martedì, 25 luglio 2006

Serpenti piumati, barche bianche della morte

... per me questo non è un gioco
Qualcosa mi disturba
ed è la barca bianca
che passa come un fantasma e avanza
al lento ritmo dei remi ed è la morte.
La morte dei giovani
e la morte della verità
E la morte della decenza stessa
mi impongono il lutto.
Guer

Ho atteso giorni e giorni prima di rispondere, io, serpente piumato, allo "sciacallo rosso". Ho vagato tra dune di sabbia dove spunta la Calcatreppola marina e lo Sparto pungente.
Ho sostato in riva a mari blu, su cui volano gabbianelle. Libere e leggiadre.
Tra cielo, acqua e sabbia estrema ho cercato le parole giuste. La forma adeguata.
Uno sforzo inutile…
E allora le parole sgorghino pure. Immediate, scabre come sassi appuntiti, dal profondo della nostra "trippa che tutto comprende e include".
Poi, sia quel che sia.

In ogni scontro tra uomini, titanico o miserevole, non può mancare una donna...
Ed ecco che il Rosso sciacallo, temendo che la serpe piumata, insidi la sua tenera gabbianella, leva alto al cielo il suo grido di rabbia:
"E' mia! Fellone, guai a te! Non osare rivolgerti a lei con affettuose, biforcute parole. Maledizione su di te se ne osi pronunciare anche solo il nome... Mia! E' lei! Mio! Il nome che le ho dato..."
E noi che si credeva che Ella se lo fosse attribuito da sola: "La Gabbiana" (Ed. Amichay Publisher - Tel Aviv)…
D'altronde, come diceva già un menestrello...
"Il vecchio giardiniere/ rinunciare come può/ all'ultimo suo fiore/ se l'inverno viene già?"
Tranquillo, Senador, "il serpente piumato del falso eden; il pirata con la benda sull'occhio della storia e il vaso del miele avvelenato sotto il tabarro..." non ha mire alcuna.
Si tenga pure le sue illusioni, ed elucubrazioni mentali.
Io mi tengo le mie procaci "arzdore" dal culo invitante come un bicchiere di sangiovese (ROSSO!) o come una piada profumata (azzimo pane)...
Il pettirosso dal cuore rapace, orgoglioso di aver stimolato nel "senador periodista" tali e tante immagini biliose, s'è però stancato di subire...
Di ricevere sproloqui e insulti, sentenze e condanne, senza poter reagire per rispetto e buona creanza.
S'è stancato di vedere le sue buone maniere, scambiate per ambiguità; la sua educazione per falsa bonomia; le sue sincere carezze per "finti complimenti"; la sua voglia di dialogo per "cerchiobottismo, equivalentismo".
S'è stancato, il "serpe", di vedere le sue legittime e rispettabili opinioni bistrattate e ridotte a strame, da chi non si fa scrupolo alcuno, invece, di dar libero sfogo alle sue di argomentazioni, eventualmente, altrettanto discutibili.
Basta! Ora basta!
La misura è colma… poi, giunga pure anche il siluro. Tanto non sarebbe neppure il primo.

Sono insopportabili gli sproloqui di uno sciacallo spelacchiato che piange perché non può, vorrebbe è chiaro, spingersi "vicino" ad Israele... mischiarsi ancora coi ragazzi di Tsahal come già fece decenni fa…
Come fece, così racconta, anche la barba finta ciellina, la vispa Betulla, che si spinse fin quasi, pensate un po', "vicino all'Irak" per scrivere un pezzo intriso di polvere e sudore veri...
Che bravi che sono i periodisti che giocano alla guerra… con i corpi e i figli degli altri...
"Buona guerra" urla con voce rotta dall'eccitazione il combattente comodamente seduto nel suo scranno senatoriale. Buona guerra a Voi... altri…
Quale D-o può chiedere ai suoi figli una "buona guerra"?
Alcuni sciacalli, amici di altri sciacalli, hanno scatenato un'inarrestabile violenza che ha incendiato il mondo…
Afghanistan, poi l'Irak sono divenuti sorgenti putride di terrore che deborda e copre ormai ogni luogo sulla terra…
Non c'era altra via, mi chiedo? Vi chiedo? Anziché aprire fronti sanguinosi per stanare improbabili sceicchi del terrore da grotte primitive e maleodoranti, oppure dittatorucoli dalla barbaccia incolta (ex-amici all'occorrenza), da pozzi e stanze disadorne modello "Provenzano"?
Non c'era altro modo, mi chiedo? Vi chiedo? Dove sono le menti più alte del genere umano ("filosofi, matematici, medici e poeti")? Non riescono costoro ad avanzare alternative alla solita, trita, millenaria sporca guerra fatta con le clave e voluta dai produttori di clave?

Io dirò sicuramente c...te, è certo, ma altri non sono da meno... e non solo le dicono ma le fanno anche, le c…te.

