L’ultimo autoritratto di Limarev

Ieri sera Evgenij Limarev ci ha scritto gentilmente una email rispondendo ad alcune domande che gli avevamo posto lo scorso 11 gennaio.
Di fatto, come vedremo, non ci sono grosse novità rispetto a quanto già emerso, nemmeno nel pezzo che egli ha dedicato sul suo blog (inviandoci il link), all’intervista che Repubblica pubblicò lo scorso 26 novembre 2006. Intervista che, realizzata da Bonini e D’Avanzo nel febbraio 2005, accusava pesantemente il Senatore Guzzanti.
Per la verità però, come sempre, ci sono alcuni piccoli dettagli sui quali crediamo valga la pena di meditare.
Primo dettaglio.
L’11 gennaio Bonini & D’Avanzo pubblicano un articolo in cui tra le altre cose affermano “Repubblica viene accusata di aver utilizzato come fonti degli scandali Nigergate e Abu Omar, Agathe Duparc (corrispondente da Ginevra di "Le Monde") e Vladimir Ivanidze (giornalista russo free-lance che ha lavorato al periodico svizzero "Hebdo") e di aver addirittura cominciato a raccogliere alla fine di giugno 2006 (quindi, prima che Litivinenko fosse avvelenato con il polonio a Londra) informazioni su Mario Scaramella e Paolo Guzzanti (le due circostanze sono entrambe false)”.
Su questa circostanza abbiamo cercato di sapere dai diretti interessati qualcosa di più già il 12 gennaio scorso. Purtroppo né Bonini, né D’Avanzo, contattati singolarmente, ci hanno mai risposto.
Vediamo cosa ci dice adesso Limarev direttamente nel suo blog:
“Bonini & D’Avanzo were very much interested, especially in huge political implications of this dossier, and offered me to publicly denounce informal activities of several participants of the “Mitrokhin commission”(including its chief senator Paolo Guzzanti) known to me – with overall and full support of La Repubblica. I firmly refused it motivating with my shaky foreigner’s status in the West, big risk for me (referring to their statements signed before – as described in article 4 above) and lack of wish to get involved into any kind of political fuss”.
E ancora:
“But from the very beginning of our meetings in February 2005 Bonini & D’Avanzo were much more interested to investigate and make public information about senator Guzzanti and undercover activities of “Mitrokhin commission” than on Scaramella – that was very clear for me, and the reasons why are obvious by themselves”.
Secondo dettaglio (da verificare… c’è a nostro avviso qualche elemento cronologico che non torna…)
Limarev sostiene di essere stato contattato telefonicamente da Bonini il 21 novembre, chiedendo di commentare il coinvolgimento nel caso Litvinenko operato nei suoi confronti dalle dichiarazioni pubbliche di Scaramella e Guzzanti. Esattamente egli scrive:
“Bonini contacted me by mobile on November 21 and asked for my comments on Mario declarations in the mass media about Litvinenko / polonium case and my “involvement” exposed (for the 1st time) by Scaramella – but I refused and confirmed to him that (as always) I would not seek to appear in the mass media (again referring to the a.m. article 4). Carlo re-contacted me in the evening of November 22, 2006 (at 18.51, our telecom lasted 3minutes 54 seconds) and told me that Scaramella and Guzzanti started to mention my name publicly as source for those famous e-mails shown to Litvinenko, as well as for the “Mitrokhin commission”. Carlo asked about my reaction and I said I was stupefied and furious about that. Carlo again repeatedly phoned me on November 24-25, I gave him my brief negative comments on Scaramella’s public references to me. I was persuaded by Carlo when he told me that it’s better to explain myself with mass media whom I trust (meaning La Repubblica) about my relations with Mario and Litvinenko - as soon as I was already (and often improperly) mentioned in all world mass media as “personage” in the scandal with Litvinenko (who died on November 23). So I met Bonini & D’Avanzo in
La domanda è: prima di quel 21 novembre dove s’era mai parlato di Limarev?
Detto questo. Analizzeremo di seguito tutto quanto ha scritto e pubblicato ieri Evgenij Limarev.
A nostro avviso egli, come ha già ampiamente dimostrato nelle settimane scorse, si mantiene in precario equilibrio per non scontentare nessuno dei suoi interlocutori. Sicuramente non risparmia Mario Scaramella, l’unico che non può ribattere in questo momento, ma nei confronti di Repubblica e di Guzzanti sembra dare un colpo all’una e un colpo all’altro.
A testimonianza di questa ambiguità del personaggio, facciamo notare alcuni particolari.
Nel febbraio 2005 incontra per 3 giorni i giornalisti di Repubblica e spara a zero contro Mario Scaramella. Il terzo giorno incontra Mario Scaramella e gli dice di aver incontrato Bonini e D’Avanzo. Gli avrà anche raccontato i particolari che lo riguardavano che egli ha raccontato ai due giornalisti?
