore Cordova.
Tutte le cose dette da quel signore che firma con uno pseudonimo (immagino)
[Onekenoby, ndr] sono tutte campate per aria, valore oggettivo zero, chiacchiere come mille altre con cui un pubblico ufficiale quale io sono, una figura istituzionale quale io sono, un ramo del Parlamento quale è quello che io presiedo, ci può fare la birra.
Inoltre io ho scaricato qui tutte le conclusioni della Commissione, purtroppo il documento non è passato perché è troppo pesante ma credo che da oggi sarà sul sito del Parlamento a disposizione di tutti
.  [Appena disponibile lo linkeremo, ndr]
Vale per Prodi l’esposto Cordova, reperibile sul sito del Velino
[già linkato da noi qui almeno 2 volte, anzi 3 con questa, ndr] con tutti gli atti d’accusa per cui Prodi ed altri sono davanti al tribunale dei ministri dopo la trasmissione da parte della Procura della Repubblica.
Lei mi deve e deve ai suoi lettori ed ai miei risposte articolate alle mie comunicazioni che non sono articoli di giornale ma conclusioni istituzionali.
Lasci perdere come la pensavo nel 1978: a dispetto suo e di tutti i suoi amici del suo blog io sono uno di quei MILIONI di socialisti italiani che stanno da questa parte insieme a milioni di socialdemocratici, comunisti, repubblicani e radicali.
Infatti bisogna che ve ne facciate una ragione: noi non siamo la DESTRA,  noi siamo perché così ci chiamiamo ed agiamo dei riformisti rivoluzionari, che usano la forza della democrazia per tentare la rivoluzione e io personalmente ho sempre usato come unico strumento di lavoro la verità. Posso aver fatto errori, scritto cose imprecise, ma ho sempre usato solo la verità e sfido chiunque a trovare una sola menzogna nei miei articoli dal 1961 ad oggi, dopo 45 anni di attività.
Lei caro Paradisi è ora che si rimbocchi le maniche e ci faccia vedere che sa fare, oltre a produrre con toni cortesi e rispettosi una disinformazione in cui mi è difficile riconoscere la buona fede. Tra l’altro: non mi piace il fatto che lei abbia due stili, due linguaggi, due maschere, secondo se scrive qui o a casa sua. Io ho una faccia sola. Sarà orrenda, ma non ho ricambi.
Mi aspetto, come sempre, che lei pubblichi integralmente la presente sul suo blog così come io pubblico sempre integralmente tutto quel che lei ci manda.
Buona giornata a tutti e buona campagna elettorale fino alla vittoria.
Paolo Guzzanti

Sull'accusa di avere due linguaggi e due facce, non sono ovviamente d'accordo. Semplicemente nel Gruppo di Discussione del Senatore cerco di argomentare le mie posizioni moderando e ricercando le parole, evitando l'ironia o il "colpo di teatro" che qui, in casa mia, talvolta mi permetto. Evidentemente faccio ciò sia per rispetto sia per non urtare la suscettibilità degli iscritti a quella Mailing List che già vedono la mia presenza in quel luogo, voluta con forza dal Senatore che ringrazio, come un'anomalia irritante. Le mie idee, le mie opinioni, sovente opposte a quelle di Paolo Guzzanti, sono molto chiare e ferme, sia qui, sia altrove. Gabriele

 


 

Pubblichiamo quanto ci scrive Guzzanti. Il testo ci sembra molto interessante e completo. Una sintesi perfetta di quanto abbiamo dibattuto in questi mesi. Il Senatore risponde anche direttamente ad alcuni commenti. Il dibattito (no... il dibattito no....) è avviato. Credo ci sia molto materiale di discussione.

