Serpenti piumati, barche bianche della morte

... per me questo non è un gioco
Qualcosa mi disturba
ed è la barca bianca
che passa come un fantasma e avanza
al lento ritmo dei remi ed è la morte.
La morte dei giovani
e la morte della verità
E la morte della decenza stessa
mi impongono il lutto.
Guer
Ho atteso giorni e giorni prima di rispondere, io, serpente piumato, allo "sciacallo rosso". Ho vagato tra dune di sabbia dove spunta la Calcatreppola marina e lo Sparto pungente.
Ho sostato in riva a mari blu, su cui volano gabbianelle. Libere e leggiadre.
Tra cielo, acqua e sabbia estrema ho cercato le parole giuste. La forma adeguata.
Uno sforzo inutile…
E allora le parole sgorghino pure. Immediate, scabre come sassi appuntiti, dal profondo della nostra "trippa che tutto comprende e include".
Poi, sia quel che sia.
In ogni scontro tra uomini, titanico o miserevole, non può mancare una donna...
Ed ecco che il Rosso sciacallo, temendo che la serpe piumata, insidi la sua tenera gabbianella, leva alto al cielo il suo grido di rabbia:
"E' mia! Fellone, guai a te! Non osare rivolgerti a lei con affettuose, biforcute parole. Maledizione su di te se ne osi pronunciare anche solo il nome... Mia! E' lei! Mio! Il nome che le ho dato..."
E noi che si credeva che Ella se lo fosse attribuito da sola: "La Gabbiana" (Ed. Amichay Publisher - Tel Aviv)…
D'altronde, come diceva già un menestrello...
"Il vecchio giardiniere/ rinunciare come può/ all'ultimo suo fiore/ se l'inverno viene già?"
Tranquillo, Senador, "il serpente piumato del falso eden; il pirata con la benda sull'occhio della storia e il vaso del miele avvelenato sotto il tabarro..." non ha mire alcuna.
Si tenga pure le sue illusioni, ed elucubrazioni mentali.
Io mi tengo le mie procaci "arzdore" dal culo invitante come un bicchiere di sangiovese (ROSSO!) o come una piada profumata (azzimo pane)...
Il pettirosso dal cuore rapace, orgoglioso di aver stimolato nel "senador periodista" tali e tante immagini biliose, s'è però stancato di subire...
Di ricevere sproloqui e insulti, sentenze e condanne, senza poter reagire per rispetto e buona creanza.
S'è stancato di vedere le sue buone maniere, scambiate per ambiguità; la sua educazione per falsa bonomia; le sue sincere carezze per "finti complimenti"; la sua voglia di dialogo per "cerchiobottismo, equivalentismo".
S'è stancato, il "serpe", di vedere le sue legittime e rispettabili opinioni bistrattate e ridotte a strame, da chi non si fa scrupolo alcuno, invece, di dar libero sfogo alle sue di argomentazioni, eventualmente, altrettanto discutibili.
Basta! Ora basta!
La misura è colma… poi, giunga pure anche il siluro. Tanto non sarebbe neppure il primo.
Sono insopportabili gli sproloqui di uno sciacallo spelacchiato che piange perché non può, vorrebbe è chiaro, spingersi "vicino" ad Israele... mischiarsi ancora coi ragazzi di Tsahal come già fece decenni fa…
Come fece, così racconta, anche la barba finta ciellina, la vispa Betulla, che si spinse fin quasi, pensate un po', "vicino all'Irak" per scrivere un pezzo intriso di polvere e sudore veri...
Che bravi che sono i periodisti che giocano alla guerra… con i corpi e i figli degli altri...
"Buona guerra" urla con voce rotta dall'eccitazione il combattente comodamente seduto nel suo scranno senatoriale. Buona guerra a Voi... altri…
Quale D-o può chiedere ai suoi figli una "buona guerra"?