Senza dimenticare che nel febbraio 2006, dietro pagamenti anticipati, riprende la collaborazione con lo stesso Scaramella.
Quando scopre che Bonini e D’Avanzo, ignorando un accordo con lui sottoscritto, hanno pubblicato parti del suo dossier esponendolo a detta sua a rischi e a non richiesta notorietà, sembra particolarmente risentito e in disaccordo. Poi però dice che i due giornalisti sono tra i migliori al mondo nel giornalismo d’investigazione e continua a collaborare con loro, anche se non l’hanno mai pagato per le sue fatiche e servizi…
Questo dunque l’ultimo autoritratto di Evgenij Limarev che emerge da ciò che scrive e ci invia.
Di seguito in dettaglio i contenuti per esteso.
Questa la nostra email dell’11 gennaio inviata a Limarev:
Dear Mr. Limarev
You kindly have already answered to some questions I made to you many days ago.
Today the italian newspaper La Repubblica says that Mario Scaramella would have prepared a dossier about Romano Prodi to analyze his contacts with KGB-SVR. The journalists Bonini and D’Avanzo write that the lawyer of Scaramella would have said that Mario would have received the informations about Prodi from Evgenij Limarev.
Bonini and D’Avanzo say also that contacted you by phone to have a confirmation of that, and they write you would have said “I’m not the source of this informations. But I am not astonished. It is another fabrication of Mario. If tomorrow they associated my name to a dossier on the death of Pinochet I would not be astonished”.
It will be very important to know if you really said that. Can you answer to my questions?
Thank You in advance
Gabriele
E questa è stata la sua risposta di ieri:
Inviato: domenica 28 gennaio 2007 21.59
A: gabriele.paradisi@cidengineering.com
Oggetto: RE: Today's interview on Repubblica
I really said that. I can trust Carlo / Giuseppe – La Repubblica in what they quote on me, and only 1 exception to this rule with them occured in my life:
+ http://limarev.spaces.live.com/blog/cns!AAC6F78D63B9827E!159.entry .
But after I had no more problem with them - though this article dd Nov26,06 has significantly changed my life :)
Poi, nel suo blog, al quale egli ci rimanda, Limarev tratta della famosa intervista pubblicata da Repubblica il 26 novembre 2006. Questo un sunto.
1) Limarev conferma di avere incontrato Bonini & D’Avanzo (di seguito B&D) nel febbraio 2005, rilasciando loro un cospicuo dossier su Scaramella (e le sue attività in qualità di consulente della Mitrokhin);
2) Tale dossier era da configurarsi come confidenziale sulla falsariga di altri servizi di consulenza prestati precedentemente da Limarev a B&D, relativi a Putin e al suo enturage. B&D firmarono una sorta di “side letter” o “separate agreement” in cui s’impegnavano a non pubblicare nulla di quei documenti senza la preventiva autorizzazione di Limarev.
3) Limarev conferma che l’interesse di B&D era focalizzato sulle implicazioni politiche del dossier tanto che gli chiesero anche se era disposto a denunciare le attività “informali” di alcuni componenti della Commissione Mitrokhin (incluso Paolo Guzzanti). A questa richiesta Limarev si oppose in nome del suo status e dei rischi che avrebbe corso, appellandosi sia al fatto che non voleva essere coinvolto nelle questioni politiche interne italiane sia al patto di confidenzialità sottoscritto con B&D.
4) B&D promisero a Limarev un rimborso per quel dossier (presentato in circa 10 ore), ma non ricevette mai nulla.
5) Limarev in quell’occasione, l’ultimo giorno della sua permanenza a Roma, incontrò anche Scaramella a cui parlò dell’incontro con B&D (!?). Scaramella risultò turbato dicendo che B&D erano i peggiori nemici della Mitrokhin ed erano strattamente sotto osservazione da parte dei servizi italiani.
6) Successivamente Scaramella ricontattò raramente Limarev (e solo via email o telefonicamente). Questi chiese un regolare contratto e pagamenti anticipati. Non se ne fece nulla fino al febbraio 2006, dove pur senza contratto ma con pagamenti certi, la collaborazione riprese. Le transazioni economiche avvenivano attraverso la ECPP.
7) Il 21 novembre 2006 Limarev viene ricontattato da Bonini (infatti sembra che D’Avanzo non parli nessuna lingua conosciuta da Limarev
…). Infatti il nome di Limarev era prepotentemente emerso sui media italiani collegato alla morte di Litvinenko (secondo Scaramella era stato proprio Limarev ad inviargli la email con una lista di potenziali obiettivi tra cui lui, Litvinenko e Guzzanti. Quella lista era stata proprio la motivazione per cui l’ex consulente della Mitrokhin aveva incontrato Litvinenko al Sushi bar di Londra quel tragico primo novembre).
8) B&D rividero Limarev a Venezia il 27 novembre scorso. Già il giorno precedente su Repubblica era comparsa, all’insaputa di Limarev, la famosa intervista… A Venezia Limarev parlò solo (smentendola) della questione della email e di Litvinenko. Non parlò della questione Mitrokhin né del relativo dossier del febbraio 2005.