"Senador periodista di la verdad!"
Io non mi sottraggo al dovere di dire da che parte sto.
Io sto dalla parte dell'Uomo!
Senza distinzioni di razza, di colore, di religione, di credenze politiche e di preferenze sessuali.
In questa mia visione, che il Senatore facilmente sbertuccierà come retorica e puerile (e io me ne impippo), non c'è spazio per intolleranze, violenze, missili quasi intelligenti o effetti collaterali deficienti (bambini sbudellati).
Non c'è spazio per prose rutilanti e sanguinolente.
Non c'è spazio per "buone guerre".
La sua estasi truculenta e volgare, Senatore, trasuda odore di morte (altro che barche bianche o fantasmi silenziosi), e mi induce semplicemente a compassione...
Chi preferisce vedere ragazzi e ragazze armati e con gli occhi iniettati di paura e di odio, piuttosto che serenamente spensierati gioire anche per futili ragioni per le strade del loro libero paese, e del mondo, e magari amarsi, o di certo ha perso il lume della ragione o lo fa con uno scopo oscuro.
E non mi si venga a dire che le guerre sono per salvaguardare od esportare la libertà e la democrazia.
Frottole! Fandonie! Falsità confezionate ad hoc per cercare di giustificare migliaia di morti innocenti e coprire loschi affari.
E' forse il mondo più sicuro oggi di quanto non fosse cinque anni fa? Quanto faranno durare questa situazione i signori della guerra e della morte? Quanto sangue dovrà scorrere?

La diplomazia del mondo libero avrebbe avuto tutte le armi possibili per risolvere questioni purulente e incancrenite quali il dilemma israelo-palestinese. A prescindere dalle responsabilità storiche dell'una e dell'altra parte.
Cosa s'è fatto realmente?
Israele, cari amici che lì vivete, lottate per difendervi e morite, è stato abbandonato a sé stesso da tutti. Ve ne rendete conto?
Cos'ha fatto il tanto esaltato precedente governo italiano a favore di Israele se non spendere e spandere vuote parole di appoggio ideologico avanzate anche da chi, con faccia di tolla, fino a ieri era antisemita convinto e praticante?
Cos'ha fatto, giusto per volare un po' più alti, Mr. Bush che s'era impegnato, sulle macerie ancora fumanti di Groud Zero, di risolvere una volta per tutte il problema mediorientale e a prosciugare il brodo di coltura del terrorismo, riducendo ed eliminando le sacche di povertà nel mondo?
Interrogatevi su questo, amici d'Israele. Siete e sarete sempre solo voi, da soli, a decidere e a fare le scelte della vita, anche quelle più scabrose, difficili. Detestabili. E qualche buontempone ad applaudire e a dare, da lontano è ovvio, il suo fragoroso sostegno… morale.

Dev'essere grande. Enorme. Incomprensibile e Misteriosa la ragione per cui, una bimba (o un bimbo) possa carbonizzarsi ai lati d'una strada assolata per via d'un missile e non lasciare sgomenti.
Disperati.
Io sono terrorizzato dalla lucida follia di chi non vede quei corpicini devastati o li distingue in base alla loro etnia.
Sono terrorizzato da chi urla Buona Guerra… ai figli degli altri.
Da chi cavalca le passioni sincere e i dolori profondi di persone provate direttamente dalla violenza, dal terrore e dalla paura.
Che ne sa lei, Senatore, dello stato d'animo di un israeliano, poeta o colono che sia?
Le sue interessate attenzioni, pelose condivisioni, puzzano come le "rancide ascelle" da lei evocate.
Io nei confronti di quelle persone e della loro disgraziata esistenza mi sono posto con rispetto e con la voglia di capire ciò che per me era incomprensibile e impossibile da accettare. Ho chiesto loro umilmente e rispettosamente il perché di certe radicali posizioni, anche se la mia indole e sensibilità (non altro), non me le faceva e non me le fa tuttora accettare.
Lei invece gioca con la fede e coi nomi come con le teste mozzate nelle hall degli alberghi.
Lei gioca tonitruante con il sangue dei figli degli altri, lusingato ad esagerare (come sempre), da femminee grazie, perché c'è pur sempre un fine o un premiolino qualunque a giustificarlo…

Tanto le dovevo.
Gavriel

 

 