Alcuni sciacalli, amici di altri sciacalli, hanno scatenato un'inarrestabile violenza che ha incendiato il mondo…
Afghanistan, poi l'Irak sono divenuti sorgenti putride di terrore che deborda e copre ormai ogni luogo sulla terra…
Non c'era altra via, mi chiedo? Vi chiedo? Anziché aprire fronti sanguinosi per stanare improbabili sceicchi del terrore da grotte primitive e maleodoranti, oppure dittatorucoli dalla barbaccia incolta (ex-amici all'occorrenza), da pozzi e stanze disadorne modello "Provenzano"?
Non c'era altro modo, mi chiedo? Vi chiedo? Dove sono le menti più alte del genere umano ("filosofi, matematici, medici e poeti")? Non riescono costoro ad avanzare alternative alla solita, trita, millenaria sporca guerra fatta con le clave e voluta dai produttori di clave?
Io dirò sicuramente c...te, è certo, ma altri non sono da meno... e non solo le dicono ma le fanno anche, le c…te.
"Senador periodista di la verdad!"
Io non mi sottraggo al dovere di dire da che parte sto.
Io sto dalla parte dell'Uomo!
Senza distinzioni di razza, di colore, di religione, di credenze politiche e di preferenze sessuali.
In questa mia visione, che il Senatore facilmente sbertuccierà come retorica e puerile (e io me ne impippo), non c'è spazio per intolleranze, violenze, missili quasi intelligenti o effetti collaterali deficienti (bambini sbudellati).
Non c'è spazio per prose rutilanti e sanguinolente.
Non c'è spazio per "buone guerre".
La sua estasi truculenta e volgare, Senatore, trasuda odore di morte (altro che barche bianche o fantasmi silenziosi), e mi induce semplicemente a compassione...
Chi preferisce vedere ragazzi e ragazze armati e con gli occhi iniettati di paura e di odio, piuttosto che serenamente spensierati gioire anche per futili ragioni per le strade del loro libero paese, e del mondo, e magari amarsi, o di certo ha perso il lume della ragione o lo fa con uno scopo oscuro.
E non mi si venga a dire che le guerre sono per salvaguardare od esportare la libertà e la democrazia.
Frottole! Fandonie! Falsità confezionate ad hoc per cercare di giustificare migliaia di morti innocenti e coprire loschi affari.
E' forse il mondo più sicuro oggi di quanto non fosse cinque anni fa? Quanto faranno durare questa situazione i signori della guerra e della morte? Quanto sangue dovrà scorrere?
La diplomazia del mondo libero avrebbe avuto tutte le armi possibili per risolvere questioni purulente e incancrenite quali il dilemma israelo-palestinese. A prescindere dalle responsabilità storiche dell'una e dell'altra parte.
Cosa s'è fatto realmente?
Israele, cari amici che lì vivete, lottate per difendervi e morite, è stato abbandonato a sé stesso da tutti. Ve ne rendete conto?
Cos'ha fatto il tanto esaltato precedente governo italiano a favore di Israele se non spendere e spandere vuote parole di appoggio ideologico avanzate anche da chi, con faccia di tolla, fino a ieri era antisemita convinto e praticante?
Cos'ha fatto, giusto per volare un po' più alti, Mr. Bush che s'era impegnato, sulle macerie ancora fumanti di Groud Zero, di risolvere una volta per tutte il problema mediorientale e a prosciugare il brodo di coltura del terrorismo, riducendo ed eliminando le sacche di povertà nel mondo?
Interrogatevi su questo, amici d'Israele. Siete e sarete sempre solo voi, da soli, a decidere e a fare le scelte della vita, anche quelle più scabrose, difficili. Detestabili. E qualche buontempone ad applaudire e a dare, da lontano è ovvio, il suo fragoroso sostegno… morale.
Dev'essere grande. Enorme. Incomprensibile e Misteriosa la ragione per cui, una bimba (o un bimbo) possa carbonizzarsi ai lati d'una strada assolata per via d'un missile e non lasciare sgomenti.
Disperati.
Io sono terrorizzato dalla lucida follia di chi non vede quei corpicini devastati o li distingue in base alla loro etnia.
Sono terrorizzato da chi urla Buona Guerra… ai figli degli altri.