Rispondo  a questa lettera:     
1 – Sì. La commissione ha lavorato egregiamente, oscurata da tutti i media, per primi quelli di Mediaset come Paradisi sa perfettamente benché si eserciti nel sarcasmo più cheap sulla solita balla del tycoon che tutto può nei media, e che invece non può nulla specialmente in casa propria.
2 – Il Kgb smise di arruolare agenti nel Pci dal 1956, quando fu emanata da Mosca una apposita direttiva in proposito.       
3 – Quanto ad infiltrare il Pci, il Kgb ha sempre infiltrato il Pci, come oggi lo Svr di Putin (Sì, Putin: Paradisi adesso può fare il solito numeretto: ma non è tanto amico di Berlusconi?).       
4 – Avendo noi dimostrato definitivamente grazie ai documenti della Procura di Budapest che le Brigate Rosse erano parte integrata e integrante del sistema militare sovietico, abbiamo anche dimostrato che l’attacco armato delle stesse Br fu un attacco alla parte berlingueriana del Pci: l’Italia è stata insanguinata per anni dalla guerra civile interna fra comunisti serial killer agli ordini del kgb e comunisti che cercavano di sottrarsi senza mai avere la forza definitiva di, per usare l’espressione di Scalfari, “passare il guado”.       
5 – Berlinguer doveva essere assassinato ed era sicuro, lui, che il tentativo di farlo fuori fu messo in atto con un falso incidente d’auto in Bulgaria, dove lo aveva costretto ad andare Cossutta.       
6 – Sì, i nomi del vero dossier Mitrokhin sono stati sbianchettati alla fonte: ciò è avvenuto a più riprese fra il 1992, quando il servizio segreto inglese Mi6 distribuisce il materiale Mitrokhin a tutti i Paesi alleati, Italia compresa, e il 1995, 30 marzo, quando viene recapitato al Sismi diretto dal generale Siracusa, da me denunciato alla Procura militare, sotto la responsabilità diretta del Presidente del Consiglio Romano Prodi.       
7 – I nomi che lei fa sono puro pettegolezzo: chiacchiere che girano fin dal primo giorno. Ha uno straccio di prova, di indizio, una traccia? Se ce l’ha, faccia il suo dovere di cittadino e me la dia, altrimenti sono chiacchiere.       
8 – Io personalmente so che non si diventa agenti della Cia vendendo appunti con notizie politiche. Ferrara avrà confidato quel che pensava, ma essere agenti è tutt’altra cosa. Lei parla di Giuliano uomo del Kgb: su quale base?       
9 – La storia di Renato Mieli mi è notissima. La conosco perfettamente e conosco perfettamente gli intellettuali ancora vivi che facevano parte del suo circolo antifascista prima e anticomunista poi. Agente doppio degli inglesi? Può darsi, io non lo so. Lei lo sa? Che cosa sa?       
Vede, è facilissimo compilare una lettera come la sua: ne ho ricevute almeno diecimila così con nomi diversi. Chi ha da dire, dica. Alludere è un gioco troppo facile.
       
La mia commissione è stata sabotata, questo il vero scandalo Mitrokhin, dal clan dei media che conosco perfettamente: sono tutti miei amici, per così dire, li conosco uno ad uno come le mie tasche. A me piace lavorare in modo preciso, chirurgico, esatto. Io non lascio nulla al caso. La mia Commissione non è fallita: ha tolto un mattone alla diga della menzogna e le faccio una facile profezia: fra poco, mesi credo, verrà giù tutto: lo scandalo Mitrokhin è la madre di tutti gli scandali, è alla base della cadutra della prima Repubblica, di Tangentopoli, della nascita di Berlusconi politico, del ribaltone, dell’attuale conflitto tra il fronte degli sbianchettati nel dossier e noi, le persone perbene.     
  
