Compagno di scuola
(‘70 storie: la quarta)
Memoria di Richard & Corto*

“Dove Nietzsche e Marx… si davano la mano… e parlavano insieme dell'ultima festa…
e del vestito nuovo, fatto apposta… e sempre di quella ragazza che filava tutti…
meno che teee… meno che teeee….” **
<<Caro Richard,
sono qui nella mia stanzetta e ascolto qualche disco, come ogni sera. La finestra del terrazzo è aperta e arriva già la prima aria profumata di primavera. Per strada c’è già qualche gruppetto di ragazzi… le compagnie piano piano si ricompongono… anch’io stasera sono stato fuori un po’ con gli amici che hai conosciuto. Ti salutano e mi chiedono sempre di te.
Proprio oggi mi è arrivata la tua bella lettera… mamma mia, Richard, che storie mi racconti…>>
<<Caro Corto,
ti avevo già detto, no, di quella sera del 1975, quando frequentavo ancora l’Augusto (il liceo classico statale, che sembrava più un’agorà ateniese che una scuola, data la frequenza di assemblee, collettivi, occupazioni che vi si tenevano; e dal quale si usciva ogni santo giorno con i celerini in divisa anti-guerriglia, scudo e sfollagente pronti, e spesso tra volantinaggi selvaggi che finivano in scontri e sassaiole? Ti avevo detto, no, che ero stato anche oggetto di un’aggressione?
Niente di particolarmente grave, poco più che una scazzottata tra ragazzi, ma mia madre, stanca di vedermi vivere come se fossi un gappista del ’45, di attendermi ogni giorno fino a tardi, perché io dovevo evitare certi percorsi, certi orari e farmi accompagnare ogni sera onde evitare “incidenti fisici”, ebbene, mia madre dicevo, prese la solenne decisione di farmi cambiare scuola… !? Non esiste…
Io, che a seguito di quel piccolo scontro avevo riportato il classico “occhio nero”, e per questo mi sentivo come Che Guevara in Bolivia: avevo ricevuto a casa gli amici preoccupati che mi manifestavano la loro solidarietà e le compagne, soprattutto le compagne, erano da me molto gradite quando, con un atteggiamento tra il materno ed il complice, mi venivano a trovare per verificare, con tutto il calore della loro femminilità in fiore, il mio decorso da “eroe ferito”…>>
<<… mi hai fatto venire in mente Fragole e Sangue***… l’hai visto in TV? Straordinario… Mi ricordi molto Simon, il protagonista, quando riceve tutte quelle attenzioni dalle ragazze per via del suo… “impegno”… ah le ragazze… c’è qualcosa nell’aria stasera Richard (Something In The Air)… che sia amore (Love is in the Air)****?
Vedi cosa mi perdo? Qua in provincia sarà anche tutto tranquillo, puoi passeggiare per i vialetti sereno, prenderti un caffè in Latteria in santa pace con gli amici, ma vuoi mettere?… Tu vivi dentro la storia… Richard.
Noi qua si sentono gli echi lontani di Bologna… anche lì è un bel casino… c’è qualche fratello maggiore dei miei compagni che è già all’Università e allora ci racconta un pò quello che succede, ma qui, malgrado il nostro Liceo abbia proprio un Campus, non succede proprio nulla. Pensa che la cosa più eccitante è stata la “tournee” di un paio di ragazzetti romani (tuoi amici, suppongo) che sono venuti in Assemblea a raccontarci come tiravano i bulloni a Lama…>>
<<Quindi (tu mi capisci vero?), quando la mamma mi ha chiesto di cambiare a favore di un istituto parificato le ho risposto, con un netto diniego, limitandomi ad una frase di Trotsky sul “destino del rivoluzionario” che non dovrebbe avere né amici, né famiglia, né vita propria ma solo compagni (compagne… ovviamente) e rivoluzione; è stato mio padre a risolvere il contenzioso una volta per tutte: “Ti compro la Benelli 125 bicilindrica”… Frase magica alla quale io ho aggiunto “e anche il Basso Fender (magari usato)”, e così, con un capolavoro di vero “senso politico”, mi ritrovo a finire il liceo in una di quelle simpatiche scuole dove i figli scapestrati della buona borghesia romana tentano di finire gli studi, pagando una retta mensile più alta dello stipendio medio di un operaio…
I professori, sono anche bravi ma l’ambiente è allucinante: vi è di tutto sia da destra che da sinistra, dai simpatizzanti di Potere Operaio a quelli di Avanguardia Nazionale, alcuni sono qui perché hanno picchiato qualche professore o preside e sono stati espulsi da tutte le statali, altri sono qui perché gli hanno già sparato un paio di volte… c’è anche un “sambabilino” neonazista d.o.c., fuggito da Milano perché quelli del MLS lo avevano messo sulla black list.
Girano armi di ogni tipo: dai coltelli a scatto alle famose lanciarazzi a tamburo, alle quali, con una modifica artigianale, vengono adattate le cartucce cal. 22 (rendendole più pericolose per gli incauti “sparatori” che per i bersagli), il mio compagno di banco, un giorno, per scherzo durante un’interrogazione, ne ha puntata una in faccia al professore di latino, il quale non ha tradito alcuna emozione e non ha fatto assolutamente niente: ha sorriso, è normale…

Sotto carnevale certi hanno preso i manganelli di plastica e li hanno riempiti di coriandoli zuppi d’acqua… sono diventati vere e proprie armi, poi ancora punteruoli, spranghe ed armi improprie di ogni genere, anche improvvisate, a dimostrare parte della creatività della nostra generazione.