Ciò che lei ha scritto su quanto è avvenuto in Senato il giorno in cui l'opposizione parlamentare ha difeso, fra gli applausi della sinistra e le esplicite dichiarazioni del suo capogruppo Anna Finocchiaro (ma potrei aggiungere altri cento nomi della sinistra, a partire da me stesso che sono di sinistra in quanto fondamentalista parlamentarista) è non soltanto falso e puerile, ma disgustoso, infame, moralmente lurido.
Io non do giudizi su di lei, ma sulle parole che lei traccia, sì. E quelle sono parole che griderebbero vendetta, se soltanto venissero da qualcuno meritevole di attenzione.
Vedo che lei cerca, come ha sempre fatto, di seminare e attizzare zizzania, cercare di metter male e spargere immondizia. E' il suo stile, non posso farci nulla.
Quel che posso fare è dichiarare formalmente chiusa la comunicazione fra me e lei, qualsiasi cosa lei dica e scriva. Ciò che ha scritto di sciatto, di irrispettoso, di volgare, di stupido e di incolto sulla padrona di questa casa, la qualifica ancora meglio. Lei non sa di che parla, non sa di chi parla. Lei, ad una più attenta analisi, non sa nulla di nulla. Non sa la storia, non sa la geografia, non le riconosco altra dote che quella di una furba capacità di manipolazione con l'uso di atteggiamenti seduttivi che hanno lo scopo di far abbassare la guardia e concederle credito.
Il mio bancomat per lei ha esaurito le scorte e non c'è più un solo spicciolo.
Posso dire, con grande tristezza, che lei purtroppo incarna perfettamente l'antropologia della sinistra italiana, così distante da quella dei progressisti nella civiltà.
Il suo preteso amore per Israele appare ai miei occhi un'accozzaglia di opportunismo e luoghi comuni, linciaggio della verità e della morale. E sappia che io ho combattuto guerre, vere guerre con le armi in pugno, contro fascismo e colonialismo, in Spagna come in Grecia. E che in Medio oriente io sono andato armato di una penna e di un taccuino, per scrivere centinaia di articoli su Repubblica, articoli che mi sono valsi molti premi e riconoscimenti, ormai vecchi nel tempo. Ho passato notti sotto un blindato sotto tiro palestinese, sono stato messo al muro due volte perché, malgrado l'anagrafe palestinesi e siriani mi hanno riconosciuto come "shalom" ovvero ebreo, e tirato fuori dal pulmino degli altri giornalisti e portato alla fucilazione davanti a una roccia sulla Bekaa. Mi salvai, come in un film americano, perché quell'anno avevamo vinto i campionati del mondo a lei tanto cari, e quando il soldato che doveva spararmi si mise a parlarmi spagnolo perché era stato emigrato in Spagna, io sciorinai la formazione e tutti i Paolo Rossi dell'epoca.
Lei, moralmente parlando, è inqualificabile. Ciò che è stato capace di scrivere su di me e la guerra è vomitevole.
Io oggi, e sempre, sono dalla parte di Israele e della sua guerra. E anzi faccio qui ammenda, pubblicamente, di aver difeso il principio del ritiro da Gaza in cambio di nulla, che ha fatto crescere Hamas e diminuire la sicurezza della mia seconda patria (essendo la prima, nel cuore, gli Stati Uniti d'America) che sta - sempre nel mio cuore - guadagnando posizioni per diventare la mia prima.
Io non le scriverò mai più, qualsiasi cosa faccia o scriva lei.
Però non sarei onesto se non mettessi in guardia gli amici di questa lista dai rischi che la sua presenza comporta, proprio perché lei ha un blog nel quale ebbi la nauseante sorpresa di vedere qual è il vero mare in cui lei nuota.
Non sono in fondo dispiaciuto di essermi ricreduto su di lei dopo averle dato credito. Per me è un'esperienza di crescita nella dirittura morale. Non abbiamo bisogno di falsi amici, di generici amanti della pace. La Germania di Hitler soffrì circa settecentomila vittime civili: bambini, donne, vecchi, malati arsi nei bombardamenti convenzionali, dieci volte più micidiali di Hiroshima e Nagasaki. Nessuno li piange. Nessuno piange neanche le migliaia di vittime civili dei bombardamenti angloamericani sull'Italia fascista: io sono stato bombardato in lungo e in largo 63 anni fa, il 19 luglio, e poiché ero già a tre anni dalla parte giusta, applaudivo le bombe, mi divertivo moltissimo, e quando a giugno del 44 arrivò Johnson, un soldato nero sul suo Sherman coperto di polvere, gli occhi rossi di sangue e le Luchy Strike nella retina dell'elmetto a piazza Cairoli davanti allo stesso ghetto da cui avevo udito le urla del 16 ottobre del 43, mi dette un cake (che mia madre gettò dalla finestra influenzata dalla propaganda fascista, sicché non l'ho più veramente amata) e diventai americano senza saperlo.

Oggi voglio la pace: la stessa pace che l'Europa si è guadagnata dopo aver massacrato tedeschi e italiani e ustascia e i nazisti ovunque si trovassero.
Massacrati, uccisi, eliminati, fatti fuori, impiccati a Norimberga. Poi abbiamo avuto il più lungo periodo di pace europea della storia dell'umanità.

Israele merita la pace. Israele deve spazzare via, distruggere senza esitazione i suoi nemici armati, deve garantire la sua sicurezza per sempre, deve fare la guerra, la buona guerra che finisce con la buona pace, fino in fondo, fino alla fine, senza compromessi, distruggendo. Ieri due bambini israeliani sono morti sotto i missili hesbollah, tutti i morti e tutti i bambini e i feriti, meritano pietà. Ma senza mai dimenticare che per il milione e passa di vittime civili di chi scatenò la seconda guerra mondiale, la pietà è stata privata, collaterale.

