

A no-global season…
Una stagione all’inferno… Illuminazioni…
(I° puntata)
dalla manifestazione contro la guerra: “Distendiamoci per terra”, Bologna 26 Settembre 2001 (Photos by Corto)











Shhh!

E va bene. L’avete capito. Io amo i Peanuts. Non c’è dubbio.
Amo la primavera; le colline dolci della romagna-toscana. Amo l’indolente provincia che vi cresce intorno. Col Mare (maiuscolo) lì vicino. (…sempre il mare, uomo libero, amerai…)
Amo Charlie Brown ma anche Mafalda (un bacio di nascosto…), Zagor Te Nai, Corto Maltese e altri meravigliosi compagni di mente… di quegli anni “formidabili”.
Amo l’adolescenza. Perchè ho avuto la fortuna di viverne una serena e piena di emozioni. E di questo io non posso che ringraziare d-o.
Ma è inutile menare il can per l’aia…
Ci ho provato, è vero… per allentare la tensione, per ritornare a parlare di altro… Ho ricevuto anche un sincero, amicale, tenero consiglio da un’amica in tal senso…
Ci ho provato insomma. Ma credo sia inutile…
Nessun commento sulle “noccioline” dopo un giorno è sintomatico. Devo prenderne atto.
Questo blog ha assunto ormai una fisionomia specifica. È la sua peculiarità. Contemporaneamente è la sua grandezza ed il suo limite.
Forse questo blog addirittura morirà su questa storia. Ma non sarà stato comunque invano.
Questo spazio di rete è diventato un luogo (LIBERO!) di discussione e di ricerca su una determinata vicenda ed è inutile, oltre che stupido, girarci intorno.
Quindi ho deciso di riportare d’autorità la discussione OT (On Topic)…
Sarebbe necessaria, forse indispensabile, una mia presenza più continua, lo sò. Non mi è possibile, ahimè. Ma qualche colpo di timone ogni tanto credo sia opportuno darlo…
Un amico (un acuto “bretone”…) ha postato giusto ieri un’agenzia ANSA che io trovo sconvolgente.
Recentemente con un amico, diciamo così…“sismico”, abbiamo provato quasi per gioco a riportare in superficie alcuni documenti e prove (edite… nulla di segreto dunque), che per qualche ragione però erano rimaste sepolte sotto numerosi strati di polvere e di oblio.
Come mai ciò era accaduto ci siamo chiesti? Non saprei…
Forse però, potrei azzardare, per la stessa ragione per cui anche quell’agenzia riportata ieri da Francois è stata completamente ignorata dai media… Perché così a me risulta…
Io non ne ho trovato traccia in nessun quotidiano. Se qualcuno mi può smentire ne sarei sinceramente felice…
Ora quello che vorrei far capire è che non sono qui a sostenere che una dichiarazione “celata”, una testimonianza “insabbiata” sono necessariamente “la Verità”. Credo però che ci siano sistemi intellettualmente rispettabili e razionali per dimostrarne l’eventuale inconsistenza.
Come mi piacerebbe vedere un politico, un giornalista, un addetto ai lavori insomma prendere per le corna il problema, strofinarsi il corpo con olii e unguenti, impugnare la spada ed affrontare la realtà con energia ma soprattutto con dignità…
Sergio De Gregorio (a pelle non lo adoro…), ha detto forse una enorme falsità? Ebbene che qualcuno, per favore, lo smentisca. Subito. Lo faccia con forza.
Qualsiasi omissione mi inquieta. Perché, mi domando, si evita persino di citare le sue parole?
Il silenzio altezzoso, sprezzante, indisponente a me (mi) riempie di tristezza e di amarezza.
Mi va via anche la voglia di leggermi qualche striscia degli anni ’70 con Piperita Patty, Marcie e Charlie Brown al campeggio…
anche se oggi, mio figlio diciassettenne, è proprio in un campeggio in Costa Dorada con tre compagne/i di liceo… a tirar tardi e a lumare le pupe…
Le noccioline sono buone
(‘70 storie: la settima)
Memoria di Corto


