210 sCaramelle al Polonio?

Al contrario però di un buon libro di Len Deighton o di John Le Carrè, qui non abbiamo assolutamente la certezza di scoprire alla fine il colpevole. Anzi, difficilmente avremo anche solo una visione più chiara della trama. Troppo complesso il groviglio di interessi, troppi gli attori in gioco. Troppi i professionisti (organizzazioni e uomini) coinvolti.
Non va nemmeno sottovalutato il fatto che tanti polveroni sono stati probabilmente alzati con maestria proprio per rendere lo scenario il meno definito possibile.
I veri mandanti sanno il fatto loro e probabilmente da anni hanno i loro infiltrati nei luoghi che contano. Anche e soprattutto nell’informazione.
Non ci resta per ora che elencare alcuni punti di sintesi, rilanciando domande a chi di dovere e le cui risposte potrebbero forse diradare almeno un pò le fitte nebbie.
- Litvinenko è il classico “pentito”. Figura molto utile talvolta per scardinare strutture e organizzazioni criminali (vedasi la nostra Mafia), ma molto spesso si tratta anche di opportunisti senza scrupoli, millantatori, ciarlatani pronti a vendersi al miglior offerente. Quali sono, domando, le credenziali oggettive di questo signore? Perché, ad esempio, lui sarebbe per taluni più credibile di tal Limarev e per altri è vero invece esattamente il viceversa? In sostanza, quali documenti e quali riscontri oggettivi Litvinenko avrebbe fornito alla Commissione Mitrokhin per avvalorare le sue presunte tesi?
- Litvinenko è morto. E’ stato ucciso in modo atroce e le sua agonia è stata lunga e dolorosa. Questa conclusione tragica non gli fornisce automaticamente il “patentino” di “informatore credibile”. Potrebbe essere stato ucciso dall’FSB (questo è quanto anche lui stesso credeva) perché sapeva e parlava troppo o potrebbe anche esser stato avvelenato (qualcuno lo dice) proprio dai suoi “amici” esuli anti-Putin perché era diventato inutile e anzi la sua morte violenta poteva tornare addirittura più utile alla causa.
- La morte di Litvinenko in ogni modo non è stata causata da quello che egli ha detto o non ha detto alla Mitrokhin ma da ben altri fattori. E’ giusto che noi ci si accapigli sull’appendice italiota della vicenda, ma dobbiamo anche essere consapevoli che non è stato ucciso perché ha detto (forse) che Prodi era l’Uomo di Mosca o perché (altrettanto forse) non l’ha mai detto.
- Comunque venendo ai “fatti nostrani”, Litvinenko sembra aver tenuto due atteggiamenti opposti. Quando era interrogato da Scaramella per la Commissione Mitrokhin e quando lo intervistò il giornalista Bonini di Repubblica. Quest’ambiguità può essere risolta e va risolta producendo prove in merito sia da Guzzanti sia da Bonini. Quest’ultimo ci ha detto personalmente che l’intervista venne “stenografata” e poi trascritta sul PC portatile; Scaramella oggi all’Espresso ha detto: «Ho appena consegnato alle autorità britanniche un dvd con le immagini delle dichiarazioni spontanee di Litvinenko depositate alla Mitrokhin, dove è evidente che parla a ruota libera e senza nessun suggerimento. Non sono nato ieri: ho videoregistrato tutto». Una parola definitiva in merito, con tanto di documenti, andrebbe fornita, ben sapendo che i “pentiti”, soprattutto i ciarlatani, spesso ritrattano le loro dichiarazioni con estrema facilità.
- Nel giallo è entrato ultimamente tal Euvgenij Limarev. Guzzanti sostiene di non averlo mai conosciuto: «Questo Limarev io non l’ho mai né visto né conosciuto. Non ho mai neanche parlato al telefono con lui e ho mantenuto una distanza prudente sia con lui che con tutti gli ex agenti sovietici o russi all’estero, proprio per non creare la minima commistione con il mio precedente lavoro di Presidente della Commissione Mitrokhin, che ha chiuso i battenti insieme alla legislatura». Bonini e D’Avanzo sostengono invece il contrario: «Ascoltato al processo di Teramo contro quei disgraziati ucraini, il 9 ottobre scorso, Guzzanti dice: "Confermo che [le informazioni sul progetto di attentato] mi sono state date da Scaramella, Litvinenko e Limarev" (Povero Limarev, a distanza di sole cinque settimane, diventa - per il senatore - da fonte che gli salva la vita, addirittura "un mercenario, architetto di ignobili fabbricazioni")». Anche qui, documenti alla mano, si può credo stabilire chi ha ragione e chi ha torto.
- Un amico stretto di Litvinenko tal Yuri Felstinski (coautore col povero ex-agente di “Blowing-Up Russia”) sostiene che Litvinenko gli disse dal letto d’ospedale di essere stato avvelenato proprio da Scaramella, lasciando intendere quindi che “il bravo ragazzo” era in realtà un agente dell’FSB. Scaramella al momento non è indagato da Scotland Yard ed è risultato non contaminato dal Polonio 210 contrariamente agli altri personaggi che incontrarono Litvinenko il primo novembre. A meno che l’FSB non abbia anche tra le sue file agenti martiri kamikaze (per adeguarsi agli efficaci sistemi attualmente più in voga), il fatto che Scaramella sia incontaminato non gioca a suo favore, ma nemmeno, va detto in tutta onestà, è da considerarsi una prova di colpevolezza. Se comunque per assurdo Scaramella risultasse al soldo dell’FSB saremmo al paradosso più totale e per certi versi rasenteremmo il sublime. In Commissione Mitrokhin tra i consulenti (proposti da commissari non di sinistra con l'intento di individuare le "responsabilità" di una certa sinistra) ci sarebbero stati in realtà nientepopodimenochè degli infiltrati proprio dei russi e le eventuali “deviazioni versus sinistra” della Mitrokhin alla ricerca di “our man” in Italia sarebbero state pilotate anch'esse dai medesimi agenti russi. Un'apoteosi del genio insomma. La storia dello spionaggio ci ha abituato a tutto ma questo sarebbe veramente, a suo modo, un qualcosa di straordinario...
Non ci resta che attendere sviluppi e magari qualche risposta alle semplici domandine che abbiamo posto.
categoria:russia, mitrokhin, guzzanti paolo, bonini carlo, putin vladimir, litvinenko










Riconoscimenti o meno, io credo che chi, come il Maestro Gabrio, svolge un lavoro così importante con abnegazione, impegno e amore, compia un’opera insostituibile e preziosa. Questi Maestri lasciano ai loro fortunatissimi allievi un bagaglio di conoscenze, ma soprattutto di passione e stimoli, che li accompagnerà tutta la vita. Da esso potranno attingere infinitamente nei momenti di difficoltà che la vita sicuramente porrà loro… e questo, anche solo questo, non dovrebbe mai dimenticarlo nessuno.
Ancora una volta lo Stato e certi suoi apparati, hanno stabilito
Da troppi anni si chiede di dissolvere i muri di gomma e di menzogne che avvolgono troppe stragi e troppi "tragici incidenti". Anche da sinistra, malgrado le belle parole, mi sembra che in realtà si stia facendo ben poco, per indagare fino in fondo, per togliere omissis e segreti. Per rimuovere criminali interessi e connivenze. A destra, poi, ci si riempie la bocca con alti e nobili principi, ma si "razzola" spesso l’esatto contrario… 

Al referendum, che si terrà nei giorni 17-18 dicembre, per ratificare il passaggio alla Romagna sarà necessario raggiungere il 50% degli aventi diritto.