Noi abbiamo pietà per tutti i morti e Israele sa combattere facendo meno danni possibile, altrimenti avrebbe bombardato tutto, spianato tutto, fatto una carneficina, terra bruciata e avrebbe vinto a prezzo di un genocidio.

Ma Israele non fa e non farà quello che l'Iran e la Siria e i palestinesi, Arafat per primo (agente sovietico egiziano che non aveva nulla a che fare con la Palestina, paese che comunque non è mai esistito essendo stato una comune provincia dell'impero turco).

Per questo chi vuole la pace, chi ha una sola faccia, chi ha la spina dorsale diritta, chi sta dalla parte del bene contro il male, oggi dice:
BUONA GUERRA ISRAELE. Ed è quello che tutti ci auguriamo.

Quanto a lei, Paradisi, le ultime note di questa lettera non sono dedicate a lei ma piuttosto al gruppo. Io con lei ho chiuso e qui finisce la storia del nostro rapporto epistolare. Si vada a rileggere la merda che ha scritto sul Senato, con cui avrà certamente decorato il suo blog. Non le dico si vergogni, perché la vergogna è una faccenda privata. La gente di sinistra, senza vergogna, di solito urla vergogna. Sono fatti suoi. Ma io ho provato veramente vergogna per lei, leggendola.

Buona guerra, Israele

Guer

postato da: GabrielParadisi alle ore 25/07/2006 14:15 | Permalink | commenti (8)
categoria:israele, terrorismo e guerra globale, pace e conflitti, guzzanti paolo
mercoledì, 19 luglio 2006

Serpenti piumati, tabarri & sciacalli

“Serpente piumato del falso eden“

“Pirata con la benda sull’occhio della storia e il vaso del miele avvelenato sotto il tabarro“...

“Pettirosso identificato dalle squame e dall’impronta sulla sabbia fatta di molte SS e falci e martelli“...

Ohilalà!! Ma chi mai sarà costui???

Bene, a detta del “Senador, Periodista” Paolo Guzzanti, udite udite, quell’infido figuro altri non è che il sottoscritto (!?).

Ri-Ohilalà…

Tante attenzioni e tali raffinate ricerche nei bestiari medievali e nella letteratura d’appendice possono persino indurre malcelato orgoglio in chi si vede raggiunto da siffatti epiteti, proferiti poi, da cotanto senno.

Cosa avrò mai detto e scritto in questi mesi se un “Senador, Periodista”, perde ore del suo prezioso tempo per inveire contro un semplice, forse petulante e fastidioso  “cittadino”?

Quello che ho detto e scritto nei mesi andati in parte è documentato in questo blog.

Quello che viceversa ho detto e scritto negli ultimi giorni, val la pena di essere rapidamente richiamato.

Tutto nasce dal caso “Betulla”, dalle domande già riportate della mia amica Sigal (che continuo a ritener tale, malgrado Guer), e da una prima insofferente “spiegazione”, anch’essa già riportata, del Senatore in persona.

La mia risposta a quei commenti fu molto semplice.

Da un lato non potevo non ammettere che il furore delirante di Guzzanti, da tempo in guerra dichiarata con metà del globo terraqueo e col sottoscritto (subdolo serpente) in particolare, da un certo punto di vista mi affascinasse. La mia è una considerazione puramente “estetica”.

Mi affascina come può affascinare l’umano eccesso, volgare e violento, di un Materazzi o di un Zizou qualunque, tanto per dire, che in effetti hanno colpito l’immaginario collettivo e sono stati giustamente celebrati da un trionfante e puro centauro quale il Valentino nazionale o dai giornali e dalle tv del mondo intero.

Andava poi a Sigal la mia comprensione del dramma che sta vivendo oggi Israele (e il Libano) e non potevo non farle notare come in altre aree del mondo, nemmeno troppo lontane da quei luoghi infelici, si potessero vivere, negli stessi momenti, sensazioni ed euforie ben diverse e stridenti.

Conosco bene e deploro io pure con sdegno l’uso del calcio a mò di “oppio dei popoli”. Detestabile manipolazione, non disprezzata però, tanto per non farci mancare nulla, da un certo Mister P2, a cui Guer, credo, s’ispiri con una certa partecipazione, il quale citato signore tale manipolazione l’ha addirittura elevata a sistema (anche politico: Forza Italia, Forza Azzurri, l’Italia paese come il Milan squadra…).

Tutt’al più io amo il “giuoco del pallone” e il sano incanto che esso può generare nei fanciulli d’ogni età.

La mia “scivolata” sul mondiale era comunque solo per dire a Sigal (e a tutti), che forse occorrerebbe che l’uomo s’interrogasse più a fondo per cercare di capire come possano coesistere situazioni così estreme e inconciliabili nel pianeta. Perchè?

Da una parte la guerra e la morte, dall’altra la gioia e la vita. E la gioia e la felicità degli uomini, checché dica e pensi Guer, è comunque sublime qualunque sia la causa scatenante. Anche un rigore segnato, volendo.

