I furbi (o furbetti) di sinistra.

A Paolo Cottino (Milano, pcottino@hsn.it), che ha inviato qualche giorno fa un commento al mio articolo “Il cretinismo di sinistra” del 27 ottobre 2005. E a Corrado Augias, per conoscenza:
Caro Paolo, Innanzitutto ti ringrazio di aver scelto il mio blog per postare i tuoi pensieri circa i fatti di Bologna. Il tuo testo, da noi quindi letto in anteprima già il 28 ottobre, è stato quasi integralmente pubblicato ieri, domenica 30 ottobre 2005, da Augias sulla sua rubrica di Repubblica. Il commento dell’ineffabile Corrado si commenta da se. Noi parliamo di ingiustizie, di marginalità, e ci danno degli “ideologi”; noi parliamo di sofferenze umane, di necessità di trovare nuove forme di convivenza e ci danno dei “cretini”. Offesa questa, bada bene, che forse non riceveremmo nemmeno dalla destra più intransigente e invece riceviamo dai “compagni che NON sbagliano”. Tutto questo è molto triste, ma mi convince sempre di più che val la pena di continuare a lottare per cambiare le cose, per cambiare questa mentalità ottusa e di brevissimo respiro. Il discorso di Augias è emblematico nel tratteggiare il “furbo” di sinistra. Colui il quale, se serve per conquistare il Potere, può bellamente dimenticarsi di difendere i più deboli e la solidarietà (testuale). Ora io credevo che quelli fossero valori fondanti della sinistra. Ma i furbi, quelli che sanno come si fa a vincere le elezioni, mi dicono che si può derogare, che si possono difendere solo i diritti e i benefici acquisiti (…l’orticello), dimenticandosi tutti gli altri. Io, a queste condizioni, non ci sto. Sì, Paolo, credo che non si libereranno mai di quelli che pensano come noi! Grazie ancora. Gabriele
Questo il commento di Corrado Augias pubblicato su Repubblica nelle Lettere di domenica 30 ottobre 2005, insieme al testo di Paolo Cottino:
<<Se a comandare è sempre l’ideologia. Dibattito vivace, divisioni nette, eterna forza e debolezza della sinistra che discute con veemenza mentre gli altri hanno approvato leggi da inorridire senza battere ciglio. Sinistra che si lacera, si scinde, mentre gli altri si concedono le più spudorate giravolte restando attaccati che nemmeno la colla cervione di buona memoria. Sul piano teorico non mi pare che la discussione possa comporsi. Si potrà, si dovrà, mediare politicamente perché troppo grave (troppo ‘cretino’) sarebbe se una conclusione concordata non ci fosse; sul piano teorico (ideale) le divisioni restano però nette trattandosi di priorità diverse e, almeno per una delle due parti, di pura ideologia. Difendere sempre e comunque quelli che appaiono più deboli, privilegiare le commoventi leggi della solidarietà a costo di sacrificare il resto: il pensionato che coltiva un orticello sul lungofiume, la ragazza che rincasa tardi la sera, la massaia che va a fare
categoria:bologna, immigrazione e legalità , augias corrado













