Aggiornamento: Il Senatore Paolo Guzzanti ha immediatamente risposto alla mia lettera, con una lista completa, articolata e impegnativa di argomentazioni. Per ora la inserisco in fondo a questo post per dar modo di leggere il botta e risposta preliminare che l'ha preceduta. Sarà mia cura dedicarvi a breve un proprio post riservato data l'importanza delle affermazioni del Senatore Guzzanti.
Per me il punto non è, come sembra credere Paradisi, dove abbiamo sbagliato noi, ma dove ha sbagliato Freedom House e chi le dà retta.
Infatti, stante che l’Italia non è fra il Ghana e il Benin ma fra le prime nazioni del mondo anche in “civil liberties” proprio secondo la FH, ne consegue che la loro classifica è un errore di cui vergognarsi e non sta a me perdere tempo per discutere quali siano i loro difetti di comprensione e valutazione, né mi interessa.
Ho visto come lavorano e valutano, ho visto che la signora responsabile annuncia uno statement che non ha mai fatto dopo un mese, direi che dovrebbero vergognarsi loro e coloro che ne fanno una bandiera di affidabilità.
L’affidabilità la dimostriamo noi, non loro, con un sistema di informazione che mantiene vivi e a libro paga della presidenza del Consiglio di ministri giornali come Manifesto, Liberazione, Foglio, Riformista e tanti altri anche più importanti che, se fossero in America, sul mercato, avrebbero chiuso dopo cinque minuti.
Dunque, vergogna a FH, siamo un grande Paese libero, talmente libero che diamo una televisione pubblica, mica privata, al partito comunista e suoi derivati, che possono usarla anche quando sono al governo battendo così in conflitto di interessi lo stesso Berlusconi che al massimo di reti pubbliche ne influenza due quando governa mentre a casa sua, Mediaset, non ne influenza neanche mezza.
Paolo Guzzanti
Senatore Guzzanti,
Mi permetto di interpretare e sintetizzare il suo pensiero che ci ha gentilmente fatto pervenire:
1) Il Giornale ha certo commesso delle inesattezze dichiarando prima che la posizione dell’Italia nella famosa classifica era effetto degli arresti di Jannuzzi e Melilli (questo errore l’ho già pubblicamente ammesso), poi dichiarando che l’unica fonte informativa di FH fosse il quotidiano La Repubblica;
2) Per quello che abbiamo potuto verificare però i loro metodi di valutazione sono insondabili e discutibili e non ne fanno certo una bandiera di affidabilità;
3) L’Italia sempre secondo FH risulta tra le prime nazioni in “civil liberties” e “partly free” per quanto riguarda la libertà di stampa. Questa contraddizione da sola basta a dichiarare l’inaffidabilità di FH;
4) Se ci sono anomalie nel sistema italiano, sono lo spazio riservato e le modalità con cui si mantengono con soldi pubblici giornali e tv completamente sotto il controllo dell’attuale opposizione;
5) Il conflitto d’interessi, se esiste, riguarda quindi più l’opposizione che non il Presidente del Consiglio che non influenza nemmeno le reti private di sua proprietà.
Le faccio notare che gli “errori” che io e altri su questo blog abbiamo imputato a Lei e ai suoi collaboratori del Giornale, riguardano esclusivamente il punto 1).
Sul punto 2) ho già espresso anche le mie di perplessità su “chi stende classifiche” senza dichiararne le modalità e ho proposto a Felice Manti una ricerca congiunta e coordinata per verificare in dettaglio i metodi e i criteri di FH, sempre che vogliano risponderci, per evitare con ciò future strumentalizzazioni da una parte e dall’altra. Spero che Lei dia il consenso a Manti di procedere in questa analisi, impegnandosi a pubblicare un articolo che ne riporti i risultati o in non risultati. Questa ricerca consentirà di capire l’affidabilità e l’autorevolezza di FH e risolvere le contraddizioni tipo quella esposta nel punto 3). Gli altri punti sono una sua legittima opinione, e come lei la pensano perlomeno (stando agli ultimi vostri sondaggi) il 48% degli italiani. Io, come l’altro 48%, la penso in modo diametralmente opposto. Ma la democrazia è anche questo. Lei però potrebbe rispondere, se ne avrà tempo e voglia, alla domanda che le feci circa un mese fa in merito al suo concetto di “liberalismo” e di come Lei conciliava coi principi “liberali” certe “anomalie” della situazione italiana. Questa sua risposta, che a suo tempo mi promise, permetterebbe forse di mettere maggiormente a fuoco i punti 4) e 5).
