Il caso Litvinenko-Scaramella

Aggiornamento del 2 marzo 2007
Abbiamo ricevuto dall'Avv. Rastrelli il seguente chiarimento che pubblichiamo:
Il primo novembre 2006 Alexander Litvinenko, ex agente del KGB riparato in Gran Bretagna, incontra alcuni connazionali (anche loro ex agenti e ora uomini d’affari) al Millenium Hotel di Londra. Successivamente incontra ad un Sushi Bar di Piccadilly Circus l’avvocato e giudice onorario napoletano Mario Scaramella, già consulente della “Commissione parlamentare d’inchiesta concernente il dossier Mitrokhin e l’attività d’intelligence italiana” presieduta dal 2002 al 2006 dal Senatore Paolo Guzzanti.
Scaramella si trova a Londra per partecipare alla sessione annuale dell’Imo (International Maritime Organization, un'agenzia dell'Onu). Il 30 e il 31 ottobre aveva ricevuto dal suo contatto Evgenij Limarev, ambiguo personaggio agente-consulente figlio di un generale del Svr, il controspionaggio militare russo, due email dal contenuto inquietante.
In quei messaggi si segnalava che da Mosca era partito un ordine, destinato ad agenti segreti, di “usare la forza” contro un certo numero di persone fra le quali il magnate e tycoon strenuo nemico di Putin Boris Berezovskiy, la giornalista Anna Politkovskaya (in realtà all’epoca già assassinata), il ceceno Ahmet Zakaev, lo stesso Limarev, Alexander Litvinenko ma anche Mario Scaramella e Paolo Guzzanti.
Il Col. Gordiewskij possiede una copia di questi messaggi, ed è egli stesso ad avere citato questi nomi in un’intervista alla Moskovsky Komsomolets.
Scaramella aveva dunque chiesto di incontrare Litvinenko per sottoporgli quei messaggi. L’ex agente, pur facendosene copia, reputò quella segnalazione “pure shit” tranquillizzando l’amico italiano che rese partecipe telefonicamente del suo sollievo anche il Sen. Guzzanti.
Poche ore dopo quell’incontro Alexander Litvinenko accusò i primi sintomi di un avvelenamento che lo porterà ad una lenta e terribile morte il 23 novembre. Il fatto di aver incontrato Scaramella e di essersi assentato dal tavolo per fotocopiare i documenti fece credere inizialmente a Litvinenko che il suo avvelenatore fosse lo stesso Scaramella.
In principio si pensò ad un avvelenamento da Tallio per scoprire poi una causa molto più impressionante: Polonio 210. Un radioisotopo costosissimo e raro a disposizione solo di organizzazioni strutturate come possono essere i servizi segreti.
Mario Scaramella venne preso in consegna dalle autorità inglesi per accertamenti sulla sua contaminazione da Polonio, e per ottenere chiarimenti in merito ai suoi rapporti con Litvinenko. A seguito della sua collaborazione, uscito totalmente scagionato da ogni sospetto, Scaramella ottenne un attestato di stima da parte di Scotland Yard.
Tre giorni dopo la morte di Alexander Litvinenko, in Italia si scatenò una ferocissima e mirata campagna di stampa, guidata dal quotidiano La Repubblica, nei confronti di Mario Scaramella e di Paolo Guzzanti. Nel giro di due settimane, dal 26 novembre al 9 dicembre, vennero pubblicate 5 interviste chiave che dimostravano come la Commissione Mitrokhin, su espressa volontà del suo Presidente, avesse operato al fine di raccogliere prove ai danni di Romano Prodi (candidato dell’Unione alle politiche dell’aprile 2006) e della sinistra in genere.
Le prime 3 interviste, pubblicate il 26 e 27 novembre 2006, ad Evgenij Limarev (1) (2) e ad Alexsander Litvinenko (3) erano in realtà state raccolte dai giornalisti Carlo Bonini e Giuseppe D’Avanzo tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo del 2005. Pur se il loro contenuto era dirompente esse restarono nei cassetti per ben 21 mesi. Il 7 dicembre fu la volta dell’ex colonnello Oleg Gordievskij (4) a rilasciare intervista, ed infine il 9 dicembre venne pubblicata una testimonianza dello scrittore dissidente Vladimir Bukovskji (5).