Bene tutto questo arsenale non viene assolutamente usato qui “nella scuola dei ricchi”, dove regna un’incredibile atmosfera da “tregua”… dove, appunto, Nietzsche e Marx si danno la mano…; tutto questo è per “ il dopo”: quando si va fuori dalle scuole pubbliche, nelle quali la didattica è ormai un fantasma, a volantinare, a scontrarsi o solo a far casino.
Anzi ti dirò di più, in questo istituto nascono anche amicizie, in fondo siamo tutti dei “reietti” di lusso, ci si fa anche qualche canna assieme (un ragazzo di AN –Avanguardia Nazionale - mi ha regalato persino una runa, che è il loro simbolo, ed il testo completo dell’inno delle SS in tedesco) e poi, all’uscita quando ci salutiamo, sottovoce diciamo all’amico della fazione opposta dove è bene “non andare”: sarebbe imbarazzante doverlo, sprangare! Non credi?>>.
<<… Che devo dirti Richard? E’ questo tempo. È il nostro tempo. Chissà come ne verremo fuori. Tu stai solo attento, se puoi. E che Dio ti benedica.>>
* Richard (Fontaine de Trembley) & Corto (vero nome di Cieli Limpidi).
** “Dove Nietzsche e Marx si davano la mano…” cantava Venditti, ed io perdono lo sconcertante accostamento solo per due buone ragioni: innanzitutto Venditti non fu mai un “addetto ai lavori” ma solo, almeno negli anni di “Theorius Campus” (1972) e di “Le cose della vita” (1973) un buon autore; poi perché egli prese l’immagine del “Nietzsche nazista” da Lucàcs al quale non posso scusare né l’aver fuorviato l’immagine di Fritz né tante altre parzialità ideologiche di cui si fece interprete (compreso l’aver tradito Imre Nagy dopo i fatti di Ungheria del ’56). Comunque l’immagine che Antonello proponeva in quella canzone non era poi così lontana dal vero… (R. F. d. T.)
“Compagno di scuola” faceva parte dell’LP “Lilly”, uscito verso la fine del 1975. In quel disco si parlava di politica, di droga e di sesso. Magari in modo semplice, forse anche troppo semplice. Comunque intanto se ne cominciava a parlare. E Venditti, proprio con Lilly, storia tragica di un’amica tossicodipendente, conquistò la Hit Parade, scalzando “passerotti” e amori struggenti che si concludevano nello spazio di un “Sabato Pomeriggio”. Forse con quelle canzoni che divennero immensamente popolari, Antonello aprì la strada ad altri cantautori “impegnati” che seppero dar voce, sicuramente anche meglio di lui ai malesseri e alle domande dei ragazzi del tempo. (C.)
*** “Fragole e Sangue”, ovvero “The Strawberry Statement” film culto del 1970 diretto da Stuart Hagmann, ambientato nel Campus di Berkeley centro del sessantotto americano. Il titolo prende spunto dalla bizzarra e “profetica” affermazione di un rettore che ebbe a dire: «Non mi preoccupo degli studenti più di quanto mi preoccupi delle fragole». Simon (il protagonista) è uno studente disimpegnato, fa parte di una squadra di canottaggio e si allena duro, pur avendo il tipico look da intellettuale, occhialini tondi e lunghi capelli biondi, mentre intorno l’università si infiamma a poco a
poco nei “primi vagiti del ’68”, il suo room-mate comincia a prendere coscienza (come si diceva) prima di lui, che rimane un osservatore esterno e dubbioso delle prime assemblee, poi lui conosce Linda, fidanzata con un altro (che però è lontano o qualcosa del genere) e così trova la molla per un impegno sempre crescente, fino a partecipare all’occupazione, assumere un ruolo attivo, e, nella celebre lunga sequenza finale, opporsi prima con la resistenza passiva, poi anche attivamente, al violento sgombero della facoltà eseguito dalla polizia di San Francisco. Nella colonna sonora del film spiccano "Give Peace a Chance" di John Lennon, cantata dagli studenti seduti in cerchio nella palestra, imperterriti anche quando la polizia li prende di peso ad uno ad uno, strattonandoli e malmenandoli; la struggente "The Circle Game” di Joni Mitchell; "Something In The Air" di Thunderclap Newman e diverse canzoni di Crosby, Stills, Nash and Young tra cui la meravigliosa "Our House".
**** “Love is in the air” (John Paul Young) 1978. La canzone fu scelta come sigla della rassegna sul nuovo cinema americano di denuncia che la Rai mandò in onda con incredibile e inaspettata vivacità nell’estate del 1978. Tra i film che vennero trasmessi: “Alice’s Restaurant” del 1969 con Arlo Guhtrie (figlio del mitico Woody) e appunto “Fragole e Sangue”. Purtroppo fu uno degli ultimi momenti alti della TV pubblica italiana.