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L’amica Simona ha scovato nel web due interessantissimi articoli di cui pubblichiamo una traduzione a cui ha contribuito anche l’amico Enrico. Protagonisti sono Boris Volodarskij (coautore con Oleg Gordievskij di un libro sullo spionaggio sovietico in Europa), e la nostra vecchia conoscenza Evgenij Limarev. Purtroppo la stampa ufficiale italiana, tranne l’encomiabile eccezione del Roma, pare essersi del tutto dimenticata del caso Litvinenko-Scaramella. Non così all’estero. Dalla lettura delle due interviste emergono alcuni nuovi spunti di ragionamento. Volevo far solo notare che Volodarsky ha recentemente visitato Scaramella in carcere. Egli ci fa sapere quali sono gli argomenti sui quali viene interrogato e ci da anche un piccolo resoconto del suo stato di salute. Limarev invece, per la prima volta, pur con le abituali piroette, ammette di aver spedito a Scaramella due email il 30 e 31 ottobre. Email che spinsero Scaramella a chiedere appuntamento a Litvinenko.
Buona lettura.
Natalya Golitsyn (London)
6 marzo 2007
VOLEVANO FARLO APPARIRE UN CRIMINALE.
L’investigazione sull’avvelenamento dell’ex ufficiale FSB Aleksandr Litvinenko con la sostanza radioattiva Polonio-210 si è conclusa a Londra alla fine di gennaio. Le risultanze delle indagini sono state consegnate alla procura reale che fornirà i nomi dei sospettati per questo omicidio. Per capire come procedono le cose mi sono messa in contatto con il rappresentante della procura Judie Sedon. Non è possibile sapere molto, ha detto Judie Sedon, perchè la questione è molto complessa ed è attualmente all’esame del giudice speciale assegnato. Nessuno può dire con precisione per quanto tempo si prolungherà questa fase, ed inoltre tutte le informazioni su questa vicenda non sono soggette a divulgazione.
Del caso Litvinenko si sono occupate anche le autorità italiane che continuano ad interrogare il giudice Mario Scaramella recluso in una prigione romana.
Egli è una delle figura principali in questa vicenda. Conosceva bene Litvinenko e si sono incontrati in Londra proprio il giorno del suo avvelenamento. Scaramella lavorava per la “Commissione Mitrokhin” presieduta dal Senatore italiano Paolo Guzzanti. La Commissione si occupava di investigare sull’attività di agenti russi in Italia ed è stata istituita in seguito all’arrivo dell’archivista del KGB Vasily Mitrokhin in occidente.
Lo storico di spionaggio, attualmente residente in Londra e consulente per il film inglese televisivo sull’avvelenamento di Litvinenko, BORIS VOLODARSKY è riuscito a incontrare Scaramella in una prigione italiana.
GLI HO DOMANDATO QUALI ACCUSE TRATTENGONO SCARAMELLA IN PRIGIONE.
In realtà per un lungo periodo a Scaramella non sono state formalizzate accuse. Quando
CHI È QUESTA PERSONA? IN COSA CONSISTE
Dal 2004 Scaramella ha collaborato attivamente con Aleksandr Litvinenko su tutta una serie di argomenti, in particolare, questo lo sappiamo bene adesso, è stato incaricato alla consulenza della Commissione Mitrokhin ed alla raccolta di materiale a cui era interessata
Egli vive in Italia e, per quanto ne so, è sposato con una italiana.
Stando a tutta una serie di informazioni, che Scaramella ottenne da Litvinenko, la consegna illegale di una partita di armi proveniente dalla ex Unione Sovietica era stata pianificata da Talik. Scaramella immediatamente avvisò Guzzanti, presidente della Commissione Mitrokhin, ed informò anche la polizia. La notizia venne comunicata alla polizia di Napoli, si trattava di un mezzo (che avrebbe dovuto portare le armi – RS) che poi è stato rintracciato nel territorio Italiano e sul quale davvero furono rinvenute due granate, parti elettriche ed altri oggetti utili come esplosivi. Le persone fermate alla guida del mezzo vennero arrestate. Questi erano ucraini, credo sei.
Tra l’altro era stato dichiarato che il piano terroristico sarebbe stato organizzato dall’ex capitano DEL KGB Aleksandr Talik. Poichè la polizia non ha trovato riscontri su questo fatto Scarmella è stato accusato di aver calunniato una persona onesta. Per questo Scaramella è stato accusato e si trova in prigione.