Carlo Bonini da noi contattato specificò che di tali interviste non esisteva registrazione alcuna. Né di quelle a Limarev e all’ormai scomparso Litvinenko, ma nemmeno di quelle effettuate a Gordievskij e a Bukovskij.
Parallelamente a queste 5 interviste gran parte della stampa italiana si dedicò a indagare sulla vita e sul curriculum professionale di Mario Scaramella. Lo speciale più completo in tal senso è sicuramente l’articolo in due puntate di Claudio Gatti pubblicato sul Sole 24 Ore (1) (2) il 10 e 11 gennaio. A onor di cronaca a questo lungo articolo fece seguito la protesta del Dott. Matassa (consulente della Mitrokhin) e la controreplica del giornalista del Sole. Sul Corriere intanto il 30 novembre vennero pubblicate alcune intercettazioni telefoniche di colloqui intercorsi tra lo Scaramella e il Senatore Guzzanti.
Nelle due interviste a Limarev pubblicate da Repubblica il 26 e 27 novembre, emergeva un quadro inquietante dei lavori della Commissione. Limarev infatti sosteneva di avere incontrato il senatore Guzzanti in persona in strutture segrete della Polizia Italiana e dei Servizi e che dal senatore e dallo Scaramella era stato spinto a produrre informazioni su un rilevante numero di esponenti politici del centro sinistra e di loro presunti rapporti con i servizi russi. Tali affermazioni spinsero il Ministro degli Interni italiano, Giuliano Amato, a dar corso ad un’inchiesta ministeriale per stabilire la veridicità di questi fatti, inchiesta che ha stabilito trattarsi di dichiarazioni completamente false.
Lo stesso Limarev, la prima volta al settimanale L’Espresso, dichiarò di aver in realtà incontrato non il vero Paolo Guzzanti ma un suo “sosia perfetto”.
Alexander Litvinenko ovviamente non era più in grado di smentire alcunché. Mentre da noi contattati direttamente sia Oleg Gordievskij sia Vladimir Bukovskij ci confermarono che anche le loro interviste erano vere e proprie manipolazioni e fabbricazioni. [A onor del vero va segnalato che Oleg Gordievskij rilasciò in quei giorni anche un'intervista a "La Storia siamo noi", la trasmissione televisiva di Gianni Minoli, in cui egli sembra ripetere alcuni contenuti già espressi a Bonini. In tale intervista non è possibile comunque ascoltare le domande rivoltegli da Federica Cellini e da Marco Melega, ma solo sue dichiarazioni estrapolate].
Di queste smentite non v’è traccia alcuna nè su La Repubblica nè su nessun altro quotidiano, anche se, ad esempio, Bukovskij indirizzò proprio a Carlo Bonini il 9 febbraio la sua vibrata protesta.
Il Senatore Paolo Guzzanti inoltre i primi giorni di gennaio intraprese un viaggio che lo portò prima in Francia e poi in Inghilterra, sulle tracce di Evgenij Limarev e di Oleg Gordievskij dai quali ottenne interviste registrate che smontano ulteriormente le pubblicazioni di Repubblica.
Torniamo a Mario Scaramella e alle sue attività in Commissione Mitrokhin.
Egli era stato incaricato, dalla Commissione Parlamentare, nel dicembre 2003 con delibera unanime del Consiglio, “di acquisire documenti presso istituzioni e organismi di Paesi occidentali e dell’ex Unione Sovietica riguardanti presunte relazioni tra PCUS, KGB e altre agenzie di esplorazione estera e organizzazioni italiane terroristiche, nonché di individuare i tratti salienti che hanno caratterizzato l’azione del KGB in Italia”.
Scaramella ebbe tale incarico anche in virtù delle sue personali conoscenze di personalità di rilievo dell’ex Unione Sovietica, compresi tutti i personaggi che abbiamo qui già citato.