Da chi cavalca le passioni sincere e i dolori profondi di persone provate direttamente dalla violenza, dal terrore e dalla paura.
Che ne sa lei, Senatore, dello stato d'animo di un israeliano, poeta o colono che sia?
Le sue interessate attenzioni, pelose condivisioni, puzzano come le "rancide ascelle" da lei evocate.
Io nei confronti di quelle persone e della loro disgraziata esistenza mi sono posto con rispetto e con la voglia di capire ciò che per me era incomprensibile e impossibile da accettare. Ho chiesto loro umilmente e rispettosamente il perché di certe radicali posizioni, anche se la mia indole e sensibilità (non altro), non me le faceva e non me le fa tuttora accettare.
Lei invece gioca con la fede e coi nomi come con le teste mozzate nelle hall degli alberghi.
Lei gioca tonitruante con il sangue dei figli degli altri, lusingato ad esagerare (come sempre), da femminee grazie, perché c'è pur sempre un fine o un premiolino qualunque a giustificarlo…
Tanto le dovevo.
Gavriel
Ciò che lei ha scritto su quanto è avvenuto in Senato il giorno in cui l'opposizione parlamentare ha difeso, fra gli applausi della sinistra e le esplicite dichiarazioni del suo capogruppo Anna Finocchiaro (ma potrei aggiungere altri cento nomi della sinistra, a partire da me stesso che sono di sinistra in quanto fondamentalista parlamentarista) è non soltanto falso e puerile, ma disgustoso, infame, moralmente lurido.
Io non do giudizi su di lei, ma sulle parole che lei traccia, sì. E quelle sono parole che griderebbero vendetta, se soltanto venissero da qualcuno meritevole di attenzione.
Vedo che lei cerca, come ha sempre fatto, di seminare e attizzare zizzania, cercare di metter male e spargere immondizia. E' il suo stile, non posso farci nulla.
Quel che posso fare è dichiarare formalmente chiusa la comunicazione fra me e lei, qualsiasi cosa lei dica e scriva. Ciò che ha scritto di sciatto, di irrispettoso, di volgare, di stupido e di incolto sulla padrona di questa casa, la qualifica ancora meglio. Lei non sa di che parla, non sa di chi parla. Lei, ad una più attenta analisi, non sa nulla di nulla. Non sa la storia, non sa la geografia, non le riconosco altra dote che quella di una furba capacità di manipolazione con l'uso di atteggiamenti seduttivi che hanno lo scopo di far abbassare la guardia e concederle credito.
Il mio bancomat per lei ha esaurito le scorte e non c'è più un solo spicciolo.
Posso dire, con grande tristezza, che lei purtroppo incarna perfettamente l'antropologia della sinistra italiana, così distante da quella dei progressisti nella civiltà.
Il suo preteso amore per Israele appare ai miei occhi un'accozzaglia di opportunismo e luoghi comuni, linciaggio della verità e della morale. E sappia che io ho combattuto guerre, vere guerre con le armi in pugno, contro fascismo e colonialismo, in Spagna come in Grecia. E che in Medio oriente io sono andato armato di una penna e di un taccuino, per scrivere centinaia di articoli su Repubblica, articoli che mi sono valsi molti premi e riconoscimenti, ormai vecchi nel tempo. Ho passato notti sotto un blindato sotto tiro palestinese, sono stato messo al muro due volte perché, malgrado l'anagrafe palestinesi e siriani mi hanno riconosciuto come "shalom" ovvero ebreo, e tirato fuori dal pulmino degli altri giornalisti e portato alla fucilazione davanti a una roccia sulla Bekaa. Mi salvai, come in un film americano, perché quell'anno avevamo vinto i campionati del mondo a lei tanto cari, e quando il soldato che doveva spararmi si mise a parlarmi spagnolo perché era stato emigrato in Spagna, io sciorinai la formazione e tutti i Paolo Rossi dell'epoca.
Lei, moralmente parlando, è inqualificabile. Ciò che è stato capace di scrivere su di me e la guerra è vomitevole.