QUESTO SIGNIFICA CHE QUESTO ARRESTO NON È COLLEGATO CON
Dal punto di vista delle accuse ufficiali non è collegato in nessun modo. Sono stato in prigione con Mario per più di quaranta minuti. Abbiamo parlato faccia a faccia. Mi ha detto che viene interrogato solo su due argomenti – il suo intero programma di collaborazione con Litvinenko ed il Lavoro della Commissione Mitrokhin. Così il suo arresto è senza dubbio collegato all’omicidio di Aleksandr Litvinenko e quello che Scaramella e Litvinenko hanno raccolto durante le indagini per
COME SPIEGA QUELLO CHE È ACCADUTO A SCARAMELLA?
A cominciare dal 2004 sul territorio italiano si è avviata una operazione del KGB con lo scopo di rimuovere simultaneamente Scaramella e Litvinenko. Litvinenko conobbe Limarev nel 2002. Nel 2004, quando Al cominciò a lavorare per
Oggi sappiamo molto bene che il 30 ottobre (2006 – RS) Limarev ha inviato a Scaramella una e-mail nella quale lo avvertiva che lui ed il Senatore Guzzanti correvano un imminente pericolo. Poi, il 31, il giorno della partenza di Scaramella per Londra (tutti sapevano che sarebbe arrivato a Londra quel giorno perchè Scaramella doveva partecipare ad una conferenza a Londra) inviava una nuova e-mail nella quale avvisava di minacce di pericolo dirette alla vita del Senatore Guzzanti, a Mario Scaramella, a Litvinenko ed a Boris Berezovsky chiedendo di non mostrarle assolutamente ad altri, e specialmente a Berezovsky e a Litvinenko.
Naturalmente questo spinse Scaramella a prendere un appuntamento con Litvinenko appena arrivato a Londra. Questo spiega anche perchè Scaramella durante l’incontro era nervoso ed agitato: aveva dato molta importanza al documento ricevuto. Io posseggo anche un documento in originale ricevuto direttamente dal PC di Scaramella. In questo documento però non ci sono informazioni su Anna Politkovskaya ma contiene dati completamente ingiustificati e chiaramente falsi circa il fatto che certe Forze Speciali dislocate a Napoli stavano preparando un attentato alla vita di quattro persone: Scaramella, Berezovskji, Guzzanti e Litvinenko. Io credo che questo non corrisponda in nessun modo alla realtà. E’ anche menzionata l’organizzazione Onore e Merito (fondata da veterani del servizio diplomatico ed investigativo russo - RS) che allo stesso modo non ha nulla a che vedere con questa vicenda. Tutta questa storia è stata inventata con lo scopo di intimidire Scaramella e dirigerlo verso Litvinenko. Di sicuro l’operazione contro Litvinenko in quel momento era in pieno svolgimento. Avevano bisogno di attirare qualcuno che sviasse l’attenzione da loro e che diventasse il presunto assassino. Infatti proprio nei primi giorni di ospedale anche Litvinenko indicava ripetutamente (all’inizio – RS) che si era visto solo con Scaramella in quel giorno e che lo sospettava del suo avvelenamento.
http://www.svobodanews.ru/Transcript/2007/03/10/20070310145451747.html
Traduzione ( molto poco letterale J ) dal Russo della trascrizione di una intervista concessa a SVOBODANEWS.RU (un’emittente radiofonica Ucraina ) da Vladimir Volodarsky e Limarev.
http://www.svobodanews.ru/default.aspx
Intervista di Dmitriy Volchek
10.03.2007
Programma “Riassunto della Settimana” condotto da Dmitriy Volchek.
Partecipano lo storico dello spionaggio Boris Volodarsky e l’esperto di sicurezza Yevgeny Limarev.
DV: Oggi sul settimanale italiano “Panorama” è apparso l’articolo del Senatore Paolo Guzzanti, presidente della “Commissione Mitrokhin” costituita per investigare la attività del KGB in Italia.
Guzzanti scrive che la scomparsa del giornalista “Ivan Safronov”, l’avvelenamento di Aleksander Litvinenko e l’omicidio del Generale FSB Anatoliy Trofimov nella primavera del 2005 siano anelli della stessa catena, tutti loro uccisi per una notizia compromettente sul primo ministro italiano Romano Prodi. Mario Scaramella, oggi recluso in Italia, era collaboratore del Senatore Guzzanti.
Scaramella si era incontrato con Litvinenko il primo novembre 2006, giorno del suo avvelenamento. Lo storico dello spionaggio Boris Volodarsky si è recentemente incontrato con Mario Scaramella in prigione, descrive a Radio Freedom della sua opinione su questa storia e del ruolo di Scaramella nella vicenda Litvinenko.