Nel corso delle indagini svolte per il suo mandato, Scaramella venne a conoscenza intorno alla fine del 2004, dal Col. Litvinenko, presente il Col. Gordievskij, di presunti rapporti col KGB dell’attuale Primo Ministro italiano Romano Prodi, e ne aveva informato
Gordievskij ricorda così in un’intervista quell’evento: "Ricordo il bar di un elegante hotel di Regent Street, un magnifico calice di vino rosso e Aleksandr che, alla mia presenza, racconta a Scaramella una confidenza ricevuta, a suo dire, a Mosca, e prima di fuggire a Londra, da quello che allora era il suo vicedirettore al Fsb, Anatolij Trofimov [ucciso qualche mese dopo, in aprile, a colpi di mitra a Mosca insieme alla moglie]. Ricordo ancora le parole di Aleksandr. Disse: 'Quando confidai a Trofimov la mia idea di lasciare Mosca e riparare in Italia, il generale mi mise in guardia. Mi disse: stai attento, perché in Italia ci sono molti ex uomini del Kgb. Persino Prodi è un nostro uomo'".
Alexander Litvinenko in un’altra occasione (Scaramella assente), in presenza di Vladimir Bukovskij e del deputato inglese Gerard Batten, aveva riportato quel fatto.
Tant’è vero che il deputato europeo relazionò di quell’incontro al Parlamento di Strasburgo il 3 aprile 2006, riferendo che Alexander Litvinenko gli aveva raccontato quel che il generale Trofimov aveva detto prima di essere assassinato. E cioè che “Romano Prodi is our man there”, chiedendo l’apertura di un’inchiesta nei confronti dell’ex presidente della Commissione Europea.
Il 2 gennaio scorso, Bukowskij scrive ad un giornale italiano le seguenti parole: “This is exactly what happened: Litvinenko said to Gerard Batten exactly This words in my presence. Both Mr. Batten and I are prepared to testify to This effect at any court in any country. My question is: why Mr. Prodi has waited until the death of Litvinenko before he disputed this information? There was 6 months between April and November to dispute it, or to sue Mr. Litvinenko in a British or an Italian court.” (questo è esattamente quanto è accaduto: Litvinenko ha detto esattamente a Gerard Batten queste parole in mia presenza. Sia Io che il sig. Batten siamo pronti a testimoniare su di ciò in qualsiasi tribunale in qualunque paese. La mia domanda è: perchè il sig. Prodi ha atteso sino alla morte di Litvinenko prima di contestare queste informazioni? C'erano 6 mesi, fra aprile e novembre, per contestare, o per citare il sig. Litvinenko in una corte britannica o italiana.)
Il 3 febbraio 2006, il Col. Litvinenko rilasciò una dichiarazione video in presenza del consulente Mario Scaramella, dove testimoniava esclusivamente quanto era venuto a sapere su Romano Prodi dal suo generale Trofimov, prima di trasferirsi in Gran Bretagna, il 1° novembre 2000.
Il DVD contenente questa testimonianza viene consegnato da Scaramella, nella mani del Presidente della Commissione Paolo Guzzanti che decide di archiviarlo ponendo sul video il segreto di stato, ritenendo che, poiché la fonte primaria dell’informazione, il Gen. Trofimov, era stato assassinato nell'aprile 2005, non sarebbe stata accettabile una testimonianza che non poteva essere confermata dalla fonte principale. La Commissione terminò i lavori nell’aprile 2006 con la fine della legislatura. Da quel momento fino alla morte di Litvinenko non si sentirà più parlare di Mitrokhin, tanto meno di quel video.
Il 22 gennaio 2007 però, l’emittente Britannica ITV trasmette a sorpresa il video integralmente.
Un passo indietro.
Nell’autunno del 2005 Scaramella viene informato da Alexander Litvinenko, che citava fonti russe con lui in stretti rapporti e da lui stesso ritenute affidabili, della preparazione di un attentato con armi da guerra avente l’obbiettivo di eliminare sia lo stesso Scaramella sia il presidente della Commissione d’inchiesta Mitrokhin Paolo Guzzanti.