Su via Gradoli e il piattino: il punto è uno solo. Poiché non esistono fantasmi e non esistono piattini semoventi, quella seduta servì a qualcuno per veicolare l’informazione Gradoli. Quel qualcuno la volle corredare con due informazioni collaterali, Bolsena e Viterbo, che sono centri abitati vicini al paese di Gradoli. Erano 12 a quella seduta spiritica, ma evidentemente l’informazione Gradoli era nella disponibilità di una sola persona. E dunque una sola persona guidò il piattino in quel modo. Fu Prodi? Turtto lo lascia ritenere dal momento che lui e soltanto lui si offrì di trasmettere l’informazione, cosa che NON fece SUBITO (come farebbe ogni persona normale che ha avuto una diritta che ritiene attendibile per risolvere un caso che teneva col fiato sospeso il mondo intero e non soltanto l’Italia) e NON fece per via ISTITUZIONALE: non chiamò il  ministro degli Interni Cossiga, che conosceva bene, non chiamò la polizia, i carabinieri, i servizi segreti, non chiamò nessuno. ASPETTO’ e poi, con comodo, in un in un modo deliberatamente casuale, trovandosi di passaggio nella sede della DC, “dropped the name”, lasciò cadere come una bizzarra curiosità questo nome Gradoli, fornendo – ma guarda un po’ - due numeri che corrispondevano al numero civico della strada e all’interno dell’appartamento in cui si riuniva lo stato maggiore dei rapitori e da cui ogni sera, deposero i vicini, si sentiva distintamente una trasmissione Morse. Quindi Prodi disponeva del nome Gradoli (che “il piattino” aveva arricchito con i nomi di Bolsena e Viterbo) e di due numeri.        
Il resto è noto: il rastrellamento della polizia a Gradoli paese, la fuga dei brigatisti da via Gradoli, il cui indirizzo era rivelato come bruciato. Ora, si può discutere se Prodi l’abbia fatto apposta o sia stato un imbecille. Ma sta di fatto che ebbe l’informazione utile per liberare Moro e che l’uso che fece di tale informazione fu tale da impedire,m anziché consentire, la liberazione dell’ostaggio. Per questo io ritengo Prodi corresponsabile dell’omicidio, lasciando sospesa la questione della volontà o dell’imbecillità, che lascio volentieri ai suoi sostenitori.
       
C’è un signore che nel suo blog chiede quanto è costata la mia commissione farsa. Non conosco commissioni farsa del Parlamento della Repubblica e registro da tempo come una triste novità l’atteggiamento antiparlamentare della nuova brillante sinistra. Comunque la mia commissione, in cui hanno lavorato 18 parlamentari di sinistra e una trentina di loro consulenti di sinistra, più tutti quelli di sinistra che ho assunto io come il professor Pons direttore dell’Istituto Gramsci, ha speso meno di un quarto di quello che spese l’inutile commissione stragi che non riuscì a concludere i suoi lavoro e il cui presidente, il senatore Pellegrino diessino, mio caro amico, disgustato dai suoi riunuciò a produrre una sua relazione e scrisse poi un libro intervista che non è un atto parlamentare. Noi lasciamo una relazione approvata dalla Commissione due anni fa sui delitti commessi dal Sismi e dai Presidenti del Consiglio pro tempore, ora all’attenzione del Tribunale dei Ministri.        
C’è poi una relazione del Presidente che reca le firme dei rappresentanti della maggioranza e una serie di documenti allegati per un totale di circa 10.000 pagine, per la maggior parte documenti originali.
       
Questi i risultati finora raggiunti:
     
1. Il dossier fu sbianchettato all’origine, ecco come. Rinviati al Tribunale dei ministri con avviso di garanzia Dini, Prodi e D’Alema. Il dossier originale conteneva tutti i nomi di politici, militari, intellettuali, giornalisti, economisti che facevano parte integrante del governo collaborazionista che avrebbe dovuto seguire l’invasione, così come pianificata dai ministri del Patto di Varsavia: vedi la lettura integrale di tutti i verbali delle riunioni, ora disponibili anche in volume stampato, agli atti della Commisssione.       
2. Le Brigate Rosse erano eterodirette ed integrate nel sistema militare, di intelligence e terroristico comunista sovietico, tedesco e ungherese ed erano totalmente eterodirette, come dimostrano i documenti prodotti, e quellin Allegato i mostrati ma non ancora inoltrati, dalla Procura generale di Budapest.
       
3. Dimostrato il carattere militare, collegato all’invasione pianificata dell’Europa occidentale, sia del rapimento interrogatorio per due mesi e soppressione di Aldo Moro che il tentativo di eliminare con il Papa polacco la causa della indisponibilità della Polonia come nodo cruciale della manovrabilità del patto di Varsavia.       
4. Dimostrato che l’uomo dietro Agca è Antonov che agiva per conto dei sovietici, e che non il Kgb ma il Gru (servizio militare) si occupò dell’attentato, compreso l’addestramento di Agca nello Yemen del Sud, nella disponibvilità della flotta sovietica e del GRU.       
5. Dimostrato che per la strage di Bologna