BV: Inzia nel
Come oggi sappiamo bene egli inviò a Scaramella due e-mail il 30 ottobre, in queste mail avvertiva di un pericolo imminente a carico di Scaramella e Guzzanti. Poi il 31 ottobre, il giorno di partenza di Scaramella per Londra (tutti sapevano che questa partenza era programmata perchè Scaramella doveva partecipare ad una conferenza a Londra) invia una seconda e-mail nella quale avvertiva che erano in pericolo non solo Scaramella e Guzzanti ma anche Litvinenko e Berezovsky chiedendo di non mostrare in nessun modo questa mail a Berezovsky ma soprattutto a Litvinenko. Naturalmente quindi questo spinse Scaramella a chiamare subito Litvinenko appena arrivato a Londra per fissare un appuntamento. In questo modo si spiega anche l’atteggiamento nervoso ed agitato di Scaramella: era preoccupato per il documento che aveva ricevuto. Ho l’originale del documento direttamente dal PC di Scaramella. In questo documento comunque non ci sono informazioni sulla Politkovskaja ma c’è la completamente ingiustificata e chiaramente falsa informazione che alcuni soldati delle forze speciali erano a Napoli e stavano preparando un attentato a queste quattro persone (Scaramella, Guzzanti, Litvinenko, Berezovsky). Io credo che questo non corrisponda in nessun modo al vero. Era nominata nella mail anche la organizzazione “onore e merito” (inventata) che parimenti intendeva intimidire Scaramella e condurlo verso Litvinenko. Sicuramente la operazione contro Litvinenko era gia in pieno svolgimento. Si voleva portare sul luogo l’uomo che sarebbe stato, probabilmente, indicato come criminale responsabile ed avrebbe distratto l’attenzione da loro.
DV: Boris Volodarsky ci ha parlato dell’esperto di sicurezza residente in Francia Eugenyi Limarev e del suo ruolo nella storia di Scaramella e Litvinenko. Chiedo ad Euvgenji Limarev un commento su quanto asserisce Volodarsky. Euvgenji, Boris Volodarsky sosteine che lei ha dato a Scaramella informazioni deliberatamente fabbricate su attentati preparati dai Servizi Speciali Russi ai danni di Scaramella ed il Senatore Guzzanti. Notizie che alla fine hanno condotto Scaramella a Londra per incontrare Litvineko alla vigilia del suo avvelenamento. Come commenta queste asserzioni?
EL: Bugie assolute, e c’è di più, è menzogna intenzionale. Questo lo sanno bene Scaramella e Guzzanti, con il quale mi sono incontrato ed ho parlato per cinque ore ai primi di gennaio. Per corrispondenza recente che ho avuto con Scaramella posso provare che queste sono impudenti bugie.
DV: Lei è quindi convinto della autenticità delle informazioni che aveva inviato a Scaramella? Quale era la sua fonte?
EL: Lei capisce, ho dato a Scaramella per due anni informazioni come consulente in fasi con lunghe interruzioni. Sono informazioni di vario genere. Le fonti dalle quali provenivano erano considerate da me assolutamente attendibili e si trovano principalmente in Russia perchè io svolgo professionalmente consulenza principalmente nell’ambito di sicurezza e polizia in connessione con la ex USSR (dalla – fino alla?) fine del ’99. Io vivo di questo ed in Francia sono registrato come consulente, faccio fatture e pago le tasse. Questo lo faccio anche adesso indipendentemente da quello che dicono gentiluomini come Volodarskji e Gordievskji.
DV: Ma lei ha accusato queste persone di mentire intenzionalmente. Che motivi potrebbero avere secondo lei?
EL: Per mio grande dispiacere, l’omicidio di Litvinenko e tutte le circostanze connesse, sono divenute l’unico business per un certo gruppo di persone che tentano di dichiararsi specialisti riguardo queste vicende e così poi scrivere libri, diventare consulenti e così via. La mia unica spiegazione è questa.
DV: In questo caso, secondo lei, chi ha ucciso Litvinenko?
EL: Oggi mi appare ovvio che Litvinenko è stato ucciso dalla Russia, le tracce conducono in Russia. Secondariamente è stato ucciso da gruppi Spetsnaz, solo loro sarebbero stati in grado di ottenere una sostanza come il Polonio. Ho una idea anche più precisa su chi potrebbe essere stato, da dove sono partiti gli ordini politici. Per adesso però non voglio parlare di questo perchè ancora non sono finite le indagini. Ma l’ultima cosa, quella più o meno ovvia, percui io non mi nascondo e parlo liberamente è che io sono personalmente convinto che Putin non ha dato l’ordine di uccidere Litvinenko. Questo certo non piacerà a persone come Guzzanti, Scaramella, Volodarsky o Gordievsky, che difendono in ogni modo la loro tesi che Putin è l’assassino. Questo la maggior differenza tra me e loro.