9) Limarev protestò con Bonini ribadendo che voleva vedere il suo nome tirato in ballo solo sull’episodio specifico della email e non collegato a questioni con Guzzanti e la Commissione Mitrokhin. Come risultato nei giorni successivi Repubblica continuò a pubblicare le sue dichiarazioni e considerazioni sulla Mitrokhin (1) (2) .
10) Limarev ritiene che questo comportamento di B&D non sia dovuto solo a motivazioni giornalistiche, ma piuttosto ad altre motivazioni (politiche?). In dettaglio egli dice: “WHY “LA REPUBBLICA” MADE THIS PUBLICATION WITHOUT MY PERMISSION?“I had neither reason nor motivation nor perfect materials to publicly wage war on “Mitrokhin commission” – especially the way it was presented by Bonini & D’Avanzo in this article. So the question WHY is to be posed to them”. From my side I presume that maybe they were motivated not only by pure journalistic interests, but with some other (political?) as well. But from journalistic point of view the moment was undoubtedly so good to attack Guzzanti / Scaramella – right after their joint press-conference in which they both tried to become heroes (targeted by KGB) and exclusive successors of “Litvinenko’s anti-KGB fight”.
11) Limarev ribadisce il disappunto per il comportamento di B&D (e di Scaramella e Guzzanti) che l’hanno coinvolto negli scandali politici italiani senza curarsi della sua sicurezza: “Sure I bitterly feel myself somehow betrayed and maybe even set up by Bonini & D’Avanzo + La Repubblica because of this (and partially next) article – but who cares?! I have personal resentment & disagreement that they contributed (together with Scaramella and Guzzanti) into drawing me in current Italian political scandal of (perpetual?) antagonism between left and right wings, Prodi, Guzzanti, KGB factor and activities of “Mitrokhin commission”.
12) B&D secondo Limarev restano due dei migliori giornalisti d’inchiesta al mondo.
13) Limarev dice anche che le informazioni che lui dette a B&D nel febbraio 2005 richiedevano dopo 21 mesi! un aggiornamento, che B&D mai gli chiesero.
14) Chi maggiormente necessitava dei suddetti aggiornamenti era proprio Paolo Guzzanti. Limarev conferma di aver capito, nel gennaio scorso quando Guzzanti lo andò a trovare in Francia, che il personaggio presentatogli e fatto conoscere da Scaramella non era il vero Guzzanti. Pare che qualche dubbio gli fosse venuto anche precedentemente (!?). Presto sul suo blog avremo anche altre considerazioni circa l’incontro “chiarificatore” con Guzzanti.
15) Limarev infine ribadisce che nel febbraio 2005 era chiarissimo che B&D erano interessati a investigare e rendere pubbliche informazioni sul senatore Guzzanti e la sua Commissione, piuttosto che su Scaramella. Il motivo di ciò va chiesto ovviamente a loro.
Limarev passa poi in rassegna il testo (tradottogli da Bonini) della famosa intervista pubblicata il 26 novembre. I suoi appunti rimarcano il fatto che ogniqualvolta viene usato il nome di Guzzanti in realtà si fa riferimento al “falso Guzzanti”. Limarev ci tiene a ribadire di non essere in nessun modo un agente dei servizi sovietici; nega che avrebbe dovuto accompagnare Scaramella all’incontro con Litvinenko. Nega di essere l’autore delle due email inviate a Scaramella contenenti una lista di 45 spie russe responsabili della morte della giornalista Anna Polikovskaja e contenenti il piano per l’uccisione di Litvinenko, Scaramella e Guzzanti.
categoria:giornalismo, mitrokhin, guzzanti paolo, bonini carlo, litvinenko








Il Giornale dei Misteri (1971) era un mensile prodotto da Corrado Tedeschi Editore in Firenze. Allora in provincia si trovava solo in alcune particolari edicole del centro. Le copertine colorate e grezze riportavano fascinosi segni magici e intriganti immagini occulte. All’interno si alternavano inchieste sui continenti scomparsi, come Atlantide e Mu, e articoli su spiritismo o archeologia misteriosa. E così in una sequenza rutilante e disordinata nella mia mente e in quella dei miei amici di allora, si sovrapponevano indistintamente le linee di Nazca e i Moai dell’isola di Pasqua, i cucchiaini piegati di Uri Geller o l’Aura Magica degli oggetti. E poi gli UFO, per l’appunto, immancabili. A incrociare sibilanti negli ampi spazi delle nostre fantasie e desideri.
La serie televisiva UFO (uscito nel
Se oggi siamo tutti qui, professionisti e non, a scrivere, blogs, forums, siti web ed anche a chattare, questo è anche il prodotto di quel passaggio
Fu la CB, con i famigerati “baracchini” a venire per prima,