Il mio augurio finale era perché il popolo d’Israele e quello Palestinese potessero vivere anche loro presto un lusso simile.

La reazione di Paolo Guzzanti è stata furibonda (“un frastuono epico”) e per il florilegio di “poesia, ironia, satira, rabbia, coraggio, passione” (come dice con benevolenza Sigal, la quale mi crede non serpe immonda ma addirittura inviato da d-o per stimolare nel Senatore tali focose qualità), merita di essere riportata per intero:

 

Mia (mia) Sìgal, mia gabbiana (gabbiana l’ho dedotto io
e non il serpente del falso eden da seagull- Sìgal)
e non è che il primo pirata con la benda
sull’occhio della storia
e il vaso del miele
avvelenato sotto il tabarro
può usare ciò che non è suo
io non ti ho mai definito la più grande poetessa israeliana
ma la più grande poetessa del mondo
anzi il più grande poeta
senza limiti di genere e di frontiera
neanche quella che gli amici dei tuoi e miei nemici varcano con le armi e l’odio
nelle mani e negli occhi,
mentre, come dice il serpente
il mondo è immerso nei riti del pallone
che vola e distribuisce amnesia e alibi morale
a chiunque abbia bisogno di dire più tardi io non c’ero,  
ero distratto dal rito, dalla follia.
Essi mentono sapendo di mentire,
come sempre,
talvolta sibilando moduli su due note
per simulare il pettirosso,
ma le squame li identificano
come l’impronta sulla sabbia fatta di molte SS
e falci e martelli come quelle che si riunirono festanti
fra immondi e ben maturati abbracci sul ponte
di Brest Litovsk,
lo stesso sul quale
poi gli uomini dell’utopia rossa consegnavano la moglie di Naumann
e migliaia di ebrei russi e tedeschi rifugiati:
il delitto dei delitti è indelebile
e tutta la loro attività successiva è consistita nel produrre lobotomia sugli innocenti,
garantire l’assenza della memoria,
procurare derisione e delegittimazione,
togliere,
alla maniera di Goebbels e di Beria
le bretelle e la cintura
ai loro derisi e perseguitati
affinché i pantaloni gli cadessero
di fronte alla folla,
e fossero esposti al ludibrio.
Il ludibrio di ironizzare sui loro nomi
nomen omen,
Vergogna!
sulla loro antropologia
la derisione,
lo scherno,
la falsa bonomia,
l’orrenda via
emilianoromagnola
al socialismo
lastricata di porco ammazzato
e di delitti impuniti
affogati nel sangiovese,
nella crema per i tortelli,
con le sdore a culo per aria
sui fornelli d’antan
a discutere di culinaria
mentre i loro uomini
tornano dalla sezione,
dalla solida tradizione
di aver creato e prodotto sia
la camicia nera
che quella rossa,
tali e quali,
con la rossa che ancora ci appesta
con le sue ascelle rancide
per quanto deodorante
sia stato prodotto dalla coop
per non far sentire il puzzo
del marcio della storia.
Io, tu lo sai, sono morale e non umorale.
Guer non è un vezzo,
è il nome che mi ha dato il poeta
ed è sacro, oltre che vero.
Io non so chi siano materazzi e zizu
e non voglio saperlo
benchè tutti i serpenti
piumati si contorcano non parlando d’altro
io non direi mai “Beirut bombardata o Haifa tempestata di razzi katiuscia”
perché Beirut non è stata mai bombardata
e questo è un esempio di equivicinantismo
di immoralità finto bonaria
cerchiobottismo
equivalentismo.
Io non sono un prepotente ma un combattente e
non schiumerò mai di rabbia
come schiumano serpi
e scricchiolanti scorpioni
quando gli passi sulla testa con i cingoli
la mia passione è secca come l’aria del deserto
la mia mente è chirurgica
e soltanto
la mia parola è un’arma
perfida e vincente
mobile, adattabile,
geometrica, letale o carezzevole
nulla di cieco, nulla di sbraitante.
Capisco che al serpente
farebbe piacere far passare di contrabbando
tra finti complimenti le sue sentenze razziste,
omen nomen, nomina sunt consequentia rerum.
Ma il nome del paradiso non è l’eden, è soltanto un parcheggio fuori del supermercato
Delle contraffazioni, è un marchio di un prodotto che produce finzione
Io non ti auguro
e non auguro al tuo popolo
di vivere la stessa
sudicia spensieratezza
del calcio italiano
del suo uso magistrale dei magistrati
del suo abuso, della sua demenza.
L’Italia, a differenza di Israele
non ha nulla più
né identità
né vigore morale
né etica
né estetica.
L’Italia ha scoperto di esistere perché ha avuto una palla
L’Italia si festeggia orgiastica
perché ha capito di essere morta nell’unico momento
in cui ha immaginato
nell’orgia dei mondiali
di essere viva
E considera le proprie demenze
come fantastiche esperienze
da augurare
a chi combatte
per la vita
per la propria identità
per la propria religione.
(Forse questo serpente non sa neppure la differenza fra missili kassam e razzi katiuscia dell’armata rossa.)
“Dall'altra parte uomini, donne e bambini soffrono ugualmente  ingiustizie e umiliazioni.”
Dice.
Sì, del mondo musulmano
che non ha dato loro spazio e dignità, né lo Stato che l’Onu aveva deciso nel 48
anche per loro
e che loro hanno rifiutato.
“Una spirale infinita di violenze è stata innescata e solo una grande, grandissima eresia, forse può spezzarla.”
Dice.
C...ate
grandissime c...ate
dall’aria buonista
Innocente
Equivalentista
sottratte al dovere
di dire da che parte stai
invece di ripetere che stai da tutte e due le parti
perché la tua morale
è talmente vasta
elastica come la trippa
che tutto comprende e include
Sìgal, per me questo non è un gioco
Qualcosa mi disturba
ed è la barca bianca
che passa come un fantasma e avanza
al lento ritmo dei remi ed è la morte.
La morte dei giovani
e la morte della verità
E la morte della decenza stessa
mi impongono il lutto.
Guer