Litvinenko riuscì anche a fornire dettagli specifici sulle modalità di introduzione in Italia delle armi (granate da guerra), che avrebbero viaggiato su un furgone partito dall’Ucraina, mimetizzate in una bibbia truccata.
Mario Scaramella il 14 ottobre 2004 si presentò ad un Commissariato di Polizia in Napoli ed espose i seguenti fatti:
«Sono in rapporti con Aleksandr Litvinenko, colonnello Fsb attualmente a Londra, con Euvgenij Limarev, del Svr, attualmente in Francia, e con ex personale dell´ambasciata ucraina a Roma (…) Sono venuto a conoscenza che un ex ufficiale del Kgb, Aleksandr Talik, unitamente a tale Krok Sena, sono coinvolti in un progetto di aggressione che riguarderebbe la mia persona o più probabilmente esponenti del mio ufficio e impiegherebbe armi non convenzionali, in arrivo in queste ore sul territorio italiano provenienti dall´Ucraina. Nell´impossibilità di poter verificare personalmente i fatti, ho informato riservatamente il presidente della commissione Mitrokhin Paolo Guzzanti, che ritengo potenzialmente minacciato. Specifico che le stesse fonti hanno già riferito ai carabinieri di Avellino, un anno fa, della concreta minaccia per la mia persona e le persone con cui lavoro collegata a un´operazione di intelligence dei servizi speciali russi ed ucraini. Minaccia di cui mi parlò Euvgenij Limarev»…«L´armamento di guerra in arrivo in Italia serve a un attentato voluto dai servizi di sicurezza russi ed ucraini per minacciare il presidente della commissione Mitrokhin e il sottoscritto. Il colonnello LITVINENKO mi ha specificato che gli esecutori sarebbero "mafiosi ucraini legati ai servizi di quei Paesi e tramite questi collegati al terrorismo islamico in Italia, facente capo al movimento Al Qaida"».
Gli stessi fatti, secondo
In seguito a tali informazioni comunicate alla polizia, come si legge oggi nell’ordinanza di arresto di Mario Scaramella inviataci dal suo legale Avv. Rastrelli “veniva effettivamente individuato in data 16 Ottobre in località Mosciano S. Angelo un furgone che trasportava tra l’altro due granate da lancio Vog 25 P cal.
Il processo a carico di questi cittadini ucraini responsabili del trasporto in Italia delle armi da guerra, è oggi in corso al Tribunale Italiano di Teramo.
Parallelamente alle iniziative degli organi d’informazione italiani sul caso Scaramella che abbiamo ricordato, il 1° dicembre viene ufficializzata l’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma contro Mario Scaramella, ed entro pochi giorni viene spiccato il mandato di arresto.
La motivazione della richiesta di arresto, è il reato di calunnia. Infatti i giudici romani accusano Scaramella di avere calunniato l’ex spia sovietica Aleksandr Talik, avendolo indicato alla polizia di Napoli come “coinvolto” nel trasporto delle armi dall’Ucraina e nella preparazione dell’attentato ai suoi danni, così come era stato indicato da Alexander Litvinenko.
Il mandato di arresto viene eseguito, con grande evidenza mediatica, soltanto il 24 dicembre quando Scaramella arriva all’aereoporto di Roma di ritorno da Londra.
Nei giorni successivi, molti giornali italiani indicarono quale causa dell’arresto il reato di “traffico d’armi”, ma questa notizia risultò poi falsa. La ragione dell’arresto è esclusivamente il reato di calunnia contro Alekandr Talik come testimoniato dall’ordinanza già citata e inviataci dal legale di Scaramella Avv. Rastrelli.
Oggi, 27 febbraio 2007, sono esattamente 65 giorni che Mario Scaramella n° 23.4.1970, Regina Coeli, Via della Lungara 28 – 00165 Roma, è detenuto in isolamento in custodia cautelare.
categoria:russia, servizi segreti, mitrokhin, guzzanti paolo, bonini carlo, litvinenko