DV: Lei ha prove per dichiarare che Putin non è responsabile?
EL: Non ho prove in linea diretta, sono considerazioni generali, quello che mi dicono le mie fonti e gli analisti. Di nuovo, lo sottolineo: io dico che questo è la pura verità ed è la mia personale opinione basata su quello che le ho già detto.
DV: Prima ha menzionato l’organizzazione di veterani “Onore e Merito” che sembrerebbe aver partecipato all’assassinio di Litvinenko. Anche adesso lei difende questa versione?
EL: non ho mai detto a nessuno e nemmeno asserito che all’avvelenamento di Litvinenko abbia partecipato questa organizzazione. Originariamente questa organizzazione era stata menzionata, sig. Velichko, nelle “famose” note analitiche che Scaramella ha diffuso, quelle stesse che ha portato a Litvinenko. Poi Litvinenko è stato ucciso e tutti hanno gridato che Litvinenko è stato ucciso per via di quegli appunti. E poi hanno detto che c’era una lista di obbiettivi. Non è nulla tutto questo, queste note furono date da Scaramella ai mass-media estratte da un contesto del tutto forzato. Se queste notizie poi dovessero essere recuperate emergerebbe che questa organizzazione “Onore e Merito” era menzionata soltanto nel piano relativo all’annientamento di Scaramella e Guzzanti nel territorio Italiano. Non riguardavano Litvinenko o la realizzazione di azioni contro Litvinenko sul territorio Britannico. Questa è una invenzione ed una interpretazione che vorrebbe apparire investigazione, tra virgolette o no.
DV: Ma lei ha scritto a Mario Scaramella a fine ottobre che certe persone delle forse speciali dislocate in Italia stavano preparando un attentato alla vita di Guzzanti, di Litvinenko ed io Berezovskji?
EL: Il problema è che quelle informazioni, che mi erano arrivate dalle mie fonti in Russia le avevo trasmesse a Scaramella. Sì, giusto.
DV: E precisamente quando queste informazioni Scaramella ha contattato Litvinenko e si è incontrato con lui quel giorno preciso, il giorno dell’avvelenamento.
EL : Su questo punto, lei capirà, io non posso dire nulla perchè io non sapevo quando Scaramella sarebbe arrivato, che avrebbe mostrato i documenti a Litvinenko, che ne avesse mostrato una parte, come poi le ha interpretate, se sono state cambiate, non ne so nulla. A giudicare dai fatti, da quello che è stato diffuso alle masse dai media so con certezza che: le mie note sono state manipolate e che i punti più importanti, cioè quelli che riguardavano Scaramella ed il Senatore erano stati eliminati.
DV: Sono state manomesse da chi? A che scopo?
EL: ??? come posso saperlo? Giudicando l’insieme dei fatti penso Scaramella. Perchè Scaramella, a giudicare dai fatti, ha cercato di sfruttare l’omicidio di Litvinenko per i suoi scopi politici mercenari. Ha cercato di diventare una vittima, lui con Litvinenko.
DV: Ma signor Limarev, lei stesso in dicembre ha dichiarato che temeva per la sua vita.
EL: Certo. Per quanto riguarda me c’erano dei motivi. Gli stessi di Litvinenko perchè anche io mi considero un potenziale, minimo, oggetto di attenzioni da un lato della stessa (gebistiskikn-mafiosa ??) russa di cui è stato vittima Litvinenko e dall’altro, vede, quello che è accaduto in Italia attorno Scaramella, vede, potrebbe far arrivare pericolo a me dalla cerchia mafiosa, per esempio, dislocata in Italia. In Italia il 17 novembre mi hanno derubato nel centro di Roma, mi hanno rubato documenti, denaro, equipaggiamento (foto e video). Il giorno dopo, il 18, Scaramella interruppe i contatti con me e dopo molti giorni inaspettatamente ha cominciato a nominarmi come fonte principale a tutti i media dicendo che ero l’autore delle famose note che furono consegnate a Litvinenko il primo novembre. Dopo questo io mi sono reso conto che in Italia mi si voleva screditare. Quando ero in Italia, hanno cercato di forzare la mia casa in Francia e pentrarla. Dopo il mio ritorno in Francia mi sono arrivate lettere di minacce ed alcune persone giravano attorno casa mia. Su qesti fatti ho mandato tre segnalazioni alle autorità francesi ed italiane e stanno conducendo una indagine su questo.

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