 

Voi trovate parole in risposta a tutto questo?

Si può aggiungere forse ancora qualcosa?

Sì, si può. Ma non ora.

Per chiudere val la pena di leggere ancora quanto il Senatore, in preda ormai ad autentico orgasmico delirio, scrisse subito dopo aver infierito su di me:

“Buona Guerra, Israele”.

 

Voglio urlare ad Israele vai e colpisci ovunque essi siano, vai e fai quello che un occidente mentitore e senza spina dorsale non ha il coraggio di fare, lo dirò sui giornali, lo dirò in parlamento, lo dirò e lo dico agli italiani, tutti accecati, abbrutiti, masturbati dall'inferno del calcio, dai gol del calcio, dalle sue oscene vittorie, dai suoi miserabili scandali, di questo vivono gli italiani mentre Israele si erge come un essere umano e la sua pelle si fa di drago e le sue narici, narici di drago e hanno occhi di missile, occhi elettronici di decodificazione alfanumerica rigenerata stellare missilistica satellitare guidati da occhi di filosofi, occhi di matematici, occhi di medici e di poeti, occhi e mani di scrittori sparsi nel mondo, occhi del seme d'Israele perduto in mille altri semi della diaspora del seme, semi nascosti in corpi alieni che sono corpi di Israele e non lo sanno o lo vanno scoprendo, io voglio gridare, io voglio esaltare la guerra di Israele.
Voglio che Israele con mano chirurgica e ferma colpisca e cauterizzi, che con mano pietosa distrugga col fuoco, voglio che Israele non abbia pietà degli equivicini, degli equidistanti, dei mascalzoni, basta pietà per chi non sa schierarsi, per chi non vede da che parte sta il bene e dove sta il male, basta con la Siria, basta con l'Iran, basta con il fango degli escrementi corrosivi che inquinano la morale, basta con gli sputi accecanti che impediscono la vista, i piloti devono avere occhi ben aperti, gli occhi di chi non può consentirsi emozioni, le mani devono essere ferme sulle leve e i joy stick nei carri roventi che macinano la terra e la sabbia, le mani che guidano i motori diesel, le mani che stringono le armi e che vuotano caricatori, le menti gelide nel deserto rovente che devono pensare, le radio che cicalano fra di loro parole e numeri e codici e codici e codici e fuoco, noi vogliamo Israele in guerra così come vorremmo gli italiani in guerra invece che impiccati alla corda dei loro maledetti palloni, dei loro fottutissimi scudetti, coppe e turpi insalatiere, capaci di mascherarsi di colore le loro facce e perdere la voce e il filo dell'anima soltanto per la loro maledettissima palla, va e colpisci anche per loro Israele, e per i francesi che esaltano i loro zizù zazà zulù zozò, le loro cornate da capre mentre Parigi si appresta a bruciare di nuovo e per quella gente di formaggio e di paura che abita l'Olanda fertile di musulmani e la Svezia musulmana e la Danimarca musulmana e i loro maledetti covi e riti, via spazzateli tutti, purgateli, eliminateli, colpisci anche per loro, per noi, Israele, fallo per te stesso ma fallo anche per questi popoli codardi che hanno creato un occidente cieco e senza spina dorsale, Israele ma fallo, fallo per i tuoi figli, fallo per le mogli che attendono che Gill ritorni, fallo per i padri delle ragazze sagge che volano di bianche ali, fallo per chi ha capito tardi che cos'era che non andava nella sua identità e perché non aveva mai aderito, mai assorbito, mai condiviso ciò che gli era estraneo, ciò che gli era lontano come l'abisso, oh Israele se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l'autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l'abito da guerra di Israele e la sua bandiera, oh Israele se soltanto potessi non essere solidale ma esserci, non scrivere ma combattere, come vorrei Israele essere alla guida di un carro con due materassi legati fuori, insieme a giovani con la chitarra come quelli che incontrai in Libano un quarto di secolo fa e parlare con loro di cinema e sparare e di poesia e sparare e di musica e correre e far tuonare il corto cannone che non sbaglia mentre il cielo viene tagliato a lama di coltello dai nostri jet oh Israele. Paolo Guzzanti

postato da: GabrielParadisi alle ore 19/07/2006 19:06 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 13 luglio 2006

Alla fonte Betulla

(Prima parte)

 

Un'amica israeliana non ha capito granchè di questo mio intervento. Lei, oggi, vive momenti particolarmente difficili. Paolo Guzzanti (Guer Zaddick, numero di kabalà 99), si è prodigato con zelo, per cercare di spiegarle come stanno veramente le cose...