Io oggi, e sempre, sono dalla parte di Israele e della sua guerra. E anzi faccio qui ammenda, pubblicamente, di aver difeso il principio del ritiro da Gaza in cambio di nulla, che ha fatto crescere Hamas e diminuire la sicurezza della mia seconda patria (essendo la prima, nel cuore, gli Stati Uniti d'America) che sta - sempre nel mio cuore - guadagnando posizioni per diventare la mia prima.
Io non le scriverò mai più, qualsiasi cosa faccia o scriva lei.
Però non sarei onesto se non mettessi in guardia gli amici di questa lista dai rischi che la sua presenza comporta, proprio perché lei ha un blog nel quale ebbi la nauseante sorpresa di vedere qual è il vero mare in cui lei nuota.
Non sono in fondo dispiaciuto di essermi ricreduto su di lei dopo averle dato credito. Per me è un'esperienza di crescita nella dirittura morale. Non abbiamo bisogno di falsi amici, di generici amanti della pace. La Germania di Hitler soffrì circa settecentomila vittime civili: bambini, donne, vecchi, malati arsi nei bombardamenti convenzionali, dieci volte più micidiali di Hiroshima e Nagasaki. Nessuno li piange. Nessuno piange neanche le migliaia di vittime civili dei bombardamenti angloamericani sull'Italia fascista: io sono stato bombardato in lungo e in largo 63 anni fa, il 19 luglio, e poiché ero già a tre anni dalla parte giusta, applaudivo le bombe, mi divertivo moltissimo, e quando a giugno del 44 arrivò Johnson, un soldato nero sul suo Sherman coperto di polvere, gli occhi rossi di sangue e le Luchy Strike nella retina dell'elmetto a piazza Cairoli davanti allo stesso ghetto da cui avevo udito le urla del 16 ottobre del
Oggi voglio la pace: la stessa pace che l'Europa si è guadagnata dopo aver massacrato tedeschi e italiani e ustascia e i nazisti ovunque si trovassero.
Massacrati, uccisi, eliminati, fatti fuori, impiccati a Norimberga. Poi abbiamo avuto il più lungo periodo di pace europea della storia dell'umanità.
Israele merita la pace. Israele deve spazzare via, distruggere senza esitazione i suoi nemici armati, deve garantire la sua sicurezza per sempre, deve fare la guerra, la buona guerra che finisce con la buona pace, fino in fondo, fino alla fine, senza compromessi, distruggendo. Ieri due bambini israeliani sono morti sotto i missili hesbollah, tutti i morti e tutti i bambini e i feriti, meritano pietà. Ma senza mai dimenticare che per il milione e passa di vittime civili di chi scatenò la seconda guerra mondiale, la pietà è stata privata, collaterale.
Noi abbiamo pietà per tutti i morti e Israele sa combattere facendo meno danni possibile, altrimenti avrebbe bombardato tutto, spianato tutto, fatto una carneficina, terra bruciata e avrebbe vinto a prezzo di un genocidio.
Ma Israele non fa e non farà quello che l'Iran e la Siria e i palestinesi, Arafat per primo (agente sovietico egiziano che non aveva nulla a che fare con la Palestina, paese che comunque non è mai esistito essendo stato una comune provincia dell'impero turco).
Per questo chi vuole la pace, chi ha una sola faccia, chi ha la spina dorsale diritta, chi sta dalla parte del bene contro il male, oggi dice:
BUONA GUERRA ISRAELE. Ed è quello che tutti ci auguriamo.
Quanto a lei, Paradisi, le ultime note di questa lettera non sono dedicate a lei ma piuttosto al gruppo. Io con lei ho chiuso e qui finisce la storia del nostro rapporto epistolare. Si vada a rileggere la merda che ha scritto sul Senato, con cui avrà certamente decorato il suo blog. Non le dico si vergogni, perché la vergogna è una faccenda privata. La gente di sinistra, senza vergogna, di solito urla vergogna. Sono fatti suoi. Ma io ho provato veramente vergogna per lei, leggendola.
Buona guerra, Israele
Guer
categoria:israele, terrorismo e guerra globale, pace e conflitti, guzzanti paolo