Grazie della consueta cortesia e disponibilità, mi aspetto una sua gentile replica.
Gabriele Paradisi
Io accuso, non mi difendo. FH si deve difendere e finora rinvia e traccheggia. Grossi guai in vista per loro
Caro Paradisi
1 - Il mio pensiero è questo: trovo scandaloso e ridicolo che FH stendendo una classifica sull’Italia non trovi scandaloso e ridicolo che un giornalista che è anche rappresentante del popolo sia arrestato mentre svolge il suo mandato. Avevo tutto il diritto di immaginare che FH non fosse preda della più grave “innacuracy”, come invece dimostrano tutti i suoi metodi e i suoi risultati che riguardano l’Italia.
2 – Fino a prova del contrario abbiamo ragione noi e non la signora che le ha risposto: finora abbiamo la sua parola contro quella di un professore universitario e un giornalista che affermano di aver avuto dalla stessa FH diverse risposte da quelle, molto generiche, vaghe, imprecise e sospette, che la signora ha dato a lei, promettendo con imbarazzo uno statement che non è mai venuto, e non rispondendo ad altre richieste di chiarimento che io le ho fatto pervenire. Ufficialmente FH risponde che la funzionaria è in vacanza. Questo non è serio.
3 – I metodi di valutazione di FH si dimostrano ridicoli e inaffidabili dal momento che collocano l’Italia non fra i paesi europei ma fra quelli del terzo mondo. SI PARTE da questo, non si arriva a questo: SE la FH pone l’Italia in una posizione che per tutta evidenza falsa, ALLORA vuol dire che il sistema usato da FH è falso. Il problema poi di vedere dove e come e perché loro usano un sistema di valutazione che falsifica la realtà è un LORO problema, non mio.
4 – Ho già detto che loro non sembrano a conoscenza del fatto che molti giornali di opposizione, Manifesto, Liberazione ed altri, vivono di sovvenzioni della Presidenza del Consiglio nel momento in cui il titolare è Berlusconi.
5 – Ho già detto che loro sembrano ignorare che esistono tre reti pubbliche televisive, che sono sottoposte ad una commissione parlamentare permanente presieduta da un membro dell’opposizione e che la Rai, la compagnia pubblica, è presieduta essa stessa da un membro dell’opposizione, e che una delle tre reti pubbliche è in dotazione perenne ad uno schieramento politico costante oggi all’opposizione ma domani forse al governo come è già accaduto fra il 1996 e il 2001, sia che quello schieramento sia al governo, sia che sia all’opposizione.
6 – FH ignora o finge di ignorare il contenuto fondamentalmente avverso a Berlusconi degli shows di Canale 5 e della satira di Italia 1. Il telegiornale di nicchia di E. Fede riguarda una modestissima fetta di audience e inoltre da due anni si occupa di casi umani e previsioni del tempo. Costanzo, Jene, Striscia, Zelig e ogni spettaccolo di intrattenimento, sono anti berlusconiani e sfido chiunque a venire a mie spese da NY a casa mia per constatarlo. Ciò per gli americani è impensabile, e
mai Murdoch permetterebbe una cosa del genere sulle sue reti.
7 – Conclusioni: FH è sotto la mia accusa. Non gioco in difesa, non mi devo e voglio giustificare di nulla, trovo scandaloso che una tale baracca che emette dati pericolosi perché inattendibili e usati per motivi di propaganda possa essere considerata prestigiosa. Noto che la loro difesa consiste in una imbarazzante serie di dilazioni e promesse non mantenute, come quella dello statement.
8 – Confermo che FH cita, come fonte giornalistica di riferimento,
la SOLA Repubblica , diversamente da come fa per tutti i Paesi occidentali per i quali sono citati almeno due e spesso tre o quattro giornali. Dunque non faccio ammenda, ma sono molto seccato per questo comportamento e per questo rovesciamento: io sono la parte lesa e accuso, FH è la parte che produce errori e menzogne e che si deve difendere. Credo che proporrò una azione legale devastante per loro e sto contattando le più feroci “firms” americane per trovare chi meglio sia in grado di far pagare l’inaccuratezza e i danni che essa comporta al mio Paese che, insieme al senatore Jannuzzi rappresento nel Parlamento della Repubblica che FH descrive come una repubblica delle banane africane.
Questa la mia posizione.
Grazie e a presto
Paolo Guzzanti