E' quasi sempre vero che bisognerebbe dar retta al proprio istinto.
Alla pelle. Vedi qualcuno, lo ascolti, oppure leggi ciò che scrive e
a sensazione ti fai un'idea.
Poi però la scacci subito. Perché ti piace credere di essere una persona illuminata. Non prevenuta. Uno che non si lascia trasportare… dai pregiudizi. Dai luoghi comuni.

E’ quasi sempre un errore però. Bisognerebbe fidarsi, invece, di sé stessi. Delle proprie viscere. Senza peccare di presunzione e senza scomodare sesti sensi femminili, uno come Renato Farina l’avevamo etichettato già da tempo. E pare che non ci fossimo nemmeno sbagliati di molto. Ma poi, le solite paturnie di noi di sinistra… - Ma dai, è schierato ai nostri antipodi ma è pur sempre un giornalista serio… è anche vicedirettore di un quotidiano… addirittura poi è amico di Alberto…

Giancarlo Cesana… Alberto Savorana, Renato Farina, miei coetanei ciellini brianzoli (!?) non ancora del tutto consapevoli di rappresentare l’antisessantotto pervenuto al potere, la vittoria dell’individuo contro il collettivo.” (Gad Lerner, La Repubblica, 21 maggio 2000).

Farina Renato, quindi, amico del mio amico Alberto Savorana, di cui ho perso le Tracce da almeno 7 coppe del mondo… Da quella d’Argentina (a Mar del Plata), che vedemmo insieme preparando la maturità…

Tutta la classe (la mitica V° F) a ripassar filosofia in quell’appartamento vuoto di Cielle vicino alla Piazza; una traversa del Corso (le vasche… gli adolescenti…)… a Forlì.

Alberto poi tra un Meeting di Rimini e l’altro ne ha fatta di strada.

Alberto Savorana, che della comunicazione ciellina è il cuore, l’anima e il cervello.” (Massimiliano Lussana, Il Giornale, 21 agosto 2005).

Un bravo ragazzo, Alberto. Sincero. Ha sostenuto (sostiene ancora?) posizioni e politici imbarazzanti, ma non posso pensare nemmeno per scherzo che lui non ci creda fino in fondo a quello che dice, a quello che scrive. A quello che sostiene.

Magari è lo stesso anche per l’amico suo… Betulla…  chissà?

Io però Betulla, la “barba finta”, non l’ho mai potuto sopportare.

Insomma! Accidenti! Possono essere sgradevoli solo quelli di destra? E perdiana!!!

 

Farina Renato a scorrerne il curriculum vitae et scriptorum si viene colti da sghignazzi grassi e/o da conati violenti…

Proviamo a inoltrarci in questo percorso… lungo ma istruttivo…

 

Farina Renato, detto Betulla, è uno che, a detta loro, è affetto da “inchinite” acuta, sia nei confronti del sempre “politically incorrect” Feltri Vittorio (uno dei suoi tanti datori di lavoro, di cui si dice addirittura essere il “moglio” !?), ma soprattutto nei confronti di Silvio B…

Pare che con Esso, il nostro abbia un rapporto molto speciale (forse anche superiore a quello vantato – o millantato? – con il compianto Wojtyła Carol)…

A testimonianza di ciò restano scolpiti nella pietra alcuni epici pezzi del Farina a fissare momenti d’intimità unici, trascorsi col… “desaparecido”… (dall’ 11 aprile infatti – di nuovo aprile – S. B. risulta n. p. – non pervenuto…)…

Memorabili le cronache dalla “Villa dei cactus” (Sardegna, estate 2003… Libero, 19 - A / B - e 24 agosto - C / D) o “sotto un cielo fiammeggiante di stelle… in Brianza” (Natale 2003… Libero, 27 dicembre - E / F)…

Tutti i Natali ci vediamo per farci gli auguri. E io gli porto un microregalo. Quella volta gli portai un salame della Brianza lungo un metro. E lui mi regalò un Cartier”

Ah… il danaro (vil), ancora lui, sempre lui… poi i regalucci… i rimborsi spese… ah.. come sono ordinarie talvolta le debolezze anche nei cristiani più ferventi…

(Comunicazione di Servizio ai miei 25 lettori di sinistra, rigorosamente di sinistra: Vi invito alla lettura dei Bananas di Marco Travaglio ispirati dai sopracitati articoli del Betulla – GH – Irresistibili… per noi di sinistra ovviamente).