In mezzo ci sono altre 3.128 strisce. In media cioè 313 all’anno.
Un numero “aureo” sempre ripetuto da Schulz, tranne nel 1976 quando ne produsse ben 314 (forse una svista?) e nel 1978, quando ne realizzò 312 (forse per rimettere le cose in ordine?).
3.130 piccoli, delicati momenti da rivivere con sottile immenso piacere.
Ogniqualvolta si vuole… In tal senso consigliamo l’ottima raccolta edita da Baldini & Castoldi “Il grande libro dei peanuts - tutte le strisce degli anni '
A sgranocchiare quelle “noccioline”, a passare in rassegna quelle “personcine”, si continua a provare una gioia intima particolare. O almeno per me è così.
Noi quelle strisce le leggevamo su Linus, ma anche negli appositi diari scolastici che tenevamo stretti insieme ai quaderni e ai libri in poveri e grezzi elastici, lontani e improbabili progenitori dei raffinati zainetti tecnologici dei nostri figli.
Oggi a rileggere quelle storielle così lievi eppure profonde, riusciamo persino ad assaporare per intero anche il mistero di nomi e di cose che allora forse ci sfuggiva.
Penso, tanto per dire, alla magia di JOE SHLABOTNIK… o alla meraviglia che ci coglie ad immaginarci Piperita Patty (Peppermint Patty - Patricia Reichardt - 1966) o Lucy (Lucy Van Pelt - 1952), intente ad un’accesa partita di HA! HA! HERMAN…
E che dire poi di quegli animali selvaggi che vivono nei burroni… i BURROPARDI, appunto?
Parafrasando il vecchio Francesco da Pavana, per me allora Charlie Brown (1950) ed il suo ristretto rassicurante universo, erano l’America… Provincia dolce… Mondo di pace…
Nelle nostre camerette liceali, assolate a primavera, un poster di Snoopy (1950) era quasi d’obbligo.
Nei vialetti residenziali, ritrovo delle nostre “compagnie”, un librettino tascabile col bracchetto aviatore, dava un tocco di poesia al nostro impegno.
È risaputo, ma val la pena riportarlo, come Umberto Eco presentò nel 1963 Schulz e la sua opera:
“E' un poeta.
Quando dico poeta lo dico per fare arrabbiare qualcuno. Gli umanisti di professione, che non leggono i fumetti; e coloro che accusano di snobismo gli intellettuali che fingerebbero di amare i fumetti.
Ma sia bene inteso: se poesia vuol dire capacità di portare tenerezza, pietà, cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse più di che pasta sian fatte le cose, allora Schulz è un poeta.
Se poesia è individuare caratteri tipici in circostanze tipiche, Schulz è un poeta.
Se poesia è far scaturire da eventi di ogni giorno, che siamo abituati ad identificare con la superficie delle cose, una rivelazione che delle cose ci faccia toccare il fondo, allora, una volta ogni tanto, Schulz è un poeta.
E se poesia fosse soltanto trovare un attimo privilegiato e su di quello improvvisare in una avventura ininterrotta di variazioni infinitesime, così che dall'incontro altrimenti meccanico di due o tre elementi possa scaturire un universo sempre nuovo, cantato senza pause, ebbene anche in questo caso Schulz è un poeta.
Più di tanti altri”.
Ricordiamo brevemente cosa avvenne nel mondo dei Peanuts, e chi vi nacque, durante il decennio ’70:
1970 - La coperta di sicurezza di Linus viene inclusa, come definizione nel Webster's Dictionary.
1970 - L'11 giugno Snoopy esordisce come tennista di fama mondiale.
1971 - Il 20 luglio Marcie chiama per la prima volta "CAPO" Piperita Patty.
1973 - La CBS trasmette un nuovo speciale animato, intitolato "Un giorno del Ringraziamento di Charlie Brown". Come il primo vince un Emmy Award.
1973 - Il 18 gennaio Piperita Patty prende la sua prima insufficienza a scuola.
1973 - Il 26 marzo Replica (Rerun) debutta tra i Peanuts.
1974 - Il 21 gennaio Replica (Rerun) rischia per la prima volta la vita sul seggiolino della biciletta di sua mamma.
1975 - Il 13 aprile debutta Spike.
1977 - Il 27 gennaio Sally per la prima volta chiama Linus "Il mio dolce Babboo".
1978 - L'International Pavillion of Humor di Montreal nomina Charles M. Schulz "cartoonist dell'anno".
1979 - Il 28 giugno l'asso della prima guerra mondiale (Snoopy) per la prima volta si intrattiene con la "cute little French girl" (Marcie).
Fiocchi rosa e azzurri:
Thibault - 1970
Replica - 1973
Loretta - 1974
Spike - 1975
Belle - 1976
Floyd - 1976
Ruby, Austin, Leland e Milo - 1977
Eudora – 1978
“I Peanuts hanno conquistato il mondo grazie all'universalità dell'infanzia la divina età, insieme fragile e megalomane, in cui l'uomo non ha mai secondi fini, essendo troppo urgente il primo: quello di esistere e di essere felici… Charles Schulz ha avuto una parte importante nella formazione culturale e politica di due generazioni almeno quella che cresceva e formava le proprie idee tra gli anni '60 e '
I figli del vento
(a Sparky)
(2000)
quasi ad ogni angolo
ad ogni aiuola felix della mia provincia,
ogni volta che ritorno
nel sole caldo delle mie primavere.
Quando m’aspetto d’incontrarLi
che scendono tutti in fila indiana
dal glaciale Minnesota,
dai loro mille laghi
con le facce tonde
coi loro capelli radi.
E m’aspetto di vederLi dalle mie magliette corte a righe
nelle sere tranquille che m’hanno segnato la vita
pedalando per vialetti malinconici
E m’aspetto di vederLi
da una finestra piena di musica
su uno sfondo di colline.
Scenderanno di sicuro
ed io li aspettero’ su una montagnola di terra
con gli amici e i guantoni di sempre
li aspettero’ per l’eterno
per ricominciare
ogniqualvolta si vuole,
ricominciare
ancora tutto daccapo:
“Well,… good ol’ ... Yes, sir!...”