 

Farina Renato, va comunque  ricordato anche come uno degli ideatori della sordida equazione “Baldoni=pacifista=no-global=terrorista”. Farina era uno di quelli quindi non che “credeva” al rapimento di Baldoni e scrisse: "Gli esperti dell'intelligence atlantica (di cui notate bene era esponente a libro paga !? ndr) hanno molti dubbi su tutta la vicenda. Il volto del prigioniero non rivela contrazioni inevitabili per chi si trovi sull'orlo dell'abisso. Non appaiono intorno all'italiano uomini armati e mascherati. Potrebbe essere una recita"…

Sì, era una recita… in uno “snuff movie” però…

Addirittura lui stesso, il Betulla, si vergognò appena appena delle parole che aveva scritto solo 2 giorni prima: “Sappiamo che gli articoli di Libero, segnalanti in modo anche derisorio il suo essere antiberlusconiano e pacifista (di Baldoni, ndr) sono stati una carta giocata nelle trattative per indurre a miti consigli i saddamiti. Chi scrive ci contava. Vittorio Feltri era meno ottimista. Purtroppo ha visto lungo lui. E qui voglio chiedere scusa alla famiglia e agli amici di Baldoni. So che qualche mia espressione maliziosa o cattiva parola hanno dato loro amarezza. Confidavo fossero un viatico per il ritorno a casa di un rivoluzionario che non avrebbe mai spiantato Milano. Piango la morte straziante di un fratello.”...

Quanta pelosa ipocrisia…

Alberto, amico mio, sincero e puro amico mio, fuggi… dì qualcosa di cristiano!

 

D’altronde Betulla si sente investito di un compito superiore, e nientepopodimenochè dal Giuss in persona: «I giornalisti sono i nuovi educatori del popolo, come nuovi scribi o come rappresentanza del popolo nuovo, avendo coscienza che il proprio lavoro può mantenere la vivezza di un popolo. Se sapessero che razza di ruolo giocano i giornalisti nella Chiesa oggi, forse tremerebbero per la dignità che è data loro. La cosa più commovente che si possa ricostituire nel mondo è il cristianesimo. Come giornalisti e insegnanti saranno in grado di immedesimarsi con le nostre ragioni e di vedere come può giocare per loro la questione?». Ecco. La spiegazione di ogni cosa è proprio qui.

E Renato Betulla non trema… forse trama… ma non trema: “Quella frase mi ha spaventato e anche inorgoglito; sentirsi dire che nelle proprie mani c’è la possibilità di cambiare il mondo”.

Ecco, Farina Renato (Betulla), voleva (anzi doveva) cambiare il mondo…

Per cominciare ha pensato bene di cambiare… le carte in tavola… di farsi megafono (per trenta denari?) di dossier falsi… di interviste false… ma… “Non importa il colore del gatto, purché mangi il topo…” (citazione orridamente comunista)…

Lui aveva un compito, un fine, ben più grande per star lì a sottilizzare sui mezzi…

Nella tremebonda lettera di autodifesa dell’8 luglio scorso a Libero (anzi… a Feltri) egli scrive: “Allora confesso. Ho dato una mano ai nostri servizi segreti militari, il Sismi. Ho passato loro delle notizie. Ne ho ricevute. Ho cercato contatti persino con i terroristi, mettendo a disposizione le mie conoscenze ma anche il mio corpaccione per salvare qualche vita, e difendere i nostri fratelli uomini. Ti assicuro (si rivolge al severo Vittorio, ndr), e metto in gioco la salvezza della mia anima: non ho scritto su Libero una sola riga che non coincidesse con i miei convincimenti”. Nessun dubbio su questo.

Peccato che i suoi convincimenti non abbiano nulla a che vedere con la salvezza dei “fratelli uomini” (ne esistono anche di musulmani, pare), tanto meno con la democrazia o col diritto…

Democrazia... Diritto…

Termini inconcepibili per signori come Farina Betulla Renato che ritengono la disinformazione, la menzogna, il falso dossier, eticamente accettabili per combattere tutto ciò che ritengono “pericoloso per i figli dei loro lettori”.

Altro che verità signori liberali (alle vongole). Coraggio. Inorridite! Strappatevi le vesti! Il Watergate in confronto è una barzelletta.

A prescindere dall’immenso Cannavaro a da questi giorni di euforia tricolore che tutto assorbe e obnubila, qui siamo di fronte a giornalisti a libro paga dei servizi (vietato dalla legge); a giornalisti che diffondono dossier falsi contro il capo dell’opposizione democratica; a servizi (e giornalisti) che controllano e intercettano altri giornalisti (liberi)…

Dove siete amici liberali? Liberali rivoluzionari che gridate al golpe di Mortadella & C.?  

E’ tutto regolare per voi?

Alberto, suvvia, almeno tu… reagisci… fuggi… dì qualcosa di cristiano!

 

(1. Continua)

postato da: GabrielParadisi alle ore 13/07/2006 19:59 | Permalink | commenti